timbratura in uscita

E così si sperimenta il blocco dei tornelli della metropolitana in uscita. Non nelle ore di punta, non nelle stazioni tipo quelle su viale Monza dove già adesso entrare e uscire è un incubo visto il numero infimo di tornelli, ma si inizia.
Avrei dei dubbi sul “costo zero per ATM”, vista la quantità di tutor che saranno messi per spiegare ai furbetti del tornellino che hanno da pagare; ma il principio resta valido. Quello che però mi chiedo è un’altra cosa: sono così in tanti quelli che entrano con un biglietto solo suburbano e non cumulativo da fuori Milano e poi escono fischiettando in pieno centro? E allora, come fanno ad esserci così tanti portoghesi, visto che almeno in teoria per entrare devi passare dai tornelli e c’è del personale che dovrebbe controllare?
(poi c’è un’altra cosa che mi disturba un po’. Io giro con la tessera ricaricabile, il che significa che non posso assolutamente sapere se i novanta minuti di validità del mio biglietto siano o no scaduti quando esco. Naturalmente il problema pratico non si pone, nella tessera c’è sicuramente almeno un altro biglietto e quindi quando la passerò sul lettore al limite me ne verrebbe scalato un altro; però se il tutto avvenisse con segnalazione acustica per additare alla pubblica gogna il presunto portoghese allora sì che mi arrabbierei. ATM, che mi dici?

Ultimo aggiornamento: 2012-06-11 11:23

8 pensieri su “timbratura in uscita

  1. laperfidanera

    Oddìo, mi spaventi. Tra pochi giorni sarò a Milano e dovrò girare abbastanza, arrivo con la S5, scendo a Garibaldi o in centro e lì prendo la metro per dove mi serve. Non so nulla di tutti questi inghippi, mi consigli di fare un corso accelerato?
    Neanche a farlo apposta, l’utile pagina web dei trasporti lombardi della Regione Lombardia in questi giorni è in ristrutturazione (e speriamo che non avvenga come in altre web, dove la ristrutturazione è stata pesantemente in peggio, vedi Trenitalia).

  2. .mau.

    @laperfidanera: probabilmente dal tuo punto di vista cambierà poco, l’unica cosa da verificare è se nei tornelli in uscita c’è scritto “ACCESSO LIBERO” (e allora non devi timbrare) oppure no.

  3. marco

    c’e’ anche un caso migliore: che succede se scendi dalla metro all’89mo minuto, quindi hai viaggiato in piena regolarita’ e ci metti piu’ di un minuto a uscire, magari a causa coda ai tornelli?

  4. Jash

    Non è solo una questione di persone senza biglietto, ma soprattutto per valutare la tariffa. A Londra è già così e non so dove altro. Scusa se sarò un po’ lungo.
    Quanti hanno un abbonamento elettronico solo urbano, allo stato attuale non possono comprare un biglietto di sola integrazione se devono andare in extra-urbano. Possono comprare un biglietto che copre anche la tratta urbana per cui hanno già pagato oppure dovrebbero timbrare l’abbonamento, arrivare al limite della tariffa, uscire, timbrare l’integrazione e risalire. Per esempio, se da Loreto devi andare a Cologno, dovresti scendere a Gobba per vidimare l’integrazione oppure pagare anche la parte urbana che hai già pagato con l’abbonamento. La timbratura in uscita consente di calcolare la tariffa corretta.

  5. Labadal

    @marco
    In quel caso e’ semplice: si lasciano 5 minuti di margine, 10 se si vuole esagerare, in modo che l’utente possa viaggiare per tutti i 90 minuti e uscire tranquillamente.
    La timbratura in uscita funziona bene in UK, non solo per i mezzi urbani ma anche per i treni. Certo in quei casi sono tutti biglietti “a tratta” dunque non si pone il problema di monitorare il tempo di viaggio (e per quanto mi riguarda preferisco il nostro sistema, in cui pago e giro quanto voglio per X minuti).
    @.mau.:”E allora, come fanno ad esserci così tanti portoghesi, visto che almeno in teoria per entrare devi passare dai tornelli e c’è del personale che dovrebbe controllare?”
    Concordo: la timbratura in uscita (in un sistema a tempo) e’ ridondante perche’ basterebbe controllare meglio gli ingressi, ad esempio eliminando il passaggio preferenziale “aperto” accanto alla guardiola ATM.

  6. mestesso

    @all: di norma nelle reti metropolitane estere con opzioni similari non si impedisce l’uscita, ma ci si limita ad un “beeep” di errore. La validità temporale infatti viene introdotta per evitare che la gente abusi degli autobus, non della metropolitana.
    Ciò detto, non conosco assolutamente come sia implementata in ATM.

  7. .mau.

    @Labadal: anch’io pensavo a un grace time, un po’ come nei parcheggi a silos hai tot minuti da quando paghi a quando esci. Poi chissà come funzionerà davvero.
    @Jash: a Londra con la Oyster però non hai il “biglietto” ma i “soldi elettronici”, il che è una cosa completamente diversa se ci pensi… per esempio puoi mettere una tariffa di default quando entri e calcolare la differenza eventuale quando esci.

  8. Jash

    @.mau.: Io ho usato solo la Oyster, ma anche i biglietti normali devono essere timbrati in uscita. Se sei fuori zona credo non si apra il tornello. Col sistema delle elettroniche, l’utente potrebbe caricare diversi tipi di biglietto e all’uscita il tornello scala quello corretto. Senza timbratura in uscita non potrebbe farlo. Difatti per ora la ricaricabile ATM vale solo per l’urbano.

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