Mi crolla un altro mito
Stamattina ho ascoltato (su Radio Capital) una pubblicità della Settimana Enigmistica. Ai miei tempi non ne avrebbe avuto bisogno.
Stamattina ho ascoltato (su Radio Capital) una pubblicità della Settimana Enigmistica. Ai miei tempi non ne avrebbe avuto bisogno.
Da lunedì scorso è possibile anche per un privato cittadino registrare più di un dominio .it. Ho scritto un po’ di pettegolezzi al riguardo.
Leggo sul Corsera che durante la Settimana Europea della Viabilità (16-22 settembre) ci sarà una serie di manifestazioni per la bicicletta, addirittura con la chiusura di corso Buenos Aires dalle 19 alle 24 di venerdì 17 – mi immagino le bestemmie che saliranno. La Ciclomangialonga nel lodigiano mi pare un’ottima idea, però.
Il guaio di base è che sono tutte cose belle, ma che non servono a molto. Io non sarei nemmeno a chiedere più piste ciclabili, come il portavoce del comitato pro-bici. Mi accontenterei di un po’ meno di pavè nei percorsi più o meno obbligati per andare da una parte all’altra della città….
Mi sono accorto che quando leggo un messaggio salto automaticamente la firma. Potreste insultarmi, e io non me ne accorgerei… Meglio che rallenti un po’ la mia “lettura veloce”!
Stimolato da un intervento di Fabbrone, ho provato a cercare il sito della Mareblu. Non l’ho trovato nemmeno io: in compenso ho trovato una serie di pagine di boicottaggio di prodotti in cui figurava il tonno Mareblu (ah, tra i siti c’è anche quello del Fronte Nazionale… non ci sono più la destra e la sinistra di una volta!) e veniva indicato come prodotto dalla Heinz: sì, quella della Teresa moglie di JFKerry.
Per curiosità sono andato sul sito italiano della Heinz, dove ho solo trovato ketchup e simili. Sono poi andato al sito americano Heinz, e ho scoperto che ad esempio il marchio Plasmon è loro. Andando molto a fondo, sono arrivato al profile societario EMEA dove ho in effetti trovato il marchio Mareblu, oltre a quello Nipiol… e il Fattoria Scaldasole. Però ho verificato una confezione di Insalata di Tonno Messicana Mareblu, e non c’è affatto indicato Heinz: solo il marchio registrato, e la sede in Latina. Al limite nelle scatolette di tonno è indicata una casella postale nelle Seychelles, ed effettivamente scavando molto a fondo si nota come nel 1996 la Kraft abbia venduto alla Heinz il marchio Mareblu.
Mi rimane da capire come mai Heinz non voglia apparire come marchio, nonostante il tonno sia uno dei suoi core business. Ah, l’economia!
Ci sono molte meno auto, questo è un fatto.
Si viaggia anche più velomente, pure questo è un fatto.
Però oggi ho avuto la chiara impressione che l’imbranataggine della gente fosse molto maggiore che durante l’anno.
Non è che ci fossero idioti che facevano lo slalom tra le varie auto, per guadagnare quel posto in più che cambia loro la vita, e neppure i cretini che ritengono che passare quando dall’altra parte ormai è verde da una vita erano più del solito. No, parlo proprio degli imbranati che si piazzano in modo da occupare almeno due corsie con la propria macchina, e fanno manovre all’ultimo istante quando avrebbero avuto tutto il tempo di prepararle. La teoria classica che spiega tale comportamento è quella nota come “guidatori della domenica”: però sto convincendomi che non è il caso, anche perché non si vede perché uno debba prendere l’auto alle otto del mattino se non per andare a lavorare.
Porto così all’attenzione dei miei ventitré lettori una nuova teoria: la turbolenza fluidificatoria. In pratica, se una strada è così trafficata da raggiungere praticamente la sua massima capienza – o superarla, come capita in genere a Milano – un autoveicolo è costretto a mantenere la propria posizione nel flusso, che si può considerare incomprimibile a meno di incidenti. Non appena la portata diminuisce, i maggiori gradi di libertà possibili non fanno aumentare la velocità lineare, ma creano delle turbolenze laterali che vengono appunto visualizzate in pratica dal comportamento erratico di queste auto.
Chissà, magari si scopre che è meglio avere le strade piene…