Immagini varie

Oggi sono andato all’Avis a donare il sangue, quindi la giornata è stata molto tranquilla e senza fretta. Così stamattina mi è capitato di passare in banca – dovevo versare un assegno, queste cose non si fanno on line – e scoprire che non c’era nessuno. Non solo nessun cliente, che alle 11 del mattino non è una cosa così strana, ma sulle prime non ho nemmeno visto nessun dipendente! Poi ce n’era uno su una postazione nascosta, e in due minuti ho fatto tutto.
L’altra scoperta è stata un “immobile sottoposto a sequestro fiscale”. L’edicola di via Melchiorre Gioia angolo via Galvani aveva i sigilli, o qualcosa che gli assomigliava (a me pareva solo la saracinesca giù). Mi chiedo quali misfatti fiscali riesca a fare un’edicola.

_Io e l’altro – racconti fantastici sul doppio_ (libro)

[copertina]Il tema del doppio è tra i più sfruttati nella letteratura: tanto per dire, Sosia è il personaggio di una commedia greca di Plauto. Con questa antologia (AA.VV., Io e l’altro – racconti fantastici sul doppio, Einaudi tascabili letteratura 2004, p. XIII-360, € 11.50, ISBN 8806170996), Einaudi continua un in filone da loro amato. Oltre naturalmente a limitarsi ai racconti, la scelta dei curatori è andata a mostrare varie definizioni di “doppio” e le diverse scuole nazionali: troviamo racconti di Stevenson, Conrad, Maupassant, Kafka, Gogol’, Borges e altri. Anche la scuola italiana vi è rappresentata in maniera folta. Per i miei gusti personali, la raccolta tende un po’ troppo al gotico e all’800, ma alcuni racconti li ho apprezzati davvero: la favola di Andersen L’ombra – che non racconterei però ai bambini… – e L’angolo prediletto di Henry James. Le note di prefazione alle singole storie sono sempre ottimamente curate.

aria fetida

Dopo le nevicate e il gelo della scorsa settimana, qui a Milano il tempo sembra aver deciso che può dare un’idea di primavera. Ieri e oggi c’è un cielo azzurro, e ieri pomeriggio non ho nemmeno dovuto mettere i guanti e chiudere il giubbotto per tornare a casa.
Peccato che l’aria fosse assolutamente irrespirabile. D’altra parte, leggendo le notizie di ieri scopriamo che in consiglio comunale hanno deciso di tagliare 3 dei 4 milioni di euro che sarebbero stati chiesti per le piste ciclabili. Ma c’è anche il colpevole: l’assessore all’Ambiente Domenico Zampaglione sentenzia infatti che «L’Ue a mio parere non conosce abbastanza le condizioni del bacino del Po, che sono diverse da qualsiasi altra zona d’Europa per la facilità con cui si accumulano gli inquinanti».
Sono d’accordo che vivere a Milano non è una scelta così intelligente, ma almeno avere un minimo di vergogna a dire certe cose?

brevetti software: sconfitta

Per chi ha seguito da queste pagine la saga dell’approvazione di una direttiva UE sui brevetti software (prima parte, seconda parte) e vuole sapere come è andata a finire, la risposta è purtroppo negativa. Non è stata accolta la proposta di spostare il punto dalla classe A (si accetta e basta) alla classe B (si ricomincia a discutere).
Le fonti sono le solite: ffii.org e NoSoftwarePatents. Traducendo un po’ sia dall’inglese che dal loro punto di vista che non è esattamente quello della Commissione :-), si direbbe che tutta la storia è stata un misto di regolamenti e procedure formali. Se qualcuno si fosse alzato a dire “questo punto non è stato messo all’ordine del giorno con almeno 14 giorni di anticipo”, lo si sarebbe dovuto sfilare via. Il ministro danese, nonostante il suo parlamento nazionale avesse approvato una mozione chiedendogli ufficialmente di fare spostare quel punto, non ha protestato più di tanto. Il ministro lussemburghese, presidente di turno, ha fatto tutto un bel discorso dicendo che questa modifica avrebbe creato un pericoloso precedente, e che tanto c’è sempre la possibilità che l’Europarlamento modifichi la direttiva. Quello che non ha aggiunto è che non basta una maggioranza dei votanti, ma ci vuole la maggioranza assoluta degli eletti, vale a dire 367 voti a favore di una modifica. La vedo molto male.

