Nella famosa serie televisiva Game of Brexit stiamo osservando un interessante gioco di forza tra il primo ministro Boris Johnson e la Camera dei Comuni. Quest’ultima è in disaccordo su quasi tutto, ma c’è una maggioranza seppur risicata che afferma che sono loro a dover decidere l’accordo va bene oppure no, e quindi hanno votato due emendamenti il cui combinato disposto afferma “se l’accordo sulla Brexit non è votato dal parlamento, il primo ministro deve chiedere un’estensione per lasciarci il tempo di votare”.
Solo che Johnson aveva spergiurato che lui non avrebbe mai chiesto un’estensione. Come salvare capra e cavoli? Semplice. Johnson ha inviato una lettera non firmata in cui chiede il rinvio, e subito dopo un’altra lettera – questa sì firmata! – nella quale dice all’UE “Stavo scherzando, non dateci il rinvio”. Tecnicamente insomma il rinvio è stato chiesto, ma non da lui.
Siamo abituati a vedere operazioni spericolate dai nostri esponenti politici, ma devo dire che questa mossa Kansas City le supera tutte! (poi secondo me l’Unione Europea concederà comunque l’estensione solo per far arrabbiare Johnson, ma questa è un’altra storia)