pipponi

pipponi

L’esercito per strada

Me n’ero dimenticato. Venerdì, mentre rientravo da pranzo, ho visto una delle famose “pattuglie miste” che dovrebbero renderci tutti più sicuri. Due giovani in divisa beige e un giovane in divisa azzurra, per la precisione, che stavano passeggiando per viale Monza senza nessuno scopo preciso – nemmeno quello di farsi vedere, mi sa tanto.
Ricordo che quella di viale Monza – via Padova era stata considerata una “zona a rischio”, tanto che il nostro ministro della difesa era fin venuto a fare il comizietto. Ora sì che mi sento più sicuro.

Ultimo aggiornamento: 2008-09-22 09:49

pipponi

rappresentatività

Non entro nel merito delle ragioni che hanno portato alla rottura delle trattative tra CAI e sindacati, anche se mi pare di aver capito che chi continua a puntare i piedi sono i piloti e non il personale di terra. Mi limito a segnalare queste frasi di Guglielmo Epifani: secondo Repubblica, il segretario generale Cgil ha affermato che la sua organizzazione ha espresso sul piano di salvataggio Alitalia «una sottoscrizione inequivoca per le parti di sua rappresentatività» (personale di terra), ma per piloti e assistenti di volo non poteva prendere una posizione «per un problema di democrazia sindacale: decide il 51% dei lavoratori. E le sigle confederali, tutte insieme, hanno una rappresentatività di gran lunga al di sotto di questa soglia».
Domandina 1: com’è allora che hanno accettato di fare incontri senza le altre sigle sindacali?
Domandina 2: come mai alle firme dei vari contratti TLC – quello che conosco di persona, e dove comunque non c’è certo il 51% di iscritti al sindacato – la CGIL e le altre confederazioni siglano l’accordo con la clausola “salvo approvazione da parte dei lavoratori”, con relativo referendum, e qui no? Dov’è la differenza di rappresentatività?
Serietà sarebbe stata dire “potevamo accettare la parte relativa al personale di terra, ma non quella per piloti e assistenti di volo”. Sarebbe stata un’assunzione di responsabilità. Dire “non abbiamo accettato perché non siamo rappresentativi” è solo una presa per i fondelli.

Ultimo aggiornamento: 2008-09-19 10:15

pipponi

L’Arena in amministrazione controllata

Martedì scorso l’Arena di Verona è stata commissariata. Occhei: se andate sul sito del ministero dei Beni Culturali, potete leggere che «Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sen. Sandro Bondi, ha nominato oggi il suo capo di gabinetto, Salvatore Nastasi, commissario straordinario della Fondazione lirico-sinfonica Arena di Verona. Il commissariamento, che avrà una durata non superiore a 60 giorni, si è reso necessario per affrontare la delicata situazione patrimoniale della Fondazione ed è stato deciso in accordo con il sindaco di Verona, Flavio Tosi.». Ma il significato pratico è quello.
Uno si potrebbe chiedere come faccia l’Arena ad andare in bancarotta, con il costo dei suoi biglietti. Ma io, come Alessio da cui ho scoperto la cosa, preferisco chiedermi com’è che per venire a sapere queste cose uno debba leggere il Guardian. Suggerirei al nostro poeta-ministro una soluzione all’italiana: invitare caldamente gli amministratori dei nostri teatri a spogliare le attrici. Almeno potranno trovare posto nella colonnina di destra dell’italica stampa online.

Ultimo aggiornamento: 2008-09-18 11:55

pipponi

Cosa non si fa per i soldi

Leggo dalla BBC che tale Eoin Colfer – che poi sarà anche un autore famoso, sono io a non conoscerlo – è stato incaricato di scrivere un seguito alla Guida Galattica dell’Autostoppista del fu Douglas Adams. Il tutto corredato dalla dichiarazione della vedova che afferma che “non poteva pensare a una persona migliore per portare Arthur, Zaphod e Marvin verso nuovi pascoli” (Ford Prefect no, vabbè).
Di per sé non ho nulla in contrario a portare avanti una saga dopo la morte del suo autore, in generale. Ma faccio notare che quando Douglas Adams scrisse “Mostly Harmless” (“Praticamente innocuo”, anche se io avrei preferito l’avverbio “fondamentalmente”) fece in modo che il finale fosse tale da impedire un qualunque sequel, e sono ragionevolmente certo che quella sia stata una sua scelta precisa, per la serie “mi prendo ancora un pacco di soldi con questo libro, visto che mi stanno rompendo da anni, ma poi basta sul serio”. Perché si vuole far finta di niente e dimenticarsi della sua volontà?

