Niente più biglietti chilometrici

Io ero convinto non ci fossero più da una vita, visto che non riuscivo più a trovarli: ma non è così a quanto pare, e la fine ufficiale dei biglietti chilometrici avverrà la prossima settimana, leggo su Repubblica. E perché Trenitalia non li emette più? I motivi ufficiali riportati dall’articolo sono questi: «Non avendo indicazioni di linea e orari, vengono spesso utilizzati per tratte superiori alla fascia chilometrica acquistata, oppure, in caso di brevi tragitti, vengono comprati ma non obliterati come accade per esempio in Toscana, sulla Firenze-Lucca-Viareggio, nelle corse utilizzate soprattutto dagli studenti.» Non ci vuole una grande scienza per accorgersi che questa, anche se non virgolettata, è la versione di un’azienda che fa anche molta pubblicità sui quotidiani. Un biglietto chilometrico, se timbrato, è evidentemente identico a uno con la tratta indicata: quindi se passasse un controllore si accorgerebbe lo stesso che l’utente sta viaggiando a sbafo. E visto che – Trenitalia dicet – si può acquistare un biglietto con validità due mesi non è che la spesa dell’ipotetico pendolare che non fa nessun abbonamento e tiene un biglietto in tasca e cerca di suscitare pietà nell’ipotetico controllore aumenterebbe più di tanto.
Insomma io non riesco a capire perché posso tenermi in tasca i biglietti della metropolitana ma non un biglietto chilometrico ferroviario. Immagino che a Trenitalia ci riescano meglio, però.

7 comments

  1. No, aspetta. Quello che dici avrebbe molto senso se fossi in Germania, dove alla metro si accede senza controlli. Ma in Italia (e in particolare a Milano) non ci sono i tornelli? Come si fa a salire su un treno senza aver timbrato un biglietto?

    Quello che non capisco io, piuttosto, è il senso della frase che hai virgolettato. Sembrerebbe che Trenitalia tenga una statistica delle tratte usate in maniera particolarmente iniqua. A questo punto, potrebbe semplicemente mandarci controllori a mungere i portoghesi senza pietà, no?

    • Io prendo il passante a Repubblica ed esco a Porta Venezia (piazza VIII novembre) e non ho nessun bisogno di passare da un tornello 🙂 Tra l’altro per un paio di settimane ho anche avuto un problema, perché l’unico accesso da piazza VIII novembre che accettava le tessere elettroniche non funzionava e quindi non potevo pagare…
      Quanto alla frase virgolettata, a me pare l’uscita di un funzionario locale, non le darei chissà quale significato. (Qualche mese fa in Piemonte e Lombardia hanno accoltellato dei controllori, comunque)

  2. Vabbé, ma (scusa il cinismo) un controllore viene accoltellato comunque, a prescindere dal fatto che stia controllando un chilometrico o un biglietto normale.

    (Secondo me avevano ragione i pirati tedeschi a chiedere di avere mezzi pubblici gratuiti su tutto il territorio nazionale, pagati con le tasse; anche se forse questo porterebbe ad un servizio ancora peggiore.)

    • indubbiamente, ma più che a me devi dirlo a Trenitalia (o alla Polfer, probabilmente, per scortare i controllori in certe tratte).
      Io ho sempre dei grossi dubbi sui servizi gratuiti (rectius, pagati da tutta la comunità con le tasse) perché la mia impressione è che la gente li tratti peggio perché tanto sono gratis.

      • Su Trenord (50% Trenitalia 50% ferrovie Nord, ma forse ora 100% Trenitalia) in certe fasce orarie il controllore gira con uno o più “GS Security”. Nel caso sia solo uno, è un negro di due metri, altrimenti due-tre più mingherlini bianchi.

  3. Rinazionalizzare Trenitalia sarebbe una soluzione più che ragionevole.