Amore per i croccantini

In questi due giorni, con Anna in Olanda, devo fare il gattositter. Una delle incombenze principali è quello di dare loro la pappa, stando bene attento a non provare a rifilare qualcosa che non sia di loro gusto. Stamattina avevamo ancora del pollo, di cui però si devono essere stufate, tanto che non è stato praticamente toccato e soprattutto Ariel continuava a miagolare insistentemente.
Per avere un po’ di requie, ho pensato bene di dare loro una manciatina di crocchine, che loro trovano fantastiche. Messe sopra il pollo, le hanno costrette a mangiare attentamente separando il grano dal loglio; ma la cosa più divertente è stata l’operazione di Ariel per recuperare la singola crocchina finita nella ciotola dell’acqua. Ha provato a mettere il muso dentro, ma naturalmente non riusciva a prenderla. Allora con una zampina, stando bene attenta a non bagnarsi, è riuscita man mano a spostarla verso il bordo della ciotola, e da lì finalmente tirarla fuori e mangiarsela.

_Les enfants terribles_ (mostra)

Mentre eravamo a Lugano, siamo andati al Museo Cantonale d’Arte a vederci questa mostra, sottotitolo “il linguaggio dell’infanzia nell’arte 1909-2004”.
Se devo essere sincero, non ho ben capito perché siano anche stati esposti disegni di bambini, ancorché nelle collezioni preparate all’uopo da Kandinskij e Gabriele Münter, ma lasciamo stare. Il resto della mostra infatti è davvero interessante, a partire dalla prima opera, un “plagio per anticipazione” di Giovanni Francesco Caroto che nel 1520 (!) ha fatto un Ritratto di fanciullo con disegno. Il fanciullo è inquietante anzichenò, ma la cosa più strana è vedere il disegno che tiene in mano, che è identico a quello che un bambino potrebbe fare oggi.
Per una volta, anche le opere dei contemporanei sono interessanti, per vedere come loro hanno voluto rappresentare gli influssi fanciulleschi. Diciamo che non si sentivano costretti a fare stupire in qualche altro modo?
La mostra si tiene fino al 16 gennaio 2005, orario 10-17 (domenica 10-18, lunedì chiuso, martedì 14-17)

Potevo rimanere offeso!

Ricordate gli sketch della tivù svizzera di Aldo Giovanni e Giacomo, con delle notizie improbabili? Bene, guardando il depliant degli eventi 2005 scopro che dal 28 aprile al primo maggio ci sarà “l’esposizione dei nuovi modelli di vetture in Via Nassa e dintorni”.
D’accordo, Anna dice che il resto sono cose che a Milano il comune se le sogna di fare; è anche vero che avere l’ultima pagina del depliant con una bella pubblicità del centro shopping di via Nassa forse aiuta a comprendere tale “evento”; però…
Per il resto, Lugano è ovviamente piena di banche, ma anche di farmacie. Non ho fotografato il poster “Azione caffetteria”, perché non è colpa loro se il ticinese ha preso il germanismo “azione” come l'”aktion” crucco.
Ah, al Canvetto Luganese (via Simen, che è il proseguimento di via Elvezia) non si mangia affatto male.

il ponte di sant'Ambroeus

Non lo sto facendo, visto che non avevamo nessuna meta che ci interessasse per il momento. Così sono andato in ufficio. Trentatré minuti in auto, una gioia pura.
Penso che stasera la pagherò, perché la gente si è presa ferie oggi ma non se n’è andata in giro. Ma almeno una piccola soddisfazione l’ho avuta.
[ps: il ritorno è stato di 34 minuti, siamo là… pensavo davvero peggio]

sono Sostituto Aiutante Vice Grande Wutki Live 2004!

Cioè sono arrivato quarto nella gara che si è tenuta oggi ai Giochi Sforzeschi, con Ennio Peres nella parte del maestro di cerimonia.
Nel pomeriggio ho perso una posizione nei giochi più “ludici”, e per fortuna che ho avuto un buon rush finale nel “raggruppiamoci e contiamo”. Stamattina i giochi logici li ho risolti tutti, su quelli matematici mi sono arrabattato, mentre i Rebus dell’Avvenire hanno visto una mia prestazione mediocre, due su quattro anche se un terzo avrei potuto risolverlo.
Insomma, poteva andare meglio, ma nella vita occorre accontentarsi.

mercenari? e allora?

Non ho capito l’intervento pesantissimo di Prodi, che ha chiamato “mercenari” – e ha specificato che intendeva il termine in maniera derogatoria – i mille post-co.co.co che Berlusconi ha assunto per la sua campagna elettorale continuativa.
La politica è forse passione, ma è sicuramente anche lavoro. Non si può pensare di fare tutto solo con il volontariato, esattamente come non si può pensare ad esempio che l’assistenza sociale sia fatta solo da volontari. E a questo punto preferisco che ci sia qualcuno che ammetta senza problemi di stare guadagnandoci sopra ufficialmente, rispetto ad altri di cui ci si può chiedere “cosa ci guadagnerà alle nostre spalle”?

Alitalia mi prende per i fondelli

Ieri sera arrivo a Fiumicino relativamente in anticipo. Vado a far la coda al check-in (checché ne dica Cisalpina, il banco dedicato non c’è più, e le macchinette automatiche non funzionano), ma l’impiegata mi dice che è troppo tardi per anticipare al volo delle 18. Chiedo almeno un posto sull’uscita di emergenza, ma mi viene detto “non posso, sono bloccati. Provi magari a farlo cambiare più tardi dentro il terminal”. Obbedientemente entro, vado al banco, e l’impiegata numero due mi dice “ancora niente, provi ad arrivare subito prima dell’imbarco, che è previsto per le 17.50”. Alle 17.48, sempre obbediente, ci riprovo; la risposta è ancora negativa ma c’è anche una spiegazione: “Il volo è poco pieno, e quindi per il bilanciamento non aprono proprio quei posti: però se vuole può spostarcisi dopo il decollo, e tornare al suo posto prima dell’atterraggio” (seeh, su un volo di cinquanta minuti faccio tutto quel casino).
Morale della favola: il volo non è partito alle 18.20 ma trenta minuti dopo, probabilmente hanno cancellato quello delle 18.40, e infatti era strapieno.
Però alle 17:48 non lo sapevano. Altro che just in time.

Capita anche questo

Questa settimana per la mia trasferta romana ho ripreso l’albergo all’Esquilino che usavo alcuni mesi fa. Non è quello che il gruppo Telecom vuole propinarmi, ma costa uguale ed è più comodo per arrivare in stazione Termini; e ci sto anche bene come camera. Parlano tanto male dell’Esquilino, ma non mi è mai capitato nulla. Però…
Ieri sera mentre esco per andare a cena vedo un po’ più di gente del solito nell’atrio, compresi due tipi in giubbotto antirifrangente arancione e decalcomania del 118. Passo senza pensarci più di tanto. Quanto rientro alle 22:40 vedo una macchina della polizia ferma davanti all’albergo, e davanti ad essa un furgoncino bianco con una scritta un po’ rovinata sul portello posteriore: “servizi di polizia mortuaria”. Entro pensandoci un po’ di più.
Stamattina mentre pago il conto chiedo lumi, e mi dicono che un poveretto ieri si è preso un infarto ed è morto.