vaffanculo all’autista della 42

numero di vettura 2369, per la cronaca, che alle 17:40 di oggi mi ha fatto due rasette a distanza di tre centimetri massimo in via Cagliero.
Giusto per darvi un’idea dell’intelligenza del tipo, c’era un auto in seconda fila parcheggiata subito dopo la fermata. Lui mi ha stretto, poi si è dovuto allargare dall’altra parte per evitare l’auto ferma, e subito dopo si è fermato – venti metri oltre la palina – visto che c’era qualcuno che immagino dovesse scendere dal bus.
Spero tanto che stasera, quando finirà il turno e tornerà a casa, un Tir inizi a stringerlo bello bello e gli sfasci tutta l’automobile (no, lui può tranquillamente rimanere illeso, la rappresaglia non è una cosa che mi interessi)

Ultimo aggiornamento: 2008-03-03 17:57

20 pensieri su “vaffanculo all’autista della 42

  1. vb

    Perchè non scrivi ad ATM e ti lamenti dello stile di guida del suddetto autista, magari prima che ammazzi qualcuno veramente? Mi sembra più importante che scrivere per i biglietti spariti o le scale mobili rotte :)

  2. nya

    Da notare il numero della linea…
    Il 42 ricorre nella tua vita… forse l’umanità è davvero un computer programmato per trovare la Domanda, e tu ne sei il dispositivo di output!

  3. xlthlx

    allora non ce l’aveva solo con me! :D [scusa ma un po’ mi hai fatto sorridere. proprio la 42…]

  4. .mau.

    @vb: a parte che non ho mai scritto per le scale mobili rotte :-), cosa guadagnerei, senza uno straccio di testimone – e senza per mia fortuna essermi fatto nulla se non un po’ di spavento?

  5. Yuri

    Beh, allora dovevi farti colpire almeno un po’…
    :)
    Ovvio che non ti daranno un risarcimento, però se magari ce ne sono stati altri che si sono lamentati per la guida dell’autista X, forse almeno una lavata di testa potrebbero dargliela…

  6. luca

    …sono molto più “animali” questi esseri dei tuoi gatti!!!
    …per non parlare di quell’animale che sabato notte, con la sua auto ha ridotto il mio micio quasi in fin di vita!

  7. vb

    Magari hanno già ricevuto altre segnalazioni sulla guida di quell’autista, così lo possono cazziare o tenere d’occhio, se non proprio cacciarlo…

  8. luca

    ..abbastanza male….pneumotorace e trauma cranico…forse ce la farà..certo che fa molta pena …speriamoe e grazie per l’interessamento!
    …comunque riguardo al tuo problema …io ritengo veramente sconvolgente che un ciclista a Milano rischi la vita….io sono sempre più convinto che le strade italiane si stiano trasformando in una sorta di farWest, dove le normali regole di convivenza civile non valgono….lamentati, scrivi, noon è giusto sempre subire in silenzio!

  9. vb

    Già che ci siamo racconto questa, successa a me una decina di giorni fa: tornavo a casa dal centro (a Torino) percorrendo corso Francia, grande viale urbano sul cui controviale – che peraltro era già piuttosto sicuro per le bici – hanno realizzato con gran spesa una corsia ciclabile tra la carreggiata e il marciapiede (poco rialzata e quindi usata per la sosta in doppia fila, ma vabbe’). Il corso però arriva in una piazza, che è stata recentemente sistemata a rotonda, e ovviamente si sono ben guardati dal prevedere un qualsiasi passaggio per le bici: la pista ciclabile finisce subito prima dell’immissione in rotonda, e si è costretti a buttarsi e sgomitare con le auto.
    Io stavo percorrendo tutta la rotonda sulla corsia più esterna, tagliando quindi ovviamente le uscite della rotonda; a un certo punto arriva un tassista a tutta velocità che, dalla corsia più interna della rotonda (e ovviamente senza freccia), taglia tutta la carreggiata per uscire. Arriva a un millimetro dall’investirmi, inchioda, suona il clacson, tira giù il finestrino e grida “ciclista di merda!”.
    Pare che in Comune si siano “dimenticati” dell’esistenza delle bici quando hanno fatto la rotonda. Però poi hanno fatto comunicati trionfali per il chilometro di pista ciclabile sostanzialmente inutile realizzato nel controviale.
    Del resto qualche giorno fa sul giornale cittadino c’era uno che si lamentava dell’arroganza dei ciclisti, che sulle piste ciclabili non frenano quando incrociano le mamme coi passeggini…

  10. .mau.

    Non ho mai visto una città in Italia con una pista ciclabile che si mantenga durante una rotonda. Credo che il concetto di base sia “ma una rotonda è pericolosa, quindi il ciclista deve scendere e fare il giro a piedi sui marciapiedi”.

  11. luca

    in una pista ciclabile che conosco bene in provincia di Mi….c’è un attraversamento di una strada provinciale molto pericoloso…in seguito a proteste di ciclisti hanno messo le striscie e i segnali di avvertimento per gli automobilisti che percorrono la strada……però…hanno messo anche un bel cartello di stop sulla pista ciclabile…così se ti investono hai sicuramente torto!!!!!

  12. L.A.Bachevskij

    A Parma c’è almeno una rotonda con corsia esterna riservata alle biciclette separata con un cordolo dalle corsie automobilistiche. Alle uscite/entrate è previsto l’attraversamento ciclabile ed è una gran bella cosa (a parte che gli automobilisti che li rispettano sono veramente pochi).
    Un grosso limite delle piste ciclabili è che spesso non sono connesse tra loro, causa ad esempio un attraversamento pedonale ma non ciclabile, per cui dovresti scendere e portare la bici a mano.
    L.A.B.

  13. vb

    Se dovessi veramente scendere dalla bici a ogni incrocio, ricomincerei a usare l’auto.

  14. professore

    Qua a Modena, vicino a casa mia, hanno costruito da poco una rotonda circondata da pista ciclabile. Agli automobilisti si presenta un cartello che dice “dare la precedenza ai ciclisti”. Di solito l’ordine viene rispettato, anche se ieri c’è stato un brutto incidente (ma non ho capito bene la dinamica, da quanto ho visto il ciclista doveva essere sulla strada, e non sulla ciclabile).

  15. .mau.

    @professore: la pista ciclabile che costeggia viale Fulvio Testi a Cinisello Balsamo è ogni tanto attraversata da corsie per fare andare le auto nel controviale. Sulla corsia per le auto c’è un cartello triangolare di dare la precedenza, sormontato da un cartello quadrato “pista ciclabile”. Prova a indovinare che cosa fanno le auto che attraversano la pista ciclabile.
    (A dire il vero vorrei quasi proporre al comune di Cinisello di invertire il senso di marcia nelle due piste ciclabili. Almeno il malcapitato ciclista riesce a vedere che l’auto gli sta tagliando la strada)

  16. luca

    ..si parla tanto di inquinamento ambientale, della necessità di muoversi in modo ecosostenibile…..e poi chi utilizza la bici per andare al lavoro non solo non viene premiato…ma rischia pure la vita….

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