Premetto che la scelta di parlare di sciocchezzuole dai quotidiani gratuiti di oggi è voluta.
Iniziando da Metro, ho scoperto che in futuro la ricevuta di pagamento delle tasse potrà arrivare sul telefonino via MMS. Qui in Lombardia questa “nuova frontiera” è già attiva. Va bene che più MMS spediscono più Tim è contenta, ma non è che mi sembra una grande idea. Cosa te ne fai dell’MMS, poi? lo salvi sul tuo PC? e allora perché non ti mandano direttamente il file PDF con firma elettronica al tuo indirizzo di posta elettronica? Misteri.
Però City è stato indubbiamente più interessante, e ha contribuito a svegliarmi questa mattina. A parte avere scoperto il Bunnysutra, Swatch con due coniglietti in varie posizioni sessuali; oltre ad avere imparato che il DDT non era stato messo al bando trent’anni fa ma solo oggi (eccetto in Africa, dove hanno stabilito che le zanzare sono più pericolosi che il DDT e quindi hanno ottenuto una deroga); la mia percezione del mondo è completamente cambiata dopo la lettura della sensazionale scoperta di un gruppo di ricercatori della Emory University di Atlanta, Coca-Cola Georgia.
Questi hanno scoperto che se ottieni un premio dopo avere lavorato duramente ti senti più gratificato che se lo ottieni qualunque cosa tu abbia fatto. Il tutto con esperimenti con un videogioco: dovevi premere un pulsante quando vedevi apparire un triangolo (“il triangolo no, non l’avevo considerato”); il primo gruppo avrebbe avuto dei soldi solo se si fosse impegnato, il secondo in ogni caso.
Credo che tutti voi siate d’accordo che c’è comunque una soddisfazione nell’aver fatto bene un lavoro, ma da qui a dire che chi vince alla lotteria non è felice perché non ha fatto fatica mi pare che il salto sia piuttosto grande, no? Eppure questi ricercatori ne sono convinti, forse per la gioia di sapere che il loro duro lavoro porterà loro tanti altri bei fondi…
estate
e vai col blackout!
Il signor Gestore della Rete Elettrica Nazionale ha già messo le mani avanti: l’ultima settimana di luglio e la prima e l’ultima di agosto siamo a rischio di blackout. Solite scuse: alta richiesta perché fa caldo e le industrie lavorano ancora, maggiori consumi di energia elettrica, e così via. Però se gli permettono le deroghe ambientali, allora…
Innanzitutto, per chi non lo sapesse, queste “deroghe ambientali” non equivalgono a “scaricare fumi e scorie”. Significano che l’acqua che serve a raffreddare gli impianti può essere rimessa nei fiumi a una temperatura più elevata. Bene, non venitemi a dire “beh, qual è allora il problema”, soprattutto se qualche anno fa avete imprecato in tutte le lingue da voi conosciute contro la mucillagine in spiaggia, tanto per fare un esempio. Scaldare l’acqua di un fiume o un lago modifica il suo equilibrio in maniera anche irreparabile, ed è per questo che la legge prevede dei limiti rigidi. Solo che così il rendimento della centrale si riduce, perché non può produrre – e quindi riscaldarsi – quanto vorrebbe.
Ma il mio pippone non era questo, mi spiace per chi sperava avessi già finito.
Le scuse dell’anno scorso erano “faceva caldissimo e tutti avevano i condizionatori a palla; e poi c’era la siccità e quindi i bacini idroelettrici erano vuoti; e poi…” Mancavano solo le cavallette. Quest’anno le previsioni danno un’estate nella norma; ci sono state pioggie a sufficienza con temperature abbastanza basse per assicurare il riempimento dei bacini; l’economia va avanti a fatica, altro che il 3% di consumi in più che il nostro Gestore ha ottimisticamente previsto. Il petrolio costa di più, ma quello ce lo troviamo subito in bolletta. Insomma, mi pare tanto una delle solite prese per i fondelli, o un gridare “al lupo” per ottenere non so bene cosa.
