Porta Susa sotterranea

Ieri ho avuto l’indubbia esperienza mistica di salire e scendere alla nuovissima stazione di Torino Porta Susa sotterranea. Io di per sé non ho nulla contro l’idea di spostare la stazione di qualche centinaio di metri e farla sotterranea; capisco anche che non è così semplice fare dei lavori mentre da qualche parte i treni devono pur passare; ho molti più dubbi sul fatto che una stazione passante a 6 (sei) binari debba essere quella principale di una città con quasi un milione di abitanti… ma su questo punto mi sa che anche Trenitalia sia d’accordo con me, visto che da dicembre i treni ad alta velocità non fermeranno più lì.
Detto questo, la stazione sarebbe anche bellina, almeno adesso che è nuova, anche se la scelta di colori argento-porpora richiede un’illuminazione non banale. Solo che oltre ai binari e ai marciapiedi non c’è niente. Ho trovato a fatica un cestino; non solo non ci sono negozi e simili ma nemmeno una obliteratrice, che si direbbe un complemento d’arredo indispensabile. Peggio ancora è l’uscita, però. Il mattino ho sbagliato a non seguire il grumo magmatico, ma non è facilissimo capire che in questo bisogna per forza prendere un corridoio specifico, dato che le frecce sui cartelli affermano spesso tutt’altro. Né riesco a capire perché hanno aperto la stazione ferroviaria senza sincerarsi che i lavori per la stazione della metropolitana – che era stata costruita ma lasciata al rustico – fossero anche completati, o appunto perché non siano state predisposte anche le altre uscite, tranne forse una su corso Inghilterra. Cos’è, il ritardo sui tempi previsti di consegna non poteva superare i cinque anni? Oppure è una nuova concezione di stazione ferroviaria, visto che sembra che anche Rho-Fiera soffra degli stessi problemi?

Ultimo aggiornamento: 2009-11-21 07:00

8 pensieri su “Porta Susa sotterranea

  1. Simone Caldana

    Ti appoggio su obliteratrici e cestini, ma su negozi et similia mi trovo in completo disaccordo: una stazione (dei treni, della metropolitana) o un aeroporto servono a dare accesso ai mezzi di trasporto, mezzi che servono ad andare da qui e la’. Se devo andare da qui a la’ lo voglio fare nel modo piu’ veloce e comodo possibile, e obbligarmi ad attraversare magari centinaia di metri di centro commerciale (vedi Metro Termini a Roma come massimo esempio) non contribuisce allo scopo. Inoltre gli esercizi commerciali all’interno di una grande stazione, soprattutto se fornenti cibo, hanno la curiosa tendenza ad avere prezzi da usura proprio perche’ la stazione, essendo inutilmente GRANDE, non rende pratico uscire da essa e avvalersi dei normali esercizi presenti nella zona.
    Indi per cui io sono totalmente a favore di strutture piccole e dedicate al trasporto e di dislocazione di esercizi utili al viaggiatore nelle immediate vicinanze, ma non tra l’ingresso e i treni/aerei.

  2. vb

    Vedo che capisci che ogni tanto la lamentosità grillina che esibisco non è del tutto infondata :-)
    Comunque non sempre la logica delle ristrutturazioni è allungare il percorso ingresso-biglietteria-treni per costringerti ad attraversare il centro commerciale: a Milano Centrale sono riusciti a triplicarlo senza manco metterci mezzo negozio… :-(

