Traduzioni automatiche non delle migliori

Domani Jacopo ha la verifica di spagnolo, e quindi mi sono messo a farlo ripassare. L’unità è dedicata allo sport, e tra le varie parole c’era “empatar”. Gli chiedo “cosa vuol dire?” e lui mi guarda come la mucca che guarda il treno. Io gli faccio “dai, è facile: è come impattare, cioè pareggiare. Guarda, te lo faccio vedere con Google Translate”. Apro, scrivo “empatar”, e mi esce fuori “cravatta”. Peggio ancora, scrivo “empatar un partido” per vedere se con un po’ di contesto la cosa funziona meglio, ed esce “per legare a una partita”. Vabbè, ho tirato fuori un vocabolarietto spagnolo e ho fatto vedere al giovane virgulto che essendo preadolescente non si fida più del suo vecchio padre che avevo ragione.

Cosa è successo? I più astuti tra i miei ventun lettori l’avranno capito. Provate a tradurre dallo spagnolo in inglese: “empatar” diventa (correttamente) “tie” e “empatar un partido” diventa “to tie at a game”. Evidentemente il sofisticatissimo sistema di traduzione automatica di Google Translate passa dall’inglese per tradurre dallo spagnolo all’italiano, ma non avendo nessuna idea semantica quando trova “tie” lo legge come “cravatta”, così come “to tie at a game” viene tradotto letteralmente come “per legare a una partita”. Direi che c’è ancora parecchia strada da fare….

8 comments

  1. Nel testo continui a scrivere “empatar en partido”, mentre in Google Translate hai scritto correttamente “empatar un partido” ;)

  2. Ma in Quidditch c’è il pareggio?
    Se non c’è, almeno nella cronaca di talune partite, la “traduzione” è più scarsa perché effettivamente fa almeno due giri.

    • in teoria potrebbe esserci, se non ricordo male. Non mi pare che Rowling abbia pensato alla possibilità.

      • Caso raro, ma già avvenuto, almeno in un incontro internazionale:

        ” Nel 1986, la squadra di Patonga Proudsticks ha pareggiato contro i Montrose Magpies , che è stato considerato un risultato sorprendente. ” (testo tradotto automaticamente da g**gle, ma direttamente dall’inglese, quindi meno problematico) http://www.hp-lexicon.org/thing/patonga-proudsticks/

        • Ahh, mi si risolve un dubbio ma oltre a essere raro, l’evento è citato in un testo ufficiale ma accessorio, quindi non è un riferimento sicuramente usato dal traduttore automatico per risparmiarsi i doppi o tripli passaggi al telefono senza fili.

  3. Quando devo cercare una parola, il primo sito che uso è wordreference. Di Google translate ho solo pessimi ricordi lavorativi: una volta in una specifica tecnica aveva tradotto “incrocio a raso” come “satin crossing”…

    • in effetti anch’io per en-it o it-en uso wordreference. Non l’ho mai provato su es-it, anche se mi pare che la professoressa di Jacopo l’avesse suggerito (e lui ovviament l’avesse schifato)

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