Perché mi sta sul gozzo…

L’altro giorno Filippo Facci si è lamentato su Facebook (http://archive.is/9Adg2) perché il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia l’ha sospeso in primo grado per due mesi a ragione di un articolo da lui pubblicato il 28 luglio 2016, intitolato “Perché l’Islam mi sta sul gozzo”.

Io non capisco perché all’OdG lombardo sono stati necessari undici mesi per tirare fuori una sentenza, ma lasciamo stare. Quello che vi chiedo di fare è dire che cosa pensereste se quell’articolo (che Facci ha riportato) fosse stato “Perché il cristianesimo mi sta sul gozzo” (ci sono pochissime modifiche da fare) oppure “Perché gli omosessuali mi stanno sul gozzo” (qualche modifica in più, ma nemmeno troppe). Per gli amanti della reductio ad Hitlerum propongo “Perché i nazisti dell’Illinois mi stanno sul gozzo”. In genere questo è il sistema più semplice per farsi un’idea 🙂

4 comments

  1. «“Perché il cristianesimo mi sta sul gozzo” (ci sono pochissime modifiche da fare)»

    Beh proprio poche non direi: ha toccato moltissimi aspetti prettamente islamici. Certo a fare un elenco anticristiano ci vuole un secondo, ma sarebbe per l’appunto un elenco completamente diverso.

    Tu provi commiserazione, divertimento o stupore per i #JeSuisCharlie che ora danno addosso a Facci? Non l’ho capito da questo tuo articolo.

    • Applicata al cristianesimo, la struttura resterebbe tale e quale, anche se gli esempi sarebbero diversi.

      Il mio pensiero? Che un testo come quello su Facebook ci può tranquillamente stare, su un giornale (ma anche su un libro) no. Da un punto di vista comunicazionista noto che tutto l’insieme di invettive non è supportato nel testo da alcuna base (non mi interessa se accettabile o no), il che lo colloca nella categoria “rant” che preferisco lasciare ai comizi. Poi concordo che non ha senso punire Facci e lasciar correre tutto il resto di Libero, ma nel mio mondo ideale punirei tutti quelli che scrivono in quel modo (che è diverso da “tutti quelli che scrivono queste cose”).

      • Un qualunque editoriale però non è supportato da alcuna base ed esprime solo l’umore dell’editorialista. Che questo sia più disgustoso di altri non aggiunge molto secondo me.