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C’entra poco, che fosse negro

Io non credo che i due che hanno ammazzato Abdul Guibre l’abbiano fatto perché era “uno sporco negro”. Credo che se fosse stato brianzolo dalla pelle bianca l’avrebbero massacrato lo stesso: sarebbero semplicemente cambiati gli insulti nei suoi confronti. Considerando che lui era nato in Italia, immagino parlasse italiano esattamente come gli assassini: e anche se non sembrerebbe, la cosa cambia molto.
Poi sono perfettamente d’accordo con Ricambi Riciclati che afferma che la cosa è tutto meno che tranquillizzante. Non che sarebbe stato tranquillizzante l’opposto! Il punto di base è che in questo momento il concetto “se qualcuno mi ruba, ho il diritto di ammazzarlo” è diventato del tutto normale, alla faccia della reazione proporzionata all’offesa. Se si continua però a parlare del “ragazzo di colore“, mi sa che si perde di vista il vero problema, il che non può che far piacere a chi dice che “se non ci fossero i negher non ci sarebbero tutti questi problemi”.
(per i non milanesi: via Zuretti è la parallela di via Gluck. La attraverso tutti i giorni per andare in ufficio, qualche rara volta la percorro anche)

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Solo se si ha tempo

Probabilmente avete letto della sentenza per cui quei comunistacci dei giudici milanesi hanno dato completamente ragione all’Economist nella causa intentata loro da Sìlviolo a causa di questo articolo non esattamente piacevole nei confronti di Sua Eccellenza Cav. Berlusconi. L’Economist, che ha affermato di non voler fare ulteriori commenti, ha messo sul suo sito la sentenza (24 pagine di pdf).
Tutto bene? No. Berlusconi ha citato l’Economist (per un milione di euro) nel luglio 2001 (l’articolo era dell’aprile 2001, per la cronaca). L’Economist ha potuto aspettare sette anni per vedersi dare ragione. Un Pinco Pallino qualunque no. Ricordatevelo.

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Alitalia perde più di 200 dipendenti al mese

(la palla me l’ha alzata Carletto Darwin…) Vediamo quanta gente si vuole far fuori da Alitalia.
28 marzo 2008, il Giornale: 2.100 esuberi: 1.500 esuberi per Alitalia, 100 esuberi tra i dipendenti all’estero, e 500 esuberi tra le attività di Az Servizi di cui è prevista la reinternalizzazione
4 settembre 2008, il Giornale: Esuberi inferfiori (sic) al previsto: 3.250, ha detto il ministro del Lavoro Sacconi.
I conti sono presto fatti: se in poco più di cinque mesi il numero di licenziandi aumenta di 1150 unità, ogni mese se ne perdono più di duecento. Chissà, forse così è più chiaro per qualcuno…
(sui soldi persi, se ne parla qui: ma all’Espresso sono tutti komunisti, quindi lascerei quei numeri da parte e mi limiterei ai dati tratti dal giornale di famiglia)

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La faccia. Il culo.

Repubblica.it ricicla una marchett^W intervista all’ex onorevole Vladimir Luxuria che dovrebbe apparire sulla rivista Tu (mai sentita, ma non faccio testo).
Wladimiro Guadagno racconta una serie di cose sulle quali non metto becco. Però alla fine si parla della sua partecipazione all’Isola dei famosi; punto sul vivo sulla cosa che a lui sta immagino più a cuore, sbotta: «Mi hanno fatto arrabbiare quelli che hanno detto che all’inizio avevo rifiutato per alzare il prezzo. Se dovessi vincere, l’ho messo a contratto, metà del premio andrà a bambini disagiati.»
Potrò sbagliarmi, e se qualcuno ne sa più di me per favore lo segnali nei commenti, ma a me pare che (a) il premio finale all’Isola è indipendente dal cachet che i famosi ottengono per partecipare; e soprattutto che (b) il regolamento dell’Isola prescriva che il vincitore debba devolvere metà del premio in beneficenza (qui il regolamento 2007).
D’altra parte, non posso nemmeno dire che ce lo eravamo voluti noi, come deputato: quello che l’ha voluto è stato Fausto Bertinotti, che ha pienamente sfruttato la nostra ignobile legge elettorale.

