pipponi

pipponi-2007

Una (ennesima) brutta storia italiana

Non ho scritto nulla sulla vicenda Visco-Speciale (ma come fa uno ad avere un cognome simile?) perché non sono ancora riuscito a farmi un’idea, il che tra l’altro è preoccupante perché significa che ci sono troppe cose oscure. Intendiamoci: posso tranquillamente farmi un’idea sbagliata, non è che sto affermando la mia infallibilità :-). Però qua brancolo nel buio.
Repubblica sta facendo quadrato intorno a Visco, basti pensare che il titolo di sabato scorso era “Rimosso Speciale” e solo nell’occhiello si accennava alla delega alla GdF che il viceministro aveva rimesso nelle mani del governo. Anche oggi si trovano due articoli della task force Bonini-D’Avanzo che si mettono a raccontare di come Tremonti avesse cambiato tutti i vertici della Finanza, come se la cosa servisse a benedire la richiesta di Visco di spostare gli alti ufficiali. Più interessante il fatto, raccontato un paio di giorni fa, secondo cui Speciale l’anno scorso avrebbe fatto una regolare rotazione di tutti gli alti comandi – rotazione usuale per evitare che qualcuno rimanga troppo a lungo nello stesso luogo e rischi di non essere attendibile – tranne che per i quattro “milanesi” di cui Visco chiese lo spostamento. Ed è ancora più interessante notare come la richiesta sia dell’anno scorso, e sia spuntata fuori solamente in questi giorni.
A questo punto, potrebbe anche essere vero che Visco non abbia chiesto l’avvicendamento perché i finanzieri stavano indagando troppo a fondo sull’affaire Unipol, ma per altre ragioni, che possono andare dal timore che si stesse creando un centro di potere alternativo a chissà cosa’altro. La mia sensazione è che Unipol comunque c’entri qualcosa, anche se non è stato il motivo fondamentale. Ma sicuramente il viceministro ha commesso un errore politico enorme nel non fare la richiesta apertis verbis, ma così in segreto – ah: anche nella lettera in cui rimetteva la delega, Visco non ha affatto negato di avere fatto la richiesta. Gli errori politici si pagano politicamente, e Visco avrebbe dovuto dimettersi. Poi, fatto questo, il governo aveva non solo il diritto ma anche il dovere di rimuovere Speciale, perché un militare non può e non deve rifiutarsi di eseguire un ordine amministrativo: ma quello sarebbe stato appunto il secondo momento.
Tutto il resto sono macchiette, da Di Pietro che trova subito il nuovo motivo per prendersela con Mastella a Cossiga che afferma “sono amico di Visco e sono amico di Speciale”. Una banana per i signori.

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Il mistero del Giornale

Ieri sera, i gemelli rep.it e Corsera hanno pubblicato in parallelo una notizia bomba: oggi Il Giornale non sarebbe stato in edicola. Non so se vi rendete conto dell’enormità della cosa. Il quotidiano della famiglia Berlusconi (come del resto Libero) non sciopera. È superiore a quisquilie tipo il rinnovo del contratto per i giornalisti scaduto da qualche anno. Chi ci lavora sa che ha una missione da compiere, e nulla lo può fermare. Beh, quasi nulla. La pietra dello scandalo è stata la decisione unilaterale di allegare al quotidiano il foglio settimanale il Giornale della Libertà, espressione dei circoli di Forza Italia guidati da Michela Vittoria Brambilla.
Per il vostro sollazzo, cito il comunicato dei giornalisti: «Il Giornale della libertà è organo dichiarato di un movimento politico. La decisione di allegarlo al nostro quotidiano è stata presa senza rispettare i tempi stabiliti dal contratto nazionale, e contrasta con l’autonomia e la dignità professionale che questa redazione ha conquistato in anni di lavoro.» Questa è la risposta del direttore Maurizio Belpietro: l’autonomia non è a rischio perché «è stata conquistata in tanti anni».
Ma naturalmente non poteva capitare un simile sconvolgimento, e oggi Il Giornale è regolarmente in edicola, per la serie “abbiamo scherzato”. Ma la cosa più strana è che sono andato a vedere la homepage del quotidiano, e non ho trovato traccia della querelle di ieri. I panni sporchi si buttano nell’inceneritore, insomma.

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ve l'avevo detto

I ciclisti (beh, gli ex ciclisti) cominciano a parlare. Ieri è arrivata la confessione di Erik Zabel; oggi Bjarne Rijs rivela che durante il Tour de France da lui vinto nel 1996 fece uso di eritropoietina, la famosa Epo. Non ricordo se ai tempi era tra le sostanze vietate, anche se immagino di sì; e sono certo che allora non fosse possibile riconoscerla nelle analisi antidoping. D’altra parte, quando un paio di settimane fa avevo commentato la confessione di Ivan Basso non era un caso che l’avessi citato: certe cose sono chiare a chiunque segua un minimo il ciclismo. Basta saperlo…

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la pillola anticiclo

Se non sbaglio, è una cosa di cui si parlava da decenni: almeno mi ricordo di avere visto da qualche parte un pamphlet “quello che gli uomini non vogliono dirvi”, che spiegava come se una donna avesse preso la pillola in continuazione, senza quindi saltare una settimana al mese, non avrebbe avuto le mestruazioni.
Ora che questa “pillola continuativa” sembra che venga commercializzata sul serio, mi trovo Zucconi che scrive che la cosa non s’ha da fare, e soprattutto che ci sono delle femministe che lo dicono. Premesso che ovviamente ho dei problemi a potere dare un giudizio al riguardo, posso solo notare che una pillola da prendere tutti i giorni incrementa il suo consumo del 33% (per la gioia della casa farmaceutica che la produce), e che Zucconi, come del resto io, quella pillola non la prendiamo mica; ma almeno io non vado a cercare col lanternino le reazioni contrarie :-)

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quod est paedophilia?

