Spam azionario

Sono alcuni giorni che mi arrivano degli spam senza alcun link interno, indubbiamente generati da un programma abbastanza avanzato – nome e cognome del mittente generati casualmente, qualche frase in fondo per sviare i sistemi bayesiani, spedizione attraverso una ADSL “zombie”, che cercano di convincermi a comprare delle azioni di una società.
Notare tutte le noticine in fondo al messaggio, quelle classiche per gli investitori (“ogni investimento ha una certa dose di rischio, e simili”). La fregatura è che è molto difficile riconoscere automaticamente un simile messaggio, non essendoci appigli: in questo caso la stringa “Happy Hollidays” (sic) aiuterebbe, ma è ovvio che nel prossimo giro di spam cambierebbe. Mah, perlomeno non dovrebbe contenere virus :-|

google semantico

ho appena scoperto che se tra le parole chiave in una ricerca con Google si usa “faq”, vengono anche ritornati i risultati che non hanno “faq”, ma “how to”. A quanto pare Brin e Page stanno cercando di aiutare un po’ troppo l’utonto…

feste di natale

Oggi, essendo ovviamente un giorno praticamente festivo, l’ATM ha pensato bene di applicare l’orario del sabato, il che significa che la metropolitana al mattino è molto meno frequente e nonostante fossi uscito un po’ prima ho preso al volo il bus intercomunale.
Essendo appunto giorno festivo, alla fermata della metropolitana non c’erano nemmeno i soliti abusivi che vendono libri quando c’è il sole e ombrelli quando piove – notare l’attenzione al cliente. Peccato, perché ieri mi si era rotto l’ombrello e quindi contavo di comprarne un altro.
L’unica cosa che non mi torna in tutto questo è che non è che qui in ufficio, o in metro se per questo, non ci sia proprio nessuno… ammetto che tutto è molto più rilassato, ma non certo un mortorio. D’altra parte con il calendario di quest’anno se non si hanno figli non vale nemmeno la pena di prendersi ferie.
(ah, ne approfitto per avvisarvi che dopo l’indigestione di messaggi che scriverò oggi me ne rimarrò tranquillo per un po’. Passeremo qualche giorno in Francia…)

Shrek 2

Visto ieri sera, in qualità di “film natalizio”, assieme ad Anna e – udite udite! – mia mamma, che penso non andasse al cinema da almeno trent’anni. Accadono cose veramente incredibili al giorno d’oggi.
Commento? Beh, era meglio Shrek 1, ed era molto meglio Gli Incredibili. Soprattutto il primo tempo l’ho visto un po’ lentuccio, mentre il secondo aveva finalmente un po’ di azione. La dissacrazione delle favole, direi soprattutto delle loro versioni disneyane, naturalmente continua: la carrozza a forma d’aglio è un must. Continuano anche i riferimenti per la mia generazione, che riconosce tutte le musiche – il tema di Mission Impossible non è malaccio. Anche il Caffè Farbucks non mi è dispiaciuto. Sarà anche pubblicità occulta, occhei, ma è fatta bene.
Però garantisco che se trovo il distributore italiano gli strappo i peli a uno a uno. Ci siamo guardati cinque minuti di titoli di coda per vedere chi aveva doppiato i personaggi in italiano. Abbiamo avuto il bonus della scenetta di coda a metà dei titoli, e questo è bello; ma la schermata con le voci è rimasta circa per sette secondi, rendendo assolutamente impossibile leggere. Non che il sito italiano aiuti.

(forse) Natale

A dire il vero, qui sembra il giorno dei morti. Sta piovendo da stamattina e non ha accennato a smettere, certo che lo spirito natalizio si becca un duro colpo in questo modo.
Per la mia acculturazione, ho scoperto che la parrocchia del Sacro Volto ospita anche la comunità ucraina. Avete presente tutto il casino che è stato fatto tra il Papa e il Patriarca di Mosca per la questione degli uniati? Ecco, ho visto degli uniati, o come sono stati definiti ufficialmente “cattolici di rito bizantino”. Loro il Natale lo festeggiano il 6 gennaio (immagino non perché sia l’Epifania, ma banalmente perché senza la riforma gregoriana la data si è spostata avanti: un po’ come la Rivoluzione d’Ottobre che si festeggiava a novembre, e la cui festa è stata appena soppressa dalla Duma. No, non c’entra un tubo con questa notiziola, ma devo pur sfoggiare la mia cultura, no?). Dicevo che per loro non era ancora Natale, ma stamattina sono venuti lo stesso a fare gli auguri, con tre che hanno cantato un coro almeno a tre voci – secondo me qualcuno riusciva a cantare contemporaneamente due melodie diverse – e la famigliola con bimba che ha recitato la sua poesiola e come tutti i bimbi si è fermata a metà, si è girata a guardare il babbo che la teneva in braccio e gli ha chiesto “se capitasse… cosa?”.
Con la preghiera natalizia finale è stata anche distribuita una pagnottina (pane arabo, ovviamente…), dicendo che Betlemme significa “casa del pane”.

_Esercizi per il Signor Rossi contro l’Impero del Male_ (teatro)

Solo due giorni in cartellone al Piccolo, prezzi non esattamente popolari (22.50 euro, rigorosamente fuori abbonamento) per questo spettacolo che dovrebbe servire a Paolo Rossi come banco di prova per testare il nuovo spettacolo che porterà in giro per l’Italia a partire dal prossimo gennaio.
Che dire? Paolo Rossi mi sembra ingrassato :-) A parte questi dettagli, direi che il materiale era molto disomogeneo. È vero che immagino che nello spettacolo definitivo la struttura cambierà completamente – qui avevamo solo una serie di “esercizi”, scene, con un minimo di legatura tra l’una e l’altra; però non tutto fila liscio, e ci sono battute, come quella di Milano 12 a soli cinque minuti dal centro di Pescara, che hanno almeno quindici anni. Mi è piaciuto molto l’esercizio finale con la coppia tunisina che guarda Bush alla tv, e non posso non menzionare le Brigate Calderoli. Il classico monologo iniziale è invece un po’ debole. Per quanto riguarda la compagnia multietnica, il Teatro di Rianimazione, ho apprezzato gli strumentisti e Kais Boumaiza.
Ultima nota: non ho ben capito cosa significhi “musiche scelte da Franco Battiato”. Però vi garantisco che di Battiato non c’è nulla.

dente di poco giudizio

L’unico dente del giudizio che io posseggo – nessuna ironia, grazie – ha cominciato a spuntare un paio di anni fa, ma ha una lentezza incredibile. In questi giorni mi sa tanto che c’è l’ultimo suo pezzetto che cerca di bucarmi la gengiva. Fastidiosetto anzichenò.

vigilia di Natale

Dicono che non ci sono soldi, e nessuno va a spendere. Può darsi. Però oggi siamo andati all’Esselunga alle 13:30 sperando ci fosse meno gente, ma comunque era tutto strapieno. Ma la cosa peggiore mi è capitata quando Anna mi ha mandato a prendere il numerino alla gastronomia. Avevo il 10. Guardo il display, e c’è scritto 30. Ci penso su un attimo, immagino che sia rotto o chissà che cosa: no, effettivamente avevo ottanta persone davanti a me. D’accordo, diciamo la metà per l’effetto “prendere un numerino costa poco”. Ma sempre quaranta persone, in un reparto che non è esattamente il più economico, in un’ora che dovrebbe essere di morta…
(D’altra parte, durante la lunga attesa abbiamo anche sentito dire all’altoparlante “se c’è un medico in negozio, è pregato di andare al punto informazioni”. Manco fosse E.R.)