taglia tu, che mi viene da ridere
Un governo, come una famiglia, ha tre possibilità quando scopre di spendere più di quanto guadagni: spendere meno, guadagnare di più, o indebitarsi. Negli ultimi quindici anni, quando proprio era impossibile usare la terza opzione, il trend è abbastanza chiaro: i governi Berlusconi scelgono la prima ipotesi, i governi non-Berlusconi la seconda.
Personalmente sono dell’idea che – salvo in casi particolari – sia meglio iniziare a eliminare le spese inutili, e quindi in linea di principio dovrei apprezzare quest’ultima finanziaria. Peccato però che ci sia un piccolo problema di fondo. Dire “tagliamo le spese” non significa nulla: tornando all’esempio della famiglia, bisogna mettersi con calma e capire quali sono le spese che si possono evitare; e soprattutto ognuno deve pensare alle proprie uscite. L’idea che appare anche questa volta, invece, è quella di fare in modo che siano gli altri a tagliare, come nel caso della sanità dove i bilanci sono regionali e non nazionali. Altra cosa fondamentalmente giustissima… se ci fosse già un vero federalismo fiscale, così che gli enti locali non abbiano la scusa per piangere sulla mancanza di trasferimenti. Peccato che il federalismo fiscale tolga fondi e scuse allo stato centrale, e a quanto pare questo è cassato in modo bipartisan.
In definitiva, tanto fumo e ben poco arrosto come al solito… ma forse uno lo immaginava già.
Ultimo aggiornamento: 2008-06-20 11:07
