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pipponi, pipponi-2017

del perché il DRM è il Male, parte N

MediaLibraryOnLine è molto comodo per prendere libri in prestito, e l’offerta non è male, anche per chi come me preferisce la saggistica. Si possono prendere tre libri al mese in prestito, e se un libro è occupato lo si può prenotare. L’unica fregatura della prenotazione è che quando è il tuo turno hai tempo fino alla mezzanotte, altrimenti peggio per te.

La scorsa settimana ero in vacanza senza PC, e mi è arrivato l’avviso di disponibilità di Parole e potere. Vabbè, mi dico, tanto lo leggo in meno di 14 giorni; lo segno come scaricato sul lettore MLOL e poi lo riscarico a casa. Non è la prima volta che faccio così, tipicamente lo faccio prendendo il link in ufficio e poi aprendolo a casa. Peccato che stavolta io non sia riuscito ad aprire il link in questione, perché “l’avrei scaricato con un altro nome utente”. Vabbè, dico, me lo leggerò sul lettore MLOL. Niente da fare, come vedete dalla schermata in alto. Vabbè, mi dico, scrivo all’assistenza per sapere con quale nome utente io avrei scaricato il libro. La risposta, nella miglior tradizione di un help desk, è stata la seguente:

Una volta effettuato il download di un titolo con un ID sarà necessario usare sempre lo stesso su tutti i dispositivi sui quali si intende leggerlo.
Si assicuri, quindi, di aver autorizzato il programma con l’ID Adobe corretto. Qui [il link ad Adobe, nd.mau.] può recuperare eventualmente la password dimenticata.

Peccato che il problema non sia sapere la password ma lo username (o se preferite l’Adobe ID), e quindi della risposta non me ne faccio nulla. Risultato? il libro me lo richiederò in prestito una volta scaduto questo periodo. Sicuramente un vantaggio dal punto di vista dell’editore (che si piglierà un altro po’ di soldi dall’ulteriore download) e uno svantaggio per MLOL (che quei soldi li deve sborsare). Bello, vero?

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Vandalismi

Oggi mentre ero in macchina ho visto una bici Ofo senza sellino. Considerando che se non erro i vari pezzi di queste bici sono apposta fatti non standard per evitare che vengano riciclati, e visto che non è così facile togliere il sellino, qualcuno ha voluto scassarla apposta. Non ce la possiamo fare.

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Scioperi mediatici

Nei giorni passati sembrava che oggi ci sarebbe stata l’apocalisse, altro che la fine del calendario Maya. Tutta l’Italia sarebbe stata bloccata da uno sciopero dei trasporti di 24 ore, tanto che il ministro ha decretato di accorciarlo a 4 ore. Poi uno va a vedere il sito dell’ATM qui a Milano e scopre che la metropolitana circola regolarmente: persino la lilla che essendo automatica è la prima a bloccarsi, non ho mai capito perché.

In realtà lo sciopero sarebbe generale, con una serie di rivendicazioni che vedete qui a fianco dove manca solo la fine della fame nel mondo e la creazione di una colonia umana su Marte, ma soprattutto è stato indetto dai sindacati di base. Io ho come il sospetto che questo tipo di sciopero, a differenza di quelli di categoria, venga da loro indetto senza pensare affatto di scioperare ma solo per generare il caos con tutti gli annunci nei media. Fateci caso anche voi la prossima volta.

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l’utilità di questo referendum

Alla fine non sono andato a votare per i referendum sulla richiesta di autonomia (non “sull’autonomia”, ricordo). Era anche uscito un po’ di sole, Anna e i gemelli erano al cinema, sapevo non ci sarebbero state code ;-), ma mi sono detto “chi me lo fa fare?”.

Devo però dire che questa consultazione una certa qual utilità ce l’ha avuta: dimostrare che il tanto costoso voto elettronico sbandierato da Maroni non funziona. Non è possibile che in questo momento non si conosca ancora l’affluenza effettiva al voto, per le «criticità tecniche» riscontrate nel riversamento dei dati. Per il resto, non credo che sia un caso che l’affluenza a Milano sia stata ancora più bassa della media…

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Tariffe corte

Anche oggi qualcuno al governo tuona contro la furbata dell’accorciamento a 28 giorni della fatturazione delle aziende telefoniche e no. La mia impressione è che sia tutto cine per far vedere che “il governo è vicino alla ggggente”, ma non gliene importi niente a nessuno.

La soluzione sarebbe infatti semplicissima: una leggina di un articolo che affermi che in caso di variazione della durata di fatturazione il costo annuo per l’utente non possa aumentare. In parole povere, prima aumenti dell’8,3% la bolletta mensile, poi se proprio ti dà fastidio una fatturazione mensile passi alle quattro settimane. Notate come io non vieti affatto di aumentare il costo: semplicemente voglio che sia fatto in modo visibile. È davvero così complicato?

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quelle volte che

Non entro nel merito della questione “ma tutte queste star e starlette non potevano dirlo prima, di essere state toccate/molestate/stuprate da Weinstein”? Non essendo mai – per fortuna – stato oggetto di atti di questo tipo, non ho idea di cosa avrei potuto e/o voluto fare.

Una cosa però la voglio dire. Una volta che altre hanno preso il coraggio a quattro mani e deciso di rendere noto a tutti il comportamento del produttore, invece che accodarsi al carro dei lapidatori trovo molto più serio stare zitti con i giornalisti e andare in questura a denunciare cosa accadde loro. Né si fa una figura così bella nel lanciare sassi e nascondere la mano… pardon, non indicare chi altri ha compiuto certe azioni. Non stai facendo un favore alle altre donne, a cui non può importare di meno di sapere che anche chi è famoso ha avuto lo stesso tipo di “attenzioni”, ma ti fai solo pubblicità.

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Percezioni

Sabato c’è stato un attentato a Mogadiscio, con centinaia di morti. Repubblica non ne ha traccia in homepage. (Il Corriere sì, con articolo di Marta Serafini un po’ in basso ma ben visibile; La Stampa sì, anche se con un trafiletto; Il Fatto quotidiano sì, più o meno come il Corriere; Il Giornale ha una fotina; Libero niente ma è chiaro che è fuori target).

Ora, la Somalia è stata assieme all’Eritrea l’unica vera colonia italiana (in Libia c’erano più che altro avamposti, e l’Etiopia è meglio dimenticarla). Ci sono stati legami per decenni anche dopo la seconda guerra mondiale, con scuole italiane e simili; ricordo che dal 1949 al 1960 la Somalia è stata sotto amministrazione fiduciaria italiana. Eppure nemmeno questo basta per avere l’onore (dubbio) di una notizia sul secondo quotidiano italiano. Vuol dire parecchio su cosa viene percepito essere importante.

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Il Macchianeragate

Non ho mai parlato della vicenda giudiziaria che ha coinvolto Gianluca Neri (oltre a Selvaggia Lucarelli e Guia Soncini, delle quali m’importa poco o nulla) per le foto “rubate” a Elisabetta Canalis e non ricordo chi altro. La ragione è semplice: non avevo informazioni sufficienti per parlare. Diciamo che la lectio facilior mi faceva propendere per la versione del Neri (macché entrare abusivamente nell’email dell’ex-velina: era oggettivamente molto più probabile che qualcuno avesse lasciato quei file nei “soliti posti”.

Ma non avrei mai creduto a quanto scritto nelle motivazioni per l’assoluzione: a parte tutto questo, c’è una buona probabilità che il giornalista di Chi Gabriele Parpiglia avesse già ottenuto quelle foto per altre vie. Niente male, vero?

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