_Nexhuman_ (ebook)
[Disclaimer: ho ricevuto questo libro via il programma LibraryThing Early Reviewer] È buffo leggere un libro italiano (il titolo originale era Livido, ma credo sia fuori commercio) in una traduzione inglese. Ad ogni modo, questo libro (Francesco Verso, Nexhuman [Livido], 2018 [2013], pag. 228, € 4,24, link Amazon) presenta la spazzatura (anzi il “kipple”, parola coniata da Philip K Dick e ripresa da Verso) come base per un ecosistema di reietti dalle grandi città che sopravvivono cercando oggetti buttati via ma ancora funzionanti. Allo stesso tempo – e qui c’è la novità del libro – i ricchi che stanno per morire o sono comunque malati possono “uploadare” il loro sé in un un corpo sintetico e diventare Nexhuman: non hanno diritto di voto, ma sono comunque all’atto pratico esseri superiori. Il protagonista, un ragazzo mutilato che all’inizio del libro (che spazia su quindici anni) ha delle protesi di scarsa qualità, vede la banda di cui suo fratello fa parte fare a pezzi una nexhuman di cui era segretamente innamorato: il suo scopo nella vita è recuperare tutti i pezzi e riportarla in vita.
Il libro tocca moltissimi temi, scientifici e filosofici: il problema secondo me è che sono troppi, e così la trama non viene sviluppata quanto potrebbe, a parte poi qualche scena che non funziona proprio come la lotta finale tra i due fratelli e l’esistenza di macchine che decompongono il kipple nei costituenti di base, e quindi minano tutta la teoria alla base del libro. Forse sarebbe stato meglio limitare i temi e piuttosto pensare a un seguito che riprendesse le parti solo accennate.

La coppia di autori di questo libro (David Darling e Agnijo Banerjee, Weird Maths : At the Edge of Infinity and Beyond, Oneworld 2018, pag. 272, € 8,83, ISBN 9781786072658,
Nei primi anni ’60 del secolo scorso ci fu un fiorire di libri che trattavano la matematica moderna: piccole monografie su argomenti che non venivano trattati nelle scuole superiori ma non richiedevano conoscenze troppo elevate. Io da bambino ne avevo letti (tradotti, claro…) alcuni della versione britannica Open University, e da ragazzo altri della versione americana MAA (di livello un po’ più elevato), tutti tradotti dalla Zanichelli. Per curiosità ho preso questo libro del secondo gruppo (Leo Zippin, Uses of Infinity, MAA 1962, pag. 151, ISBN 9780394015637), ma ne sono rimasto deluso. A parte un paio di punti, tutto il resto mi è parso pesante, più legato al testo di un corso che a un modo per raccontare cose per i curiosi. Soprattutto il libro non parla poi così tanto di infinito quanto uno potesse aspettarsi.
Tornare indietro nel tempo per ammazzare Hitler è un topos comune nella letteratura ucronica. Stephen Fry in questo suo romanzo (Stephen Fry, Making History, Arrow 2004, pag. 575, Lst 9,99, ISBN 9780099457060,
Mettiamola così. Se a voi piace Giacobbo e Voyager, probabilmente apprezzerete questo libro (Igor e Grichka Bogdanov, I cacciatori di numeri, Piemme 2014, pag.234, ISBN 9788856633313, trad. Franca Genta Bonelli). È vostro diritto, ci mancherebbe altro. Io personalmente sono arrivato in fondo per pura tigna. Perlomeno ho preso l’ebook in prestito bibliotecario – tra l’altro non lo vedo nemmeno più in vendita elettronica – quindi non ho perso né soldi né spazio in casa, solo un paio d’ore suddivise in tante pause riunione. Posso anche credere, come Luís González-Mendez scrive nella postfazione, che i due Bogdanov siano bravissimi fisici teorici. Ma il testo è un banale misticismo da quattro soldi, con questi “numeri di Dio” (qualunque sia il significato che si voglia dare a quelle tre lettere) che non vengono per nulla spiegati se non con la banale frase “se fossero anche solo un poco diversi l’universo non esisterebbe”. D’accordo, io su queste cose sono un bayesiano puro e duro, e il mio pensiero è “se non ci fosse l’universo non ci sarei neppure io”. Io al limite avrei parlato delle costanti, non di quesii scienziati che facevano grandi chiacchierate insieme. Ma se le trasmissioni di Giacobbo hanno un pubblico così vasto è chiaro che quello in torto sono io. Nulla da dire sulla traduzione di Franca Genta Bonelli: ha fatto onestamente il suo lavoro, non poteva certo riscrivere il libro.
Partiamo dal principio. La nuova copertina della nuova edizione del libro (David Foster Wallace, Tutto, e di più: Storia compatta dell’infinito [Everything and more], Codice 2017 [2003, 2005], pag. 262, € 21, ISBN 9788875786984, trad. Giuseppe Strazzeri e Fabio Paracchini,
I Beatles hanno ufficialmente cantato più di duecento canzoni, e si sa più o meno tutto su di esse. Nonostante io abbia una certa qual cultura sul tema, in questo libro (Franco Zanetti, Il libro bianco dei Beatles, Giunti 2015, pag. 420, € 9,99, ISBN 9788809801691,
Tanto per essere chiari: io non avevo mai visto nessuno dei quattro film precedenti, a partire dall’originale Jurassic Park coi due sequel per arrivare al reboot. Ma se leggete le mie notiziole sapete che non sono un tipo da cinema. Nulla di male: ho abbastanza conoscenze contestuali da non perdermi se con la famiglia me ne vado a vedere l’ultima puntata almeno per il momento della saga (