faccio il sociologo del mercoledì

La notizia del bimbo morto perché dimenticato in auto è tragica. Però non riesco a non pensare al padre di quel bambino.
Ma soprattutto penso a un’altra cosa. Il bimbo doveva andare al nido aziendale. Io ho portato per due anni i bimbi al nido aziendale (li portavo spingendo il passeggino, al più col tram: quindi non correvo il rischio di dimenticarli in macchina). Lì la regola era chiara: se eccezionalmente entravi dopo le 9:30, dovevi avvisare; lo stesso se tenevi a casa il bambino. In questo modo, se il bimbo non c’era il nido si preoccupava di chiamare i genitori per sapere cosa succedeva. Certo, tragedie come questa capitano una volta ogni qualche anno, ma anche solo una morte evitata – a costo praticamente nullo – è un vantaggio enorme, oltre all’effetto collaterale di ricordare ai genitori che i bambini non sono pacchi da lasciare a scuola per un certo numero di ore. Fate conto che io mi sono così abituato alla cosa da telefonare all’asilo quando non li porto entrambi, anche se i due continuano a non andare in auto e probabilmente riuscirebbero comunque a gridare e farsi sentire :-) Perché non rendere obbligatoria la cosa?

Ultimo aggiornamento: 2013-06-05 10:25

4 pensieri su “faccio il sociologo del mercoledì

  1. nicola

    Questa vicenda è una tragedia doppia: non solo è accaduta, ma potrebbe accadere a chiunque in modo del tutto casuale. Quante volte facciamo le cose con mille pensieri in testa e dimentichiamo le cose più banali? Per fortuna la maggior parte delle volte ci limitiamo a seminare chiavi, borse o altri piccoli oggetti, o a dimenticarci appuntamenti.
    Mi sembra fosse Schneier che proponesse dei dispositivi anti-dimenticanza delle persone a bordo delle auto. Non so se ne esistono.

  2. .mau.

    @Nicola: esistono, ma sembra che il mercato non sia sufficientemente ampio per costringere all’uso.

  3. Bubbo Bubboni

    Interessante questo vecchio articolo sul tema http://www.scribd.com/doc/58081058/Internazionale-n-902-17-3-11-pp48-55 (boh, spero che sia lecito indicarlo).
    Bisogna proprio cautelarsi dalle conseguenze sul cervello dello stile di vita attuale, forse aggiungendo tecnologia o procedure ma forse cambiandolo. Dopotutto in milioni di anni di evoluzione eravamo arrivati a mangiare frutta biologica e verdura buona trovata per caso, e ora ci cade in testa uno stile di vita biologicamente impossibile.

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