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Altroconsumo e le telefonate a casa

È di oggi pomeriggio la notizia che il Garante per la privacy ha per l’ennesima volta ingiunto alle società “esperte nel campo” di non prendere i numeri di telefono della gente, fregarsene dell’assenza del consenso, e usarli come bersaglio per i signori dei call center. Ma si sa che queste notizie viaggiano molto lentamente, e così anche stasera ci siamo cuccati la telefonata della signora Danila, assolutamente fuori legge visto che non abbiamo certo dato il consenso a ricevere telefonate commerciali.
Il guaio è che la signora Danila ci offriva gratuitamente per due mesi i servizi di… Altroconsumo. Interessante, vero? Posso immaginare che i signori in questione mi diranno qualcosa tipo “ma noi non facciamo offerte commerciali, visto che diamo gratuitamente i servizi in prova”, nel miglior stile degli imbonitori delle feste di paese. Peccato che la cosa non cambi assolutamente nulla, per quanto ne so… e anche se lo facesse, non sarebbe comunque un bel biglietto da visita per un’associazione che promette di tutelare il cittadino.
(Ah, una simpatica miglioria alla legge sarebbe obbligare chiunque faccia telefonate commerciali a dire prima dell’argomento della telefonata il nome della società che sta facendo telefonate e dove è stato esattamente preso il numero di telefono. Non credo che nessuno proporrà mai una legge così)

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Cognomi ballerini

Nella marchetta di stamattina, Repubblica ci racconta di un bellissimo sito britannico dove si parla della distribuzione dei cognomi.
A parte che labo.net per l’italiano fa queste cose dal 2000, ma si sa che noi siamo tutti esterofili, quello che mi ha fatto ridere è che l’articolista ha scoperto che “Il cognome stesso, poi, a volte può essere fuorviante. Le conclusioni affrettate vengono però prontamente smentite dai dati. Così, ad esempio, se i Lombardi sono più comuni in Basilicata, i Romani sono più frequenti nelle Marche, i Veneziani in Emilia-Romagna e i Napolitano in Puglia.” Cose da non credersi, vero? Il concetto che il cognome è nato come soprannome, e che non aveva senso chiamare “Romani” una famiglia che stava a Roma, mentre ce l’aveva eccome se si era trasferita da Roma in qualche altro posto è assolutamente incredibile. Qualcuno avvisi i Cavalli-Sforza, per favore!

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panem et circenses (pane poco)

Anche questa volta si è scongiurata la guerra civile. Venerdì sera la Rai e la Lega Calcio hanno graziosamente acconsentito a un accordo per i diritti delle trasmissioni radiotelevisive in chiaro. Pare che il nostro Nume Tutelare, Silvio B., abbia fatto discretamente delle pressioni sui vertici RAI per incrementare l’offerta economica: naturalmente, per ovvio conflitto di interessi, non ha potuto dire nulla al riguardo a Mediaset.
Detto tutto questo, mi chiedo un po’ di cose. La più banale è perché io, come utente pagante il canone RAI, devo vedere parte dei miei soldi usata cosicché la gente abbia il “diritto naturale” di vedersi i gol in tv? La cosa aveva senso prima della nascita delle pay tv: uno poteva dire che non aveva altra possibilità; ma adesso viviamo nel migliore dei mondi possibili, e quindi se mi interessa qualcosa basta pagare il giusto. Detto questo, è interessante notare come Matarrese abbia pianto miseria per conto delle squadre di calcio, quando si sono fatti tutti quei soldi proprio grazie alle pay tv che hanno tolto interesse per i canali generalisti.
Ma la vera domanda è: adesso che sono arrivati nuove palanche, non è che le società calcistiche finalmente pagheranno i danni fatti a nome loro?

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Orwell? inutilmente complicato

Il Corsera riporta il discorso odierno di Sua Eccellenza Cav. Silvio Berlusconi. Tra le mille notizie (il congresso del PdL dove “il «reggente» sarà scelto «con regole democratiche al 100 per cento»”; la controprova dell’inutilità del Parlamento, visto che la finanziaria «Entrerà in Parlamento e ne uscirà così come è stata voluta e ragionata dal governo»; le vacanze “di lavoro”) che ci rendono felici, ce n’è una nascosta molto bene, in stile panino: il futuro di Alitalia. Cito: Berlusconi
ha spiegato che non c’è stato alcun ripensamento sullo stop ad Air France, che nei mesi scorsi si era fatto avanti per rilevare la compagnia di bandiera. «Sarebbe stata una svendita – ha detto -. E poi avevano pensato a settemila esuberi, mentre noi pensiamo che se ne possano fare molti meno».
Settemila esuberi. Avete letto bene. Il Corsera, lo scorso 28 marzo, scriveva che gli esuberi complessivi sarebbero stati 2100. Orwell pensava che il Governo dovesse farsi mandare tutte le vecchie copie dei giornali perché fossero opportunamente riscritte; Berlusconi ha dimostrato che non ce n’è bisogno, perché tanto la gente non solo si dimentica di cosa era stato detto, ma non si prende nemmeno la briga di andare a cercarle. Quell’uomo ha vinto.

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