Salvini e i selfie

Repubblica fa l’articolo sugli etnei che si lamentano perché ieri mattina, dopo il terremoto in Sicilia, il vicePresConsMin ha postato un selfie dove sta mangiando pane e Nutella. Nella mia bolla c’è chi dice che tutta la strategia di Luca Morisi sta andando a gambe all’aria, ricordando anche il fratello del pentito di ‘ndrangheta ucciso la sera prima nonostante fosse sotto protezione (del Viminale) che forse era qualcosa di più importante della colazione del Capitano.

Tecnicamente è ovvio che quel post era stato preparato in anticipo, e può anche darsi che la squadra social di Salvini si sia dimenticata di cancellarlo visti gli eventi, o addirittura che non esista un’emergency room che funzioni in questi casi. Ma io non ne sarei così certo. Tutte queste argute e puntuali analisi partono sempre dal punto di vista di chi vorrebbe Sal***i fuori dai piedi, e parlano a chi è d’accordo con loro. Ma la mia sensazione è che alla stragrande maggioranza dei suoi fan importi un tubo di terremoto e morti di ‘ndrangtheta, e segua calorosamente le colazioni del suo beniamino, ancorché parecchio ingrassato, un po’ come si seguono le telenovelas. Controprova? Non mi pare che nessuno dei marchi commerciali ampiamente citati in queste immagini abbiano fatto alcuna azione – legale o no – per dissociarsi, segno che anche loro ritengono che la pubblicità che ricevono sia più positiva che negativa. Meditate, gente, meditate 🙂

5 comments

  1. È una cosa a cui avevo pensato, e poi accantonato, qualche tempo fa. Fossi il socialamministratore di un marchio prenderei le distanze da qualsiasi personaggio politico. Non ho notizie che qualche marchio si sia dissociato da queste esibizioni. La cosa mi lascia perplesso. Spero di essere io disinformato.

    • non è detto che il marchio voglia pubblicizzare la sua dissociazione. Quello che bisognerebbe fare è verificare se certi marchi non sono più citati, ma onestamente non ho voglia di perdere ancora più tempo con Sal***i di quello che mi fa già perdere.

  2. @all: Nutella è un marchio inaffondabile da qualsivoglia evento.

    Mettersi in mezzo con comunicati vari rischierebbe solamente polemiche inutili ed in ultima analisi qualche (pochi) clienti di meno e solo rogne da gestire.
    Inoltre la famiglia proprietaria ha una lunghissima tradizione di profilo bassissimo, figuriamoci fare iniziative a sfondo semi politico.

    Qui stiamo sulla fantapolitica, da una parte e dall’altra.

  3. Sempre più incomprensibile.
    Mi pare impossibile che qualcuno trovi come grande motivo di lagnanza verso uno che va criticato prioritamente per la stretta continuità politica con il governo precedente soltanto che “c’è ben altro”, tipo le due pseudo-notizie che avrebbero dovuto addirittura impedire di fare colazione.
    O forse la critica è più matura, ad esempio che se uno non è stato bravo non può poi riempirsi di olio di palma per ovvi motivi educativi? Ma aveva anche ricevuto delle figurine? Giusto per capire bene la portata dell’errore.
    Boh, incomprensibile.

  4. Il New York Times (Matteo Salvini Likes Nutella and Kittens. It’s All Part of a Social Media Strategy) sulla reazione dei marchi citati nei tweet: Ferrero, which owns Nutella, declined to comment, as did Nestlé, which owns Perugina. A Barilla official, who asked not to be identified because he was not authorized to speak on an internal matter, said the Barilla-promoting posts had prompted consternation within the company because of Mr. Salvini’s polarizing politics.

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