Marco Scudeletti

Stamattina alle sette guardo la mia bacheca Facebook e leggo uno status di Marco Scud che ieri sera, commentando un altro post scriveva «Tutto sommato sembra il mio ritratto giovanile. Ci dovrei solo aggiungere: Sono un pensionato 72enne, il che fa di me un affamatore del popolo ed un incrementatore del deficit statale e sociale.» Toh, ho pensato, nessuna sbalardata di foto come fa di solito. Alle nove e mezzo leggo su frenf.it che è morto, torno su Facebook e vedo il messaggio di sua moglie Patrizia, che scrive che Marco era morto alle sei e mezzo di mattina.
Con lo Scud abbiamo avuto per anni una running gag su Facebook, con lui che continuava a chiedere l’amicizia e io che continuavo a negargliela. Io ho una policy, stupida quanto volete ma comunque una policy: i miei status sono pubblici ma faccio amici solo chi conosco di persona. L’anno scorso è poi capitato che ci siamo trovati a una cena di friendfeeddari e quindi finalmente era stato accontentato: poi ci si era ancora visti un paio di volte, era anche venuto in Triennale a sentirmi presentare il libro e scattare foto su foto come sua abitudine. Il giudizio più azzeccato è forse quello di Roberto Corda: «alla fine era uno di famiglia, il vecchio zio rompicoglioni». Logorroico e fotorroico, dovevi stare attento a NON chiedergli una foto a meno che poi non ne volessi avere qualche dozzina. (Belle foto davvero, tra l’altro). Diciamo che dovevi prepararti alle sue lunghissime tirate, ma poi alla fine scoprivi che era piacevole sentirlo, soprattutto per la sua solarità in un mondo di musoni incazzosi come è quello che appare spesso nei social network. Non era un buonista, altra categoria che almeno a me fa venire l’orchite, ma proprio una persona positiva, che si tuffava nelle discussioni ma mai a gamba tesa. Non ce ne sono tante di persone così.
Addio, amico mio. Un abbraccio alla MMdM (la Migliore Moglie del Mondo, Patrizia) e ai figli; e una preghiera per te.

One comment

  1. Grazie per aver colmato la mia ignoranza. Non lo conoscevo.