L'Italia per il World Food Programme

Ieri mattina il giornalaio mi ha dato come resto una moneta da due euro che aveva sul verso un’immagine strana. Non era una moneta di qualche altra nazione UE, visto che c’era il logo della Repubblica Italiana (una R maiuscola con in mezzo una I maiuscola che spunta sopra e sotto). Il conio è 2004, e si vede un mappamondo con la scritta “World Food Programme”. Per i curiosi, maggiori informazioni sul sito del WFP.
Insomma, i fondi umanitari si tagliano ma comunque ci facciamo notare.

Le religioni misteriche

[copertina]Un libro sui culti orfici, eleusini, mitriaci e simili di per sé non sarebbe una brutta cosa. Però c’è un problema di base: proprio perché erano “misteri”, non ne sappiamo molto e dobbiamo cavarcela con accenni in opere letterarie, frammenti e magari vasellame. Nulla di strano quindi che questo libro (Marcella Farioli, Le religioni misteriche, Xenia 1998, p. 128, ISBN 88-72-73-285-9, € 6.50) sia smilzo. Però l’approccio non mi è comunque piaciuto, personalmente. Probabilmente sono io che chiedevo troppo, ma tutta questa sfilza di “forse, magari, si direbbe” che mi sono trovato davanti mi ha un po’ deluso. La suddivisione in capitoli sarebbe anche stata utile, se non fosse che la maggior parte dei riti si direbbe frammischiata, e quindi ci sono continui rimandi. Poi mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa sui pitagorici, anche se non erano una religione in senso stretto, e qualcosa in più sulla rinascita rinascimentale di questi culti; credo che il numero di pagine per il libro fosse limitato, e così non c’è neppure un glossarietto finale. Peccato.

Organizzazione di PosteItaliane

Stamattina Anna mi ha chiesto di andare in posta a recuperare la raccomandata che era arrivata qualche giorno fa (per i curiosi, era l’avviso di assemblea condominiale).
Sono arrivato, e mi sono trovato ventitré persone davanti, con uno sportello aperto. Dopo che qualcuno, vedendo che una singola persona era là da dieci minuti a fare non si sa bene cosa, ha minacciato di chiamare il direttore, miracolosamente è apparso un secondo impiegato; ciò non toglie che la mia coda totale sia stata di quaranta minuti.
Ma come sapete io sto attento alle minuzie, e mi chiedo due cose. Innanzitutto, perché sui fogliettini di avviso che lasciano scrivono che ci vuole firma del delegante e documento del delegato, mentre nell’ufficio postale c’è un foglio (mal) stampato che chiede anche un documento del delegante? E mettere almeno un timbro sui foglietti per avvisare?
Poi è vero che oggi le raccomandate hanno tutte il loro bel codice a barre e quindi la consegna viene inserita automaticamente. Però ovviamente le lettere sono ancora nei bei casellari giornalieri, e qui forse si può fare poco. Ma quando sono arrivato io, la tizia si è messa a cercare sulla casella, non ha trovato nulla, e allora si è spostata dall’altra parte dell’ufficio dove vengono messe le buste di formato grande, come appunto la mia. È una cretinata, lo so, ma basterebbe che il postino scrivesse una G sull’avviso e l’impiegato saprebbe subito dove cercare. Mah.

risparmi del 1000%

È il titolo virgolettato di un articolo sulla Stampa di oggi (non metto il link, tanto tra un mese sarebbe inutile…): per la precisione, La burocrazia va on line: «Risparmi del 1000%».
Ora, chiunque può prendere una calcolatrice che abbia il tastino “percento” – persino quella di Windows va bene! e provare a digitare “100 – 1000 % =”. Il risultato è ovviamente meno 900, il che significa che il risparmio sarebbe così favoloso che vengono restituiti dei soldi. Purtroppo non è così: è vero che secondo le stime del ministero il costo totale di una lettera in formato cartaceo da un’amministrazione pubblica a un’altra è maggiore del 1000% (20 euro contro i 2 euro dell’equivalente elettronico), ma non si può semplicemente girare le operazioni e dire che il risparmio è del 1000%, quando in realtà è del 90%.
Ora, chi è che è riuscito a fare un capolavoro del genere? Ho provato a dare un’occhiata al comunicato stampa del ministero, dove non c’è scritto nulla del genere. Potrebbe essere stato l’anonimo titolista della Stampa? Beh, a dire il vero la prima riga dell’articolo – per i posteri, a firma di Giacomo Galeazzi – recita P.a.: dalle lettere alle e-mail con un risparmio del 1000%.. Nessun virgolettato: decidete voi.