serio

Alex Randolph

È morto ieri. Non so quanto la notizia sia passata sui giornali, io l’ho scoperto grazie all’ottimo Stefano Bartezzaghi. Ma in fin dei conti alla gente non importa nulla di un ottantaduenne che per lavoro creava giochi. Giochi da tavolo, non videogames. La differenza è enorme, e non tanto per uno stupido amore per il passato: ma molto più banalmente perché davanti a un tavolo si sta insieme, col videogame si è da soli.

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Gay News

Sui quotidiani gratuiti di oggi, due notiziole che riguardano il mondo gay.
City riporta che Imma Battaglia ha lanciato un movimento politico denominato “Lista per i diritti umani e civili”, che dovrebbe rappresentare i diritti di omosessuali, lesbiche e transessuali. Sull’iniziativa sospendo il giudizio. Io non voterei mai un partito degli amanti della matematica o dei più alti di un metro e novanta, ma è anche vero che quelle categorie non sono discriminate: può darsi dunque che sia più semplice avere una lobby unita piuttosto che uno schieramento trasversale.
Invece su Metro ci viene fatto sapere che l’anno prossimo la Danimarca ospiterà la quarta edizione dei Mondiali di Calcio per gay. Scusate, ma a me pare una cagata pazzesca (cit.). Chissenefrega se un giocatore di pallone è omosessuale, eterosessuale, bisessuale o cos’altro? cambia forse qualcosa nel modo in cui gioca? oppure c’è qualcuno che ha bisogno del suo recinto per dire “qui il più bravo sono io”? Misteri.

rec-2004

_Dopo mezzanotte_ (film)

Sabato Anna mi ha gentilmente fatto notare che sarebbe stato simpatico che io andassi al cinema con lei e altri due amici nostri. Io ho doverosamente acconsentito, ma mi sono riservato il diritto di scegliere il film, e mi sono deciso per questo, dato che almeno potevo vedermi un po’ Torino almeno in pellicola, anzi in digitale.
Il risultato è stato una piacevole sorpresa. Il film non è nulla di eccezionale, ma è comunque carino anche prescindendo dalle immagini torinesi. L’interpretazione di Giorgio Pasotti nella parte di Martino, custode della Mole Antonelliana, è ottima, fa delle facce semplicemente favolose; sugli altri si vede probabilmente una minor abitudine alla recitazione soprattutto negli accenti. L’Angelo (Fabio Troiano) sembra essere marchigiano/umbro, il che alla Falchera non è una cosa comune; Amanda (Francesca Inaudi) è un po’ schizofrenica. Ha delle belle tette, però :-) La storia non la racconto per ovvie ragioni, ma è un po’ sognante e un po’ retrò, aiutata dalla voce di Silvio Orlando come narratore.
Due note negative: il riferimento al nostro presidente del consiglio alla fine, che non c’entra nulla col film – e non ditemi che è perché si parla della gioventù scapestrata di oggi; e il 63 non arriva alla Falchera, ma a Mirafiori Sud.
State invece attenti a quando nella colonna sonora (molto bella) appare per la seconda volta Ricominciamo

y2004_pipponi

parcheggi e auto

In questi giorni nella rubrica “Italians” che Beppe Severgnini tiene nel sito del Corsera si parla tangenzialmente dell’utilità di fare parcheggi, e c’è stata una tipa che ha preso ad esempio cosa succede ad Amsterdam, dove chi costruisce una casa non può fare più della metà di box rispetto agli appartamenti: l’idea sottostante è che se si fanno parcheggi, automaticamente arrivano più automobili.
Cosa ne penso io? Sinteticamente, boh.
Ho dei forti dubbi sulla politica milanese “facciamo strisce gialle per tutta la città, così i residenti senza box possono parcheggiare sotto casa aggratis”. Il problema mi tocca solo implicitamente, se devo andare in un posto dove non c’è parcheggio perché i pochi posti sono per due terzi riservati: inoltre secondo me quello che servirebbe è una serie di parcheggi max 20 minuti per le volte in cui uno è costretto a prendere l’auto: ti voglio vedere a portare certi pacchi sul tram. Però le auto già ci sono, e ce ne sono più dei posti per strada: quindi se si fanno più parcheggi c’è la speranza che io riesca a passare in bicicletta o a piedi senza troppi slalom :-)

y2004_io

il sacchettino della merenda

Stamattina ci hanno effettivamente consegnato il nuovo telefonino, comprensivo di nuovo numero di telefono (gli interessati possono contattarmi per averlo :-) ) e ammenicoli vari.
Abbiamo tutti ricevuto il Nokia 3650, che dal mio punto di vista ha come unico vantaggio quello di essere grande. Io non sopporto i microtelefoni. Poi abbiamo avuto seconda batteria, secondo carichino e auricolare. Il tutto dentro un sacchetto di plastica grigia che spero non debba venire usato per giochini erotici.
Per il resto, che aggiungere? che quelli della Nokia si erano sicuramente bevuti il cervello, come già si sapeva. Ma l’idea di avere un telefonino con i tasti numerici messi in tondo e in senso antiorario può solo indicare che il loro capodesigner è un seguace del Marchese de Sade.

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fototessera nel XXI secolo

Era un po’ di tempo che non mi facevo più fototessera: dovendo rifare la carta d’identità, e avendo dato un’occhiata alla faccia delle foto che avevo ho deciso che potevo buttare via tre euro e rifarmele. Nota: le facce che lascio sulla mia home page sono meglio di quelle delle mie fototessera, tanto per dare un’idea.
Bene, ho scoperto che queste cabine, che dall’esterno sembrano esattamente come le solite compresa la tendina da far scorrere e lo sgabello da girare, sono ormai all’ultimo grido della tecnologia. Monitor a colori dove ti vedi non allo specchio, scelta del formato di foto che preferisci – ma a che diavolo possono servire le sedici miniature? – e soprattutto il preview! Ti fanno vedere la foto fatta, e se non ti piace come sei stato immortalato hai ancora due possibilità di avere una faccia meno da fesso.
Il mio risultato, all’ultimo scatto possibile, è abbastanza da mediorientale, ma mi accontento.

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