Il bello della democrazia

Leggo che il referendum tenutosi ieri in Slovenia ha abolito i matrimoni gay, tornando se non ho capito male alla situazione precedente dove erano ammesse solo unioni civili. Il tutto perché il referendum non aveva bisogno di quorum, e quindi i votanti, che sono stati solo il 36% degli aventi diritto, si sono suddivisi in un 23% contrario e un 13% favorevole.

Non entro e non voglio entrare in questioni etiche. Noto solo come il problema della democrazia è come sempre la necessità di partecipare, soprattutto se è vero che i sondaggi davano un 60% di persone favorevoli al matrimonio gay ma evidentemente non così favorevoli da alzare il culo e andare a votare. Avere un quorum come da noi fa mantenere lo status quo, non averlo fa vincere gruppetti relativamente piccoli ma bene organizzati. E non pensate che la democrazia diretta migliori i risultati: basta vedere quanti sono i votanti nei referendum online del M5S rispetto agli aventi diritto. E comunque, se si riuscisse a obbligare tutti a votare senza che ci sia una vera conoscenza dei temi, si rischia sempre di arrivare all’oclocrazia. Ricordatevelo.

18 comments

  1. «soprattutto se è vero che i sondaggi davano un 60% di persone favorevoli al matrimonio gay ma evidentemente non così favorevoli da alzare il culo e andare a votare»

    C’è anche l’alternativa per cui il sondaggio poteva essere pilotato, come tanti qui in Italia.

    • non riesci a pilotare così tanto un sondaggio, e mi stupirei se gli unici sondaggi fossero stati fatti da pro-nozze gay.
      Purtroppo la mia conoscenza dello sloveno arriva a una dozzina di parole al massimo, quindi non so trovare dati più precisi.

      • Un sondaggio lo piloti eccome, se “casualmente” chiami solo o in larga parte i tesserati: nel SEL locale, nel Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito locale, etc… o anche banalmente nei circoli Arcigay e Arcilesbica locali. Naturalmente ti tuteli un pochetto chiamando gente di estrazioni sociali ben differenti, età differenti, sesso differenti (insomma tutti gli altri accorgimenti del caso).

        La data del sondaggio qual è? Potrebbe anche essere un sondaggio che ha preceduto la votazione parlamentare che aveva promulgato quella legge, ora abrogata.

        Dodici parole sono tante per una lingua così poco conosciuta come lo sloveno :) Di che tenore sono?

        • Dodici parole sono tante per una lingua così poco conosciuta come lo sloveno
          So solo rispondere a questo ;-)
          So dire “malo čai/piva/vode, prosim” (“un po’ di tè/birra/acqua, per favore”), “hvala lepa” (“grazie molte”), “en žeton, dva žetona, trije žetoni” (erano 1/2/3 gettoni per il bus) e so declinare “zajec” (coniglio) al singolare (duale e plurale mi mancano). Ah sì, “scuola” si dice šola. Il tutto grazie a una visita di trentacinque anni fa.

          • “piva” è un genitivo (partitivo per la precisione), il lemma è “pivo” :-P

          • Epperò ricordo di aver sicuramente letto “piva” nei menù (forse perché riportavano 1 l o 0,5 l prima?) del paesino sloveno in cui andai.

          • Ormai in Slovenia i giovani parlando praticamente tutti l’inglese, peccato che insistano a scrivere in sloveno. Comunque ci sono giornali sloveni di lingua italiana che puoi consultare online.

          • come cambiano i tempi. Quando ci andai io (nel 1981 e 1982, era ancora Jugoslavia) l’inglese non era praticamente parlato: potevo a volte arrischiarmi con l’italiano con le persone anziane oppure usare il mio scarsissimo tedesco…

          • FT/OT [*]:
            Barbara: «Ormai in Slovenia i giovani parlano praticamente tutti l’inglese, peccato che insistano a scrivere in sloveno.»

            Come peccato? Piuttosto che una lingua unica di 2.000 parole meglio la Babele attuale :)

            [*] a proposito di Babele…

      • «La data del sondaggio qual è?»

        Lo chiedo perché la legge passò a marzo, e Il Post scrive: «diversi sondaggi nei mesi scorsi»… Mesi scorsi potrebbe anche essere 9 mesi fa per l’appunto. Eppoi perché non mettere un link a questi sondaggi?

        Sarò io ossessionato dalla seconda massima più famosa del Divo…?

          • I sondaggi sembrerebbe che abbiano cambiato verso anche secondo il primo link che ci hai dato, quando scrive: «A poll conducted by Delo in March 2015 showed that majority of respondents think that the Constitutional Court should not allow a referendum on the subject. Of those who said they would participate in a possible referendum, 36% said they would support the law, and 50% said they would vote against it», in pratica a pochi giorni dalla legge erano già contro quando pochi giorni prima erano favorevoli (mi riferisco alla frase di poche righe prima, che parlando dello stesso istituto Delo Stik, dice: «A poll conducted by Delo Stik in February 2015 showed that 59% of Slovenians surveyed supported same-sex marriage, 37% were against): ben strano no?

  2. Infatti un’anarchia rispettosa sarebbe meglio della democrazia. Assumendo di vivere in una democrazia (che di solito però è un’oligarchia), uno è costretto a legare il proprio destino a quello di tutti gli altri, in una misura su cui non ha controllo. Mentre magari vorrebbe legarlo solo ad alcuni di essi e calibrare il legame più o meno fortemente. In una democrazia maggioritaria invece se per qualche ragione la maggioranza decide che non si possono mangiare patate, se vuoi continuare a farlo dovrai comprarle in un mercato clandestino, con grande decadimento della qualità.
    In una democrazia uno dovrebbe perdere un sacco di tempo a tenersi informato su quello che la maggioranza ha intenzione di fare, perché potrebbe andare contro ai suoi interessi e nel caso dovrebbe mobilitarsi per cercare di creare consenso attorno a una proposta alternativa. Ma è assurdo che uno debba sprecare il proprio tempo in questo braccio di ferro, nel tentativo di imporre la propria visione a tutti gli altri.

  3. Quante volte con la certezza della vittoria in tasca si sono perse le partite? Lo stesso accade in politica, se continui a dire che sei certo di vincere i tuoi sostenitori anziché andare alle urne vanno a fare una passeggiata.

    Con la soglia come in Italia c’è un caso limite per cui con il 25%+2 di elettori puoi abrogare una legge.

    • il caso limite ci sarebbe se non fosse invalsa l’abitudine di non votare per dire “no”.

      • Personalmente sarei per modificare il referendum accettando l’abrogazione se vota sì il 50%+1 di coloro che hanno votato alle ultime elezioni per la Camera, indipendentemente da quorum.

        In questo modo si scorpora l’astensionismo cronico pur mantenendo una maggioranza.