l’uomo in blu
Stamattina non avevo voglia di decidere sugli abbinamenti di colore. Così ho indossato un paio di jeans, una polo azzurra, un maglione azzurro, scarpe blu e giaccone blu. Persino i boxer sono bianchi e blu :-)
Stamattina non avevo voglia di decidere sugli abbinamenti di colore. Così ho indossato un paio di jeans, una polo azzurra, un maglione azzurro, scarpe blu e giaccone blu. Persino i boxer sono bianchi e blu :-)
Stamattina arrivo in ufficio e mi accorgo di avere lasciato a casa portafoglio e borsellino. Molto banalmente, ieri ero andato in palestra e li avevo tolti dalle tasche dei pantaloni – mica mi servivano! – e stamattina mi sono dimenticato di prenderli. Amen: tanto i ticket stanno nel marsupio e quindi mangio, l’unico problema è che devo fare tutta la trafila burocratica per indicare che non sono assente se non di cervello.
Stamattina distribuivano anche l’agenda Telecom Italia: c’era una simpatica hostess con le agende che il mio datore di lavoro ci offre benignamente – beh, quest’anno è una Moleskine anche carina. Do il mio nome e cognome, la fanciulla cerca sulla lista, e non mi trova. Simpatico, no?
A dire il vero, quest’ultima cosa è più naturale, visto che la mia sede di lavoro è della direzione territoriale lombarda mentre io e i miei colleghi facciamo parte della direzione generale, sotto tecnologie. Però non è comunque bello.
La prossima settimana tra le offerte Lidl ci sarà la Corda per saltare computerizzata. Caratteristiche: timer digitale, conteggio salti, durata allenamento; calcolo calorie consumate; lunghezza corda: 3 metri; tre anni di garanzia. Il tutto a cinque euro meno un centesimo.
Pensavate che saltare la corda fosse un divertimento 1.0, vero?
Qualche mese fa avevo già parlato delle pile a bottone cinesi di tipo CR2032. Oggi sono andato a comprarne ancora qualcuna – la tecnologia in questi giorni mi odia – e mi hanno datto delle pile “SOXEY”. Garantisco che il font usato per il logo nella pila – quello della confezione è leggermente diverso – è sputato quello delle pile Sony. Ho fatto una ricerchina, e ho scoperto che l’azienda – con sede a Hong Kong – si chiama Japan Soxey Electronic (HK) International Limited (sì, “Japan”) e che ora fa quasi parte del gruppo cinese “vero” Tianqiu (da questo link potete vedere il logo sulle pile). Ah, le copie…
Probabilmente avete sentito parlare degli Ig Nobel prize: i premi dedicati all’ipotetico fratello di Nobel, per le ricerche che anche se non fossero state fatte non avrebbero cambiato molto la vita della gente. È meno probabile che abbiate sentito parlare degli Annals of Improbable Research, la rivista che (ri)pubblica ogni due mesi quel tipo di ricerche. Bene: da qualche tempo in qua è possibile leggere online gli articoli proposti, e salvarsi il relativo pdf (con immagini a bassa risoluzione, se volete quelli belli dovete pagare…). Buon divertimento!
Lele Panzeri è un creativo, e ha deciso di scrivere la sua biografia (Lele Panzeri, Vita di un creativo, Lupetti 2006, pag. 519, € 19.50, ISBN 9788883911835).
Il libro non è una biografia come uno si potrebbe aspettare, visto il titolo.
Ci sono i racconti della sua infanzia e dei suoi amori, ma non fanno una biografia.
Ci sono i racconti dei vari lavori che ha fatto nel campo della pubblicità, ma non è nemmeno un manuale su come funzionano le agenzie creative o sulle campagne pubblicitarie.
Ci sono battute sparse a piene mani, ma non è un libro umoristico.
Ci sono tante frasi messe là, alcune lunghe e altre brevi, tutte belle in fila come in questa recensione. Però la recensione non è divertente, ma il libro sì, soprattutto se preso a piccole dosi.
Ma in effetti il creativo è lui, mica io.
E direi che è una fortuna.
Sui tabelloni degli orari ferroviari – l’ho visto a Chiavari, ma credo sia più generale – è apparso un nuovo simbolo: un triangolino nero con sotto il numero 10 o 15. La spiegazione è nella legenda: “possibile prolungamento dell’orario di arrivo per lavori programmati”.
Immagino che a Trenitalia non vogliano scrivere nero su bianco la parola “ritardo”, per quanto preceduta da “possibile”. Ma il creativo che è uscito con questa frase non si è reso conto che un orario d’arrivo è un punto nel tempo, e non può “prolungarsi”: avete mai visto un arrivo che duri dieci minuti? È come quelle scene al rallentatore che si vedono qualche volta in tv? Lascio come sempre il mio modesto suggerimento: alla prossima edizione, scrivete che l’orario di arrivo può essere spostato in avanti. La parolina magica “ritardo” continua a non esserci.
Leggendo tutto l’articolo, naturalmente si capisce che quello che ci sarà venerdì prossimo al Palaruffini sarà un set-spettacolo tra vecchie glorie pallavolistiche italiane e il top del volley femminile. Però quando uno prende La Stampa di oggi e legge che Lapo Elkann, neopresidente della Sparkling Milano, “indosserà per la prima volta maglietta e pantaloncini, partecipando attivamente alla giornata dedicata all’All Star Game femminile 2008”, magari qualche dubbio gli viene :-)