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sono arrivato ultimo

Nelle elezioni per il consiglio di istituto nella scuola dei gemelli che si sono tenute domenica e lunedì sono arrivato assolutamente ultimo. Insomma, anche se non ci fosse stata la lista che si era presentata senza che i proponenti avessero firmato (cosa che non hanno fatto perché “frutto di incompetenza”, l’hanno detto loro stessi) non ci sarei comunque stato.

Non so come dirvelo, ma la cosa non mi riempie esattamente di lacrime…

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Votare è pericoloso

[foto dei VVF, http://www.vigilfuoco.it/sitiVVF/milano/]
Oggi si votava per il rinnovo del Consiglio d’Istituto nella scuola dei bambini. Verso le 11:25 Anna e io siamo usciti, abbiamo preso al volo un tram che passava – la domenica mattina ce n’è uno ogni quarto d’ora – siamo arrivati in piazzale Maciachini e svoltato verso l’ingresso laterale della scuola, mentre mi lamentavo di come avessero fatto da cane il marciapiede davanti alla scuola quando la metropolitana arrivò a Maciachini. votato e scambiato due chiacchiere con gli scrutatori, visto che tanto non c’era nessuno. Usciti verso le 11:45, abbiamo guardato dopo quanto tempo sarebbe passato il tram. La palina indicava quattro minuti di attesa: visto che era un momento in cui non pioveva, non valeva la pena di aspettarlo per fare una fermata, massimo due e poi scendere. Direi che abbiamo fatto bene, visto cosa è successo cinque minuti dopo.

(per la cronaca, noi avremmo preso il tram nell’altra direzione, e probabilmente saremmo partiti un minuto prima della caduta dell’albero, quindi non preoccupatevi)

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È ufficiale: non so l’inglese

La mia grande azienda ci invita molto caldamente – “obiettivo di fruizione”, per la precisione – a fare almeno 15 ore di corso d’inglese entro fine anno. Lo fa con una piattaforma che a quanto pare non va d’accordo con Firefox, quindi da casa non posso accederci e dall’ufficio sono costretto ad aprire Internet Explorer. Vabbè, stamattina ho fatto il test di livello, attività che secondo la mail “ti impegnerà non più di un’ora”. Ci ho messo un’ora e quattro minuti, nonostante terminassi le varie pagine ben prima del timeout: lo sapete, sono uno che si scoccia a fare sempre le stesse cose.

Bene: mi è stato consigliato un corso C1, il che significa che il mio livello percepito è B2… nonostante il test non mi chiedesse di parlare, cosa che per me (e per chi mi ascolta…) è notoriamente tragica. Vado a nascondermi.

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non sono proprio un influencer

L’altro giorno il signor Amazon mi ha mandato una mail dal titolo “Iscriviti ora: Influencer Program di Amazon” che magnificava il programma per gli influencer di Amazon e mi invitava a iscrivermi.

Ho provato a iscrivermi con i miei account Twitter, YouTube e Facebook – con Instagram non mi ci sono nemmeno messo – e come immaginavo ho sempre avuto la risposta “Ti ringraziamo per l’interesse mostrato nel programma Amazon Influencer. Purtroppo, in questo momento il tuo account non soddisfa i requisiti di idoneità.” Intendiamoci, non avevo alcun dubbio al riguardo. Chi diavolo volete che io influenzi? La mia domanda è però diversa. Ammettiamo pure che Bezos sia pescando a strascico, e quindi mandi quella mail iniziale a cani e porci. Ma non farebbe più in fretta a dire subito quali sono i limiti minimi che stabilisce perché la persona sia da lui considerata un influencer? I dati che controlla sono pubblici, quindi non gli ho detto praticamente nulla…

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Borracce

Sabato scorso ero a Genova, a parlare di “numeri da sballo” (poteva andare meglio. Anna comunque ha preso tre pagine di appunti su cosa avrei dovuto fare, il debriefing sarà lungo). Ma non è di questo di cui voglio parlarvi, bensì della “borsa del relatore”, o per la precisione di un gadget: la borraccia marcata con il logo del festival.
Qual è il problema? che la borraccia è di plastica. Ormai si è passati in massa all’alluminio: cinque anni fa era roba da pochi, adesso persino il sindaco Sala qui a Milano ha dato le borracce in alluminio ai bambini delle elementari, e il mese scorso a Pavia c’erano pure quelle stesse borracce, naturalmente con lo sponsor diverso. Premesso che non mi cambia certo la vita avere o no i gadget, probabilmente spendere un euro in più per persona e lasciare una borraccia in alluminio avrebbe fatto un effetto migliore…

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Io al Festival della scienza 2019

Quest’anno ce l’ho fatta! Sabato 26 alle 15 parlo di Numeri da sballo al Festival della Scienza, a Genova nell’auditorium dell’Acquario. Come i miei ventun lettori avranno intuito, mi baserò fondamentalmente su Numeralia, ma immagino che farò divagazioni varie. Se siete da quelle parti, è un’occasione per vedermi dal vivo :-)

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i computer mi vogliono male

Ieri mattina, quando sono andato al mio pc di casa, ho visto che si era resettato. Con Windows 10 succede abbastanza spesso, e io non faccio quasi mai caso all’avviso che mi spiega come “dopo le ore di lavoro” (quindi dopo le 23:30) ci sarà un aggiornamento: ma stranamente era ripartito alle sei del mattino e non a mezzanotte come al solito. Prendo il telefono, e si era anch’esso resettato. Ho controllato sulle impostazioni: l’ultimo aggiornamento risaliva a fine settembre, quindi non era successo nulla di particolare. Arrivo in ufficio, e scopro che l’aggiornamento aziendale che avevo fatto coscienziosamente partire venerdì sera stava ancora girando, ed era alla fase 2 di 2. Dopo un’ora mi sono scocciato, considerando che magari avrei anche dovuto lavorare: ho toccato un attimo il tasto di accensione e si è improvvisamente svegliato, facendo tutto il suo bel lavoro con un paio di riavii e tornando nuovo come mai visto.

Mi chiedo se fosse un problema solo mio (a parte l’aggiornamento che aveva colpito anche un collega), ci fosse stata una tempesta magnetica a me ignota oppure era lunedì anche per i dispositivi elettronici.

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Quattro chiacchiere ad Ancona

Per chi si lamenta sempre che io non mi schiodi dal nordovest – il che è anche vero, ma io sono pigro e tengo famiglia – vi segnalo che l’associazione hookii mi ha invitato ad Ancona per il loro appuntamento autunnale, la hookiifest 2019. Io l’associazione la conosco perché quando il Post aveva chiuso i commenti loro hanno messo su un sistema alternativo per commentare, quindi sono convinto che siano delle brave persone :-)

Se non mi addormenterò – come dicevo, tengo famiglia, quindi prendo un treno la mattina e torno a Milano la sera – sabato 5 ottobre alle 15 parlerò più o meno a ruota libera di quando ero giovane, c’erano le reti ma non c’era ancora Internet; immagino comunque che come mio solito partirò per la tangente, quindi non è impossibile che si svicoli sulla matematica e su Wikipedia, le cose che conosco meglio. Chi si vorrà prendere tutta la giornata si troverà poi l’intervento di Leonardo Tondelli, con cui per problemi logistici non potrò litigare a proposito dei Beatles :-) (A proposito del titolo del poster: i santi li tratta lui, gli internauti io, per gli eroi non so)

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