  3. Mike

    Mi e` sembrato di leggere un post del vb. Se devo andare a Milano a questo punto sare quasi tentato di usare i bus della Sadem, specie se dovesse essere in zona Porta Garibaldi.
    Non parliamo poi del collegamento verso Caselle, ovvero della Torino-Ceres, che per abbassare i binari del passante hanno eliminato prima il collegamento tra la linea GTT e la linea FS, poi il collegamento tra le stazioni ed infine la stazione di Torino Dora. E per scontentare gli automobilisti hanno abbattuto il cavalcavia di Corso Mortara.
    Io se fossi il signor GTT ripristinerei al piu` presto possibile il tratto tra via Giachino e Corso Giulio cesare della linea, e farei attestare i treni a Porta Palazzo. Si` lo so che da corso Emilia in poi il treno viaggia sull’asfalto come fosse un tram, ma basta farlo andare ai 20 km/h e mettere dei semafori belli grossi per risolvere il problema. Bisogna ristemare Dora GTT spostando le prensiline, ma credo che con un battuto in cemento, delle panchine e delle strutture in ghisa si possa fare.
    Poi, per il collegamento verso il furuto nodo di Rebaudengo, invece di sacrificare il cavalcavia di corso Grosseto se proprio si vogliono spendere mille mila miliardi, basterebbe mentre si aggiunge la corsia di emergenza per la Direttissima di Caselle, metterci in mezzo due binari che si collegano direttamente alla stazione Caselle Areoporto, per fare servizio diretto. Poi vedi come arrivano di corsa Easyjet e Ryanair (e se ci passano anche i treni da Germagnano si fan contenti anche loro).

  4. Piotr R. Silverbrahms

    Lungi da me l’idea di difendere Trenitalia, ma da utilizzatore semiquotidiano di Porta Susa mi sembra giusto specificare che la situazione, al momento, è ben lontana dall’essere definitiva: così come la vecchia PS ha lavorato a lungo a mezzo servizio (nel vero senso della parola, con solo metà binari) per consentire gli scavi della nuova, così adesso la nuova lavora a mezzo servizio per consentire di finire i lavori di demolizione della vecchia.
    Dei sei binari, i primi due non si vedono ancora, e così non si vede per niente la parte di stazione verso corso Vittorio: e quella sarà la parte principale, con coonnessione alla metropolitana e, temo, anche una pletora di negozi. Delle quattro uscite previste (A,B,C,D) nel lato principale funziona per ora solo la D, dirottata ancora sopra i vechci binari della vecchia stazione… Insomma, i treni passano, ma la stazione è lontana dall’essere finita.

  5. .mau.

    @piotr: ed era proprio necessario aprirla adesso, allora? se tanto c’erano lavori da fare, almeno pensare a un minimo di gestione pratica in più sarebbe stato meglio.
    @Mike: non credo che oggi i treni possano passare in percorso urbano, anche solo a 20 all’ora. L’idea di fare Caselle-Stura sul percorso del raccordo per l’aeroporto non sarebbe affatto male, anche se lascerebbe comunque una mezza metropolitana Caselle-Borgaro-Venaria-Dora piuttosto inutile per chi arriva da lì. Altrimenti la possibilità meno costosa è un raccordo Borgaro-Stura.

  6. Marco

    Il fatto e’ che era necessario smantellare i binari di superficie. Dora l’hanno chiusa senza pieta’ ma chiudere del tutto anche Porta Susa era impensabile.

  7. vb

    Il problema del ritardo di Porta Susa non è legato alla necessità di lavorare sui vecchi binari (i binari di superficie a sud della vecchia Porta Susa erano già stati eliminati da qualche anno, con l’entrata in servizio del primo tratto di passante da Porta Susa a Zappata) ma al fallimento della società appaltatrice, perché le ferrovie non la pagavano…
    Comunque, anche senza questo problema, semplicemente nessuno si è preoccupato di pensare a come mettere in servizio la nuova stazione in maniera un minimo accettabile… non mi dite che per mettere le obliteratrici ai binari e qualche venditrice automatica di biglietti e di bibite ci vuole una scienza… Del resto non si sono nemmeno preoccupati della ventilazione, e le locomotive diesel dei treni per Aosta rendono l’atmosfera irrespirabile e fanno scattare l’impianto antiincendio… piccolissimi errori di progetto per un’opera che è stata realizzata di fretta (solo 30 anni di lavori).

  8. Marco

    vb, il problema della ventilazione non e’ del progetto della stazione: e’ di Trenitalia che non si e’ preoccupata di attrezzarsi. GTT ha elettrificato la Canavesana fino a Rivarolo (introducendo anche una rottura di carico a Rivarolo) da otto anni, proprio per il passante sotterraneo. Ti segnalo una pagina della newsletter “Sattinforma” del 2002, ancora reperibile su Internet archive:
    http://web.archive.org/web/20021026013929/www.satti.it/05_2002d.html
    Come vedi il punto era ben noto. Ma TI deve pensare solo all’AV…

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