pecorelle all’ovile
A quanto si vede, parecchi parlamentari stanno tornando da Futuro e Libertà alle più tranquille acque del PdL; l’ultimo a quando scrivo sembra essere Roberto Rosso (ben noto ai piemontesi, che si saranno probabilmente chiesti come mai avesse abbandonato il suo amico Silvio), e persino il comico Guzzanti (Paolo) è transitato nei sedicenti Responsabili. Fini tuona dicendo che sono tutti stati (ri)comprati da Berlusconi con montagne di soldi; io però credo che i soldi ci siano stati sì, ma non siano stati la spinta fondamentale.
Molti dei bitransfughi stavano cercando infatti un sia pur minimo predellino di potere; una volta visto che non c’era trippa per gatti, tanto valeva tornare all’ovile. Tenete anche conto che se si andrà davvero a votare in primavera queste elezioni le vince ancora Berlusconi. Se si va con i tre poli non c’è partita; una santa ammucchiat alleanza elettorale, ammesso che i vari partiti si mettessero d’accordo, rischierebbe solo di aumentare l’astensionismo e comunque lasciare un Parlamento ancora più ingovernabile di quello che c’è adesso. Perché quindi rischiare? Più facile aspettare un annetto, vedere cosa succede e al limite fare una nuova scelta di campo dopo l’esito di qualche processo.
(Naturalmente una Grosse Koalition all’interno di questa legislatura, che si limiti a rifare la legge elettorale e se proprio vogliono finire le leggi delega per il federalismo, avrebbe tutto un altro senso: ma è chiaro che a nessun partito che abbia almeno il 5% dei voti conviene togliere una bellissima legge che permette alla sua nomenklatura di scegliere chi eleggere, no? Quindi la Grosse Koalition non ci sarà, e di nuovo tanto vale tornare nell’alveo pidiellino, sapendo che verrà ammazzato il vitello grasso per festeggiare)
Ultimo aggiornamento: 2011-02-18 09:19
