Radio America (film)

In un impeto di vita, ieri sera sono andato a vedere l’ultimo film di Robert Altman, addirittura all’ultimo spettacolo. Nonostante i miei dubbi, non