Certo, è sempre colpa di Facebook

A Pioltello una guardia giurata vede della gente evidentemente araba festeggiare. Torna a casa e scopre che c’è stato l’attentato a Manchester. (L’attentato è stato successivo ai festeggiamenti, ma è ovvio che loro sapevano già da prima e festeggiavano anticipatamente). Cosa ha fatto la guardia giurata? È andata dai nemici poliziotti/carabinieri? No. L’ha scritto sui socialcosi? Probabilmente no. Quello che è certo è che ha chiamato la televisione, per la precisione Mattino Cinque. Il presentatore (spero tanto per lui che non sia un giornalista) gli ha detto di chiamare la polizia? No. Felicissimo dello sgub, l’ha spiattellato per prima cosa in diretta tv. Prima di preoccuparci dell’imbecille che ha tirato la molotov contro la saracinesca del bar, preoccupiamoci di quegli altri.

3 comments

  1. Dal mio punto di vista in questa particolare catena tutti gli anelli hanno uguale importanza, alias io mi preoccupo di tutti gli attori alla stessa maniera.

    Ciò detto, c’è un non-detto che mi lascia perplesso: un arabo non può festeggiare un compleanno che cade durante eventi infausti ed un italiano sì?

    • Quelli che lanciano la molotov sono un risultato. Se li prendi, ce ne saranno mille altri. Meglio lavorare sulle cause.

      • Certo togliere il primo nodo nella catena degli eventi aiuta :).
        Tuttavia ammetterai che su grandi numeri è del tutto impossibile combattere in questo modo. Ci sono migliaia di lancia bottiglie pronti all’azione: presto o tardi una catena inizierà e si propagherà.

        Non è meglio lavorare anche sul fondo della catena? Senza contare implicazioni filosofico-morali educative…