Terremoti da poco
Stamattina sento per radio che c’è stata una scossa di terremoto in provincia di Torino, e citano la valle d’Ala di Stura, che è quella sopra Usseglio. D’accordo, non sarà stata chissà che cosa visto che non ne vedo notizia su Repubblica: il fatto che sia in prima pagina sulla Stampa online non significa poi molto. Ad ogni modo, da bravo figliolo quale io sono mi affretto a telefonare alla mi’ mamma per sentire cosa è successo. Le faccio “Hai sentito il terremoto?”, e lei: “quale terremoto, scusa? Ah, sì, forse è per questo che stanotte mi sono svegliata… Allora era un terremoto sussultorio!” In effetti l’ora coincide con quella della scossa. Ma dev’essere una cosa di famiglia, io ho sempre dormito con queste scossette!
antivirus sardo
Barzellette no global
Un mesetto fa, avevo sentito una battuta su una persona che andava a comprare un pacchetto di sigarette e il tabaccaio gliene dava un con la scritta “il fumo può rendere impotenti”; al che glielo restituiva dicendo “non può darmene uno di quelli dove il fumo uccide?”.
Bene, nella newsletter dilbertiana di Scott Adams c’è la stessa situazione, ma rovesciata: il tipo restituisce il pacchetto “il fumo uccide” e ne chiede uno con “il fumo riduce la fertilità”, visto che tanto ha già due figli.
Interessante spaccato delle differenze tra i popoli, altro che razze. Se fossero raffigurate categorie di persone non ci sarebbe nulla di strano, ma così fa pensare…
DocBook e XSLT
Sto cercando di imparare a usare DocBook, il che significa utilizzare gli stylesheet XSLT per modificare l’output come voglio io. Peccato che non riesca assolutamente a trovare un tutorial che spieghi le cose come piacciono a me, tipo “se vuoi inserire un metatag nelle header devi scrivere bla-bla-bla; se vuoi cambiare la resa di un tag, devi scrivere bla-bla-bla;” e tutte queste cosette.
Il massimo che ho imparato tra ieri e oggi è che esiste xsl:import.
Chi mi aiuta?
sempre sulla legge 106/2004
Approfittando della pausa pranzo sono andato un po’ a vedere l’iter della legge in questione. La parte trattata in Senato si può vedere qui; è interessante vedere come la forma originale del decreto era davvero incredibile, con l’obbligo di consegna entro quindici giorni e il regolamento attuativo da farsi in 90 giorni. Inoltre, nella prima stesura non era affatto prevista la possibilità di esonero dell’invio da parte di nessuno.
Può anche essere interessante leggere il DDL 1057, presentato dalla senatrice DS Acciarini, e che è confluito nel DDL 894 che alla fine è diventato appunto legge 106/2004. Ora, chi legge queste mie notiziole sa perfettamente che il mio giudizio sulle conoscenze informatiche dei nostri parlamentari è assolutamente bipartisan :-), ma mi pare che la versione approvata sia in un certo senso migliore. Resta poi il fatto che se la sanzione va da tre a quindici volte il valore commerciale del documento, possiamo usare le mirabolanti proprietà moltiplicative dello zero, e non preoccuparci per nulla.
Chi vuole vedere l’iter alla Camera può partire da qui. Chi poi ama scavare davvero a fondo può andare ad esempio a guardare il DDL 3610 presentato alla Camera il 17 aprile 1997, a firme … Veltroni, Napolitano, Bassanini. Comprenderà probabilmente perché i due DDL del governo e dell’opposizione erano simili: la legge sta girando da sette anni almeno. La maggiore differenza era che si parlava di “documenti multimediali” in genere, e non di “documenti diffusi tramite rete informatica”. Però, se devo essere sincero, non so se fosse meglio una dichiarazione generica che poi “casualmente” poteva essere applicata a chiunque: in questo modo c’è una maggior possibilità che il regolamento attuativo preveda gli esoneri logici – o che affermi che per l’espletamento dell’obbligo basta che io invii l’URL del mio feed RSS, tanto per dire.
Ho infine una simpatica curiosità che probabilmente nessuno potrà togliermi. La legge è stata approvata il 31 marzo, promulgata il 15 aprile, e pubblicata il 27 aprile. Per due settimane dalla pubblicazione non se n’è saputo nulla, poi d’improvviso Repubblica e Corsera si lanciano. Chi è che li ha svegliati?
PS: ho visto solo ora questa lettera di Giovanni Bergamin. Il commento di Beppe (“perché un obbligo borbonico, e non un invito?”) è giusto in teoria, ma preferisco essere pragmatico e limitarmi al risultato finale.