trenta tonnellate per due centimetri e mezzo quadrati

Sto leggendo il primo volume dell’antologia di racconti di Arthur Clarke, pubblicato in Italia da Urania. In “I fuochi dentro” trovo scritto a un certo punto “la pressione ora doveva essere di almeno trenta tonnellate per ogni due centimetri e mezzo quadrati”.

Che diavolo vuol dire? Evidentemente l’originale avrà avuto “30 tons per square inch” ed Enzo Verrengia ha deciso di tradurre parola per parola. Peccato che in italiano la cosa non abbia nessun senso, anche se formalmente corretta. Io avrei banalmente arrotondato i “due centimetri e mezzo” quadrati (cioè 6,25 cm², nel caso non ve ne foste ricordati) a sei, e quindi scritto “almeno cinque tonnellate per centimetro quadro”. Non che a me lettore questo numero dica qualcosa in più, e ammetto di non avere provato a fare i conti – ma mi fido di Clarke; ma almeno sembra italiano corretto…

(Ho controllato: Verrengia è del 1955, insomma non è così anziano…)

9 comments

  1. Se il Verrengia avesse deciso di tradurre parola per parola, avrebbe tradotto “trenta tonnellate per pollice quadrato”.
    Ma se ha tradotto “trenta tonnellate per due centimetri e mezzo quadrati” ha proprio sbagliato: due centimetri e mezzo quadrati sono – evidentemente – una cosa diversa da 6,25 centimetri quadrati: sono l’area di un quadrato di 1,5811 cm!

    • In una traduzione in italiano, usare le unità di misura inglesi porta ad avere un’ambientazione angloamericana al pezzo. Se la distranza tra San Antonio e San Jose è di 1700 miglia, si capisce subito che siamo negli Stati Uniti e non in Spagna. Mentre un viaddio di 1000 km tra San Sebastian e san José probabilmente è in Spagna (senza dover guardare Google maps o cartine).

      Questa traduzione è confusionaria, in effetti.

  2. Uh, è vero, l’avevo notato anche io e avevo capito cosa intendeva. Sembra più un “mo’ scrivo così, poi cerco di capire come tradurlo meglio” e poi è rimasto così.

  3. Purtroppo l’ignoranza sulle unita’ di misura e’ la norma, basta ascoltare i telegiornali.
    Comunque, io sono del ’54 e posso assicurare che allora le unita’ di misura venivano insegnate. ;)

  4. Io credo l’originale fosse Ponds per square inch (psi) che è un’unità di pressione usata normalmente nel sistema Imperiale e comunque nota anche in Italiano, tanto che molte auto riportano la pressione ottimale per gli pneumatici in questa unità.
    Lo avrei lasciato così o al limite usato atmosfere, che rendono immediatamente il confronto con la pressione ordinaria a cui siamo abituati.

    • mi hai fatto venire voglia di controllare l’originale britannico, chissà se si trova il ritaglio su Google Books… Io ho pensato alle tons che sono quasi delle tonnellate, e non sono andato più avanti coi conti.

      • Avevo il sospetto, ma il testo.in inglese (The Collected Stories of Arthur C. Clarke, si trovano gli estratti con books google) parla effettivamente di “at least thirty tons to the square inch”.

        Peraltro la pressione viene espressa sia in tons* to the square inch, sia in thousand atmospheres (1000 atmosfere sono circa 6.56 tons/square_inch oppure 1033 kg/cm2), poi altre misure sono in piedi e miglia (in conseguenza alle diverse distanze considerate, e qui non approfondisco oltre per non spoilerare), vengono citati anche i gradi ma senza indicarne la scala.

        Nella frase segnalata, 30 tons/square_inch dovrebbero corrispondere a circa 4560 atmosfere, (che è un’unità di misura già usata nello stesso testo, come si è visto), quindi “almeno 30” si tradurrebbe come, con “saranno 5 tonnellate per centimetro quadrato”?

        * Clarke era inglese e utilizzava i! Sistema Imperiale, per cui 1 ton equivale a 2240 libbre (long ton) o 1016 kg, e l’atmosfera come unità di misura corrisponde ai classici 760 mmHg, che è più di un bar (qui ci sarebbero altre considerazioni ma mi astengo) :-)

  5. un po’ come quando in tv ci parlano di uragani con venti a 160 km/h o 320 km/h…

  6. C’è un altro esempio in fondo a pagina 273: Verrengia traduce “Il manto […] iniziò ad acquisire uno spessore di due centimetri e mezzo o il doppio per ogni secolo che passava”. Io avrei banalmente scritto “cresceva dai due ai cinque centimetri per secolo”…