aNobii comprato da Mondadori. Perché prendersela?

Stamattina Peppe, sempre sul pezzo, mi segnala questo comunicato stampa: il social network librario aNobii è stato acquisito da Mondadori. Bene, ho pensato io; male, hanno pensato in tanti. Potete per esempio vedere il thread su aNobii stesso, ma su Facebook mi è anche capitato di vedere uno affermare “vado a cancellare tutte le mie recensioni”. È un ragionamento che non capisco per niente.

Cominciamo dall’inizio. È ovvio che Mondadori non si prende aNobii per fare beneficenza, ma perché ritiene che ci guadagnerà in un modo o nell’altro. La gestione di un sito come questo costa, sia per le strutture hardware che per il costo di manutenzione: e in questi ultimi due anni garantisco che la manutenzione è stata scarsa per non dire nulla. È anche ovvio che se io posto la mia recensione di un libro sto “regalando” del materiale e delle informazioni su di me, senza nemmeno la foglia di fico della carta fedeltà di un supermercato che ti offre qualche sconto di quando in quando. Detto questo, c’è qualcuno che pensa davvero che Mondadori renderà più difficile parlare di libri non pubblicati dal gruppo Mondadori stesso? Non conviene nemmeno a loro! Se sono abbastanza furbi, a parte inserire un link per acquistare i libri dal loro store online (per la cronaca, sinora c’era un link a ibs.it) inseriranno automaticamente le schede dei libri da loro pubblicati, cosa che renderà più semplice agli utenti inserire commenti su quei libri. Ma se oltre a queste iniziative “attive” facessero qualcosa di “negativo”, come rendere più complicato l’inserimento di libri di altri gruppi editoriali, gli utenti mangerebbero immediatamente la foglia, se ne andrebbero in massa, e a Mondadori resterebbero con un pugno di mosche.

(Nota a latere: sto parlando come se aNobii fosse un social network italiano. In realtà è internazionale, ma storicamente l’utenza italiana è sempre stata molto attiva, e quindi non è certo un caso che Mondadori abbia pensato di acquisire il sito)

Certo, c’è sicuramente chi sta boicottando qualunque cosa abbia il marchio della best… ehm, del cavalier Silvio Berlusconi, e quindi non toccherà più aNobii esattamente come non compra più un libro Mondadori. A me sembra un’idiozia, perché non vedo il motivo per cui privarmi di qualcosa che mi interessa solo perché è pubblicato da Mondadori e ritengo che il mio contributo ad aNobii sia di vantaggio più agli altri lettori che a Mondadori stessa: ma è chiaro che non posso che accettare questo punto di vista. D’altra parte c’è sempre Goodreads… sempre naturalmente che non si obietti che è stato comprato da Amazon!

ps: se qualcuno di Mondadori legge questo post, segnali per favore che si scrive aNobii e non Anobii. Su queste cose sono molto attento.

4 comments

  1. Più che altro, memore dei prezzi che sono volati per altre società tipo whatsapp, mi chiedevo dove mondadori avesse trovato i soldi.
    Poi ho letto che a quanto pare aNobii è semiabbandonato da vari anni.

    • @conte oliver: infatti. Era stato venduto a un fondo che l’aveva rivenduto a un editore britannico che però non ci ha mai fatto nulla.

  2. Una delle prime cose che faranno è ovviamente l’acquisto dei loro libri sul loro canale diretto, ma non è questo il punto dell’operazione.

    Il tutto verte sul marketing librario, ovvero “come fare pubblicità in modo efficace ai miei libri?”. Questo è il vero punto percui Mondandori ha comprato aNobii, ed è quì che verranno le modifiche maggiori. Non ho idea di quanto “invasive” saranno, ma la priorità #1 è quella di usare la piattaforma come grancassa delle offerte in portafoglio (senza favorire troppo gli altri).

    Presumo che alcune opzioni saranno disponibili solo su libri prodotti o distribuiti da Segrate, come i già esistenti e-reader. Penso anche che offriranno a case editrici terze non sgradite pacchetti analoghi ai propri per “pompare” sotto compenso la visibilità sotto aNobii, ma solo dopo aver raggiunto alcuni target in proprio. Se non ci riusciranno penso anche verrà “terminato”.