Ultimo aggiornamento: 2008-09-17 11:27

pipponi

C’entra poco, che fosse negro

Io non credo che i due che hanno ammazzato Abdul Guibre l’abbiano fatto perché era “uno sporco negro”. Credo che se fosse stato brianzolo dalla pelle bianca l’avrebbero massacrato lo stesso: sarebbero semplicemente cambiati gli insulti nei suoi confronti. Considerando che lui era nato in Italia, immagino parlasse italiano esattamente come gli assassini: e anche se non sembrerebbe, la cosa cambia molto.
Poi sono perfettamente d’accordo con Ricambi Riciclati che afferma che la cosa è tutto meno che tranquillizzante. Non che sarebbe stato tranquillizzante l’opposto! Il punto di base è che in questo momento il concetto “se qualcuno mi ruba, ho il diritto di ammazzarlo” è diventato del tutto normale, alla faccia della reazione proporzionata all’offesa. Se si continua però a parlare del “ragazzo di colore“, mi sa che si perde di vista il vero problema, il che non può che far piacere a chi dice che “se non ci fossero i negher non ci sarebbero tutti questi problemi”.
(per i non milanesi: via Zuretti è la parallela di via Gluck. La attraverso tutti i giorni per andare in ufficio, qualche rara volta la percorro anche)

Ultimo aggiornamento: 2008-09-15 15:11

pipponi

Solo se si ha tempo

Probabilmente avete letto della sentenza per cui quei comunistacci dei giudici milanesi hanno dato completamente ragione all’Economist nella causa intentata loro da Sìlviolo a causa di questo articolo non esattamente piacevole nei confronti di Sua Eccellenza Cav. Berlusconi. L’Economist, che ha affermato di non voler fare ulteriori commenti, ha messo sul suo sito la sentenza (24 pagine di pdf).
Tutto bene? No. Berlusconi ha citato l’Economist (per un milione di euro) nel luglio 2001 (l’articolo era dell’aprile 2001, per la cronaca). L’Economist ha potuto aspettare sette anni per vedersi dare ragione. Un Pinco Pallino qualunque no. Ricordatevelo.

Ultimo aggiornamento: 2008-09-05 20:02

pipponi

Alitalia perde più di 200 dipendenti al mese

(la palla me l’ha alzata Carletto Darwin…) Vediamo quanta gente si vuole far fuori da Alitalia.
28 marzo 2008, il Giornale: 2.100 esuberi: 1.500 esuberi per Alitalia, 100 esuberi tra i dipendenti all’estero, e 500 esuberi tra le attività di Az Servizi di cui è prevista la reinternalizzazione
4 settembre 2008, il Giornale: Esuberi inferfiori (sic) al previsto: 3.250, ha detto il ministro del Lavoro Sacconi.
I conti sono presto fatti: se in poco più di cinque mesi il numero di licenziandi aumenta di 1150 unità, ogni mese se ne perdono più di duecento. Chissà, forse così è più chiaro per qualcuno…
(sui soldi persi, se ne parla qui: ma all’Espresso sono tutti komunisti, quindi lascerei quei numeri da parte e mi limiterei ai dati tratti dal giornale di famiglia)

Ultimo aggiornamento: 2017-04-26 10:26

pipponi

La faccia. Il culo.

Repubblica.it ricicla una marchett^W intervista all’ex onorevole Vladimir Luxuria che dovrebbe apparire sulla rivista Tu (mai sentita, ma non faccio testo).
Wladimiro Guadagno racconta una serie di cose sulle quali non metto becco. Però alla fine si parla della sua partecipazione all’Isola dei famosi; punto sul vivo sulla cosa che a lui sta immagino più a cuore, sbotta: «Mi hanno fatto arrabbiare quelli che hanno detto che all’inizio avevo rifiutato per alzare il prezzo. Se dovessi vincere, l’ho messo a contratto, metà del premio andrà a bambini disagiati.»
Potrò sbagliarmi, e se qualcuno ne sa più di me per favore lo segnali nei commenti, ma a me pare che (a) il premio finale all’Isola è indipendente dal cachet che i famosi ottengono per partecipare; e soprattutto che (b) il regolamento dell’Isola prescriva che il vincitore debba devolvere metà del premio in beneficenza (qui il regolamento 2007).
D’altra parte, non posso nemmeno dire che ce lo eravamo voluti noi, come deputato: quello che l’ha voluto è stato Fausto Bertinotti, che ha pienamente sfruttato la nostra ignobile legge elettorale.

Ultimo aggiornamento: 2008-09-02 21:25

Torna in alto