Twitter, Facebook e aforismi

[falso Churchill] Ieri il mio amico Alessandro ha postato la citazione churchilliana qui a sinistra, con il commento “Condivido una bufala ma bella”. Il testo è il seguente: «When Winston Churchill was asked to cut arts funding in favour of the war effort, he simply replied “then what are we fighting for?”» che possiamo tradurre come «Quando chiesero a Churchill di tagliare i fondi culturali a favore dello sforzo bellico, lui replicò “e allora per cosa staremmo combattendo?”»

L’aforisma è carino, ma inequivocabilmente falso. Una rapida ricerca in rete fa trovare una domanda in Quora che non solo riporta la falsità ma aggiunge ulteriori informazioni tra le varie risposte, dall’affermazione più simile (ma comunque ben diversa da quella citata) trovata tra le carte di Churchill alla segnalazione che questa bufala è stata riciclata non so quante volte anche da personaggi famosi come il regista Kevin Spacey.

Qual è la morale di tutto questo? Ce ne sono diverse. Innanzitutto, non fidatevi mai degli aforismi in rete soprattutto se ben formattati: secondo me l’infiocchettamento è fatto apposta per dare una patina di verità al testo. Non è che tutto quello che si trova sia falso, chiaro: per esempio questa risposta di Gianni Morandi è stata effettivamente scritta, come si può vedere sulla sua pagina Facebook. (Nota a latere: ormai è chiaro che Morandi non c’è, ma ci fa; è il mio Digital Champion). Infine, e credo che questa sia la cosa più importante, la rete permette quasi sempre di sbufalare una bufala, sapendo cercare. Siti come Quora o il network di Stack Exchange sono delle risorse fondamentali, e tutti dovrebbero conoscerle; purtroppo sono solo in inglese perché non c’è la massa critica (spero che almeno la volontà ci sarebbe) per avere qualcosa in italiano, a parte il servizio antibufala di Paolo Attivissimo.

Lo so che è più veloce cliccare su “condividi” (no, qui non sto parlando di Alessandro): ma questo non è saper usare Internet. Fatevene una ragione.

9 comments

  1. Edita il post che sembra profondo rosso. Personalmente preferisco una buona finta citazione come quella qui sopra a tante originali st/////ate.

    • in genere le stronzate originali non vengono rilanciate se non da gente che tanto non seguo

  2. La bella formattazione grafica serve anche per rendere più difficoltosa la ricerca del testo per sapere se è originale.

    • perché secondo te la gggente va a verificare se la citazione è originale?

    • Da quando in qua una grafica migliore rende le cose più difficili? Intendi dire fare una immagine con dentro il testo così che uno non fa cut&paste? Penso che .mau. abbia fatto apposta una immagine dal sito originale (peraltro non identificato).

      • l’immagine è presa da facebook 🙂 o se preferite da qui, ma non so di chi sia la grafica originaria.

  3. Evidentemente non hai mai letto la famosa frase detta da Abraham Lincoln: “Il problema con le citazioni trovate su internet è che spesso sono fasulle, o è difficile valutarne l’autenticità” 🙂

  4. A ben guardare, il fatto che l’abbia detto W.C. non è la parte importante; è più interessante il concetto espresso. Al liceo, ero solito attribuire a Oscar Wilde o Mark Twain le frasi spiritose (?) che decidevo di inserire nei temi. Non ho mai saputo se il prof se le beveva, o se apprezzava la mia faccia tosta…