Giornalismo choc

Io non ho sicuramente le competenze per discutere sullo studio di Franco Giovannini, Riccardo Benzi Cipelli e Gianpaolo Pisano presentato con tanta fanfara da La Verità. Diciamo che un testo il cui abstract comincia con «The use of dark-field microscopic analysis of fresh peripheral blood on a slide was once widespread in medicine» mi lascia qualche dubbio: perché non è più usato, considerando che mi pare poco invasivo e non molto costoso? E diciamo anche che la metodologia non mi sembra delle migliori, visto che non c’è nessuna specificazione su come è stato scelto il campione, e perché i controlli più specifici siano stati fatti su quattro specifiche persone. (Comunque 300 dollari per la pubblicazione non sono poi molti; purtroppo non sono riuscito a trovare quanto sia durata la peer review, ma sicuramente l’articolo non poteva essere stato completato prima di fine marzo ed è stato pubblicato il 12 agosto. Per fortuna le cose di fanno in fretta.

Una cosa però mi è chiara: l’artiolo de La Verità è assegnato solo agli abbonati. Se la cosa è così importante, perché non renderla visibile a tutti?
(Ah, il paper è qui per chi vuole leggerlo)

4 comments

  1. Fin qui siamo al livello di studio spazzatura.
    Supponiamo che io faccia uno studio su un migliaio di vaccinati sintomatici, rilevando che nell’80% dei casi hanno la febbre.
    Posso concludere che il vaccino fa venire la febbre?

    P.S.: Si capisce ora cosa manca?

  2. Mah, come campione non sembra affatto scarso.
    Però anche il long-covid causa modifiche al sangue. Es. https://www.studyfinds.org/covid-19-changes-blood-cells/

    Considerando che al mondo, ad oggi, sono state curate esattamente 4 persone di HIV, dopo circa 40 anni di diffusione della malattia e dopo oltre 36 milioni di morti… direi che tre cose sono chiare:
    – nessuno conosce al 100% il sistema immunitario umano;
    – il COVID è un virus ancora largamente sconosciuto (es. è il primo virus respiratorio che attacca cuore, reni, cervello, fegato, ecc. ecc.);
    – il comportamento di un farmaco che agisca su due elementi complessi non completamente conosciuti non può essere completamente conosciuto.

    Insomma l’attuale strategia eugenitica (=favorire la circolazione del virus nella speranza che faccia secchi più pensionati inutili che lavoratori e consumatori utili) sembra davvero la soluzione semplice ad un problema complesso.

    • Il campione non è scarso, ma è comunque biased, nel senso appunto che non c’è un controcampione di non malati e di guariti…

  3. Umm, fermo restando che lo studio sembra avere dei problemi logici e una forte bias “anti-vaccinale” (e, come tutti gli studi del mondo, si chiude dicendo che servono ulteriori fondi e/o ricerche) e che il team (come tutti i team se i risultati non convincono) potrebbe non avere una composizione abbastanza varia da essere suff. autorevole… direi che quelli che mancano sono i non vaccinati ma sintomatici. I non malati/non vaccinati sappiamo come sono, i non malati ma vaccinati sarebbero anche interessanti ma non confrontabili, i “guariti” andrebbero comunque distinti in vaccinati e non vaccinati (secondo il bias dello studio) e i long-covid… scherzo, i long-covid non esistono!