la centrale solare
Anche se Iaia sembra convinta scettica ma più speranzosa, ho parecchi dubbi sulle centrali a energia solare proposte da Carlo Rubbia.
Non entro nel merito della tecnologia, non ne saprei certo abbastanza. Mi piacerebbe comunque sapere qual è il rendimento dei sali utilizzati per “salvare l’energia” e se funzionano anche a temperature molto più basse con un buon rendimento: in questo modo potremmo modificare l’uso delle centrali idroelettriche, che come non molti sanno la notte pompano in alto l’acqua per immagazzinare energia nei momenti di basso utilizzo, avendo però un rendimento scarsissimo.
Faccio solo notare che l’articolo dice che “Basta un quadrato di tre chilometri di lato, la lunghezza di una pista di aeroporto, per ottenere la stessa energia di una centrale nucleare”. Una centrale nucleare moderna impegna sui 1000 MW (dati svizzeri). Non sto a sindacare sul fatto che quella sperimentale a Priolo abbia una potenza pari a un cinquantesimo, è chiaro che è un esperimento e spero che la cosa sia scalabile. Quello che mi preoccupa è che la pista di aeroporto è sì lunga tre chilometri, ma non è larga così: e anche contando il terreno ausiliario, abbiamo per lo più prato. Un quadrato di tre chilometri di lato sono novecento ettari. Per darvi un’idea, il parco Nord a Milano sono seicento ettari, il parco di Stupinigi a Torino (non il pezzetto del castello!) sono milleseicento ettari, villa Pamphili che è il più grande parco urbano romano sono centoottanta ettari. Pensate a tutti quegli specchi e all’impatto…