Marco d’Itri mi ha fatto notare un effetto del decreto Gentiloni antipedofilia, che impone ai provider di oscurare i siti pedofili. Intento sicuramente mosso dalle migliori intenzioni, ci mancherebbe altro. Poi però capita che venga bloccato un sito come www.escortforum.com, che a quanto pare (perché tra l’altro, nell’infinita saggezza dei nostri governanti, la versione per l’Italia www.escortforum.it è ancora tranquillamente raggiungibile) presenta sì signorine molto disinibite che – dietro pagamento del giusto guiderdone più equa commissione – sono a disposizione del ricco maschietto in cerca di qualcuno che per una sera comprenda i loro problemi; ma le signorine in questione si direbbero assolutamente maggiorenni.
Tra l’altro, a quanto pare, la lista dei siti pedofili, a differenza di quella dei cattivoni che non pagano il pizz… ehm, la tassa relativa, all’AAMS, è segreta, e quindi non si riesce nemmeno ad avere notizie ufficiali su questa censura. Ho come il sospetto che qualcuno stia partendo dal principio che tanto nessuno dei mass media importanti avrà il coraggio di sembrare un “amico del pedofilo” segnalando la cosa: il che significa che dovrete accontentarvi di quel criptovolterriano del sottoscritto, e di chi farà passaparola.

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Sesso, Santoro e Vaticano

Non ho ben capito perché mai ci sia tutto questo cancan sul video della BBC “Sex, Crimes and Vatican”, sui preti pedofili e sul modo in cui il Vaticano avrebbe messo le cose a tacere. Sarà che la voce di wikipedia sulla Crimen Sollicitationis risale all’ottobre scorso, e quindi per me la cosa non è una novità – ma si sa, le parole senza le immagini non dicono nulla al giorno d’oggi; sarà che non troverei nulla di strano nell’avere una trasmissione in cui si espone una tesi (quella del documentario) e si invita qualche esponente della Congregazione per la dottrina della fede ad esporre la sua versione dei fatti; ma ribadisco che i 20000 euro per il documentario potrebbero cacciarli fuori senza problemi.
Restano però un paio di cosette da dire. Mi fanno ridere i blog che scrivono “ma dov’è il problema, visto che il video è in rete, mostrando così di non riuscire ad accorgersi della differenza tra qualche migliaio di persone che lo scaricano sulla rete e qualche milione che lo vede in tv: classico esempio di onfaloscopia acuta. Inoltre, bisogna comunque ricordare che a Santoro della cosa non gliene può fregare di meno: solo che vuole farsi tanti ascolti, senza che nessuno lo contraddica (ragazzi, farmi trovare d’accordo con Clementone è dura!)
Aggiornamento: il Corsera ha modificato l’articolo, riportando l’affermazione che Santoro non ha querelato Mastella perché ha reso noto il compenso per Annozero, ma perché le cifre da lui riportate sarebbero false.
Aggiornamento 2: (28 maggio) Il video è stato tolto da YouTube (immagino per opera della Rai che si è comprata i diritti per l’Italia), ma per chi riesce a sopravvivere senza sottotitoli c’è sempre la versione originale sul sito BBC.

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Stupidi blocchi

Ho un vecchio CD (datato 1999) con il DELI (Dizionario Etimologico della Lingua Italiana) della Zanichelli. Stamattina volevo usarlo: l’ho messo nel lettore CD, ho lanciato ZAN32.EXE (l’ho detto che il CD è vecchio… c’è anche la versione a 16 bit dell’eseguibile) e mi ha spernacchiato un “no disk inserted”.
In uno dei miei rari momenti di intelligenza, ho provato ad andare a vedere sul sito della Zanichelli, e ho trovato una nuova versione di ZAN32.exe che effettivamente funziona. Resta però il fatto che il CD deve stare dentro il lettore per potere usare il programma… come se fosse una protezione anticopia di quelle assolutamente non craccabili. Misteri del marketing.
(per chi avesse il mio stesso problema: bisogna andare qua)

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7^3*17*29*65921*769176593

questo numero è mio! Seguendo Massimo Morelli, anche io mi sono preso un numero tutto per me da Freedom to Tinker. È stato difficile, perché c’è molta ressa e continuava a darmi timeout, ma alla fine ce l’ho fatta. Già che c’ero, l’ho anche fattorizzato: devo dire che il fattore 7 al cubo gli dà un tocco di classe che manca al numero di Momo. Ora vi vieto di usarlo, se non dopo avermi pagato una royalty di un centesimo per ciascun suo uso.
Il tutto sembra assolutamente idiota, e probabilmente lo è. Peccato che sia quello che stanno facendo i produttori di HD-DVD, che cercano di “dimostrare” come il numero a 128 bit che crittografa il contenuto di svariati film sia protetto dal famigerato DMCA (Digital Millennium Copyright Act). Ma ci sono idiozie ancora peggiori: infatti non viene messo sotto copyright il numero – sarebbe difficile persino per gli americani – ma viene detto che è un “copyright circumvention device”, un dispositivo per fregare il copyright. Visto che una qualunque cosa che cerchi di fregare il copyright è illegale, ne deriva che ho il diritto di impedirvi di usare il numero stesso, la sua fattorizzazione come ho messo qua nel titolo di questa notiziola, ma anche il disegnino qua sopra! Vedi anche Good Math, Bad Math che spiega le cose dal punto di vista più matematico.
Contattatemi pure per chiedermi come mandarmi i soldi per l’uso del mio numero…

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