Non sono riuscito a capire come mai Berlusconi abbia immediatamente cassato la possibilità di tenere le elezioni amministrative dell’anno prossimo insieme alle politiche. La motivazione che ho sentito stamattina per radio (“la gente si potrebbe confondere”) mi pare ridicola, ma non so nemmeno se la frase sia stata davvero pronunciata. (Beh, il nostro Commissario Europeo Frattini ha sentenziato che «Le elezioni Politiche hanno una rilevanza tale che mi sembra francamente inopportuno collegarle a quelle comunali»)
Ah, intendiamoci: simmetricamente non credo nemmeno alla scusa “così si risparmiano 150 milioni di euro”. Non che non li si risparmi, ma storicamente questo non è mai stato un punto che interessasse i politici.
Ma torniamo a questo accorpamento. Una volta, Silvio B si lamentava perché nelle elezioni amministrative Forza Italia perdeva voti rispetto alle politiche, e attribuiva la causa del calo al fatto che non si poteva impegnare in prima persona. Vero o falso che fosse, a quanto pare adesso la cosa non sembrerebbe valere più. Ma perché?
Da buon fantapolitico, provo a buttare giù alcune ipotesi, anche se a dire il vero non credo a nessuna di esse. Voi che ne pensate?
– Visto che la proposta è partita da Prodi, Silvio la deve negare per principio.
– Silvio ha scoperto che i sondaggi affermano che il suo peso ultimamente è negativo, quindi preferisce lasciare perdere.
– Le tornate elettorali in realtà spingono l’economia, quindi è meglio farne tante.
– Si sta già pensando all’appalto per esternalizzare i seggi elettorali, quindi è meglio fare più elezioni possibile.
– Statisticamente su tre voti (politiche e primo e secondo turno amministrative) è più facile vincerne almeno uno.
– Silvio vuole candidarsi a sindaco di Milano e quindi è meglio separare i voti.
Ultimo aggiornamento: 2005-10-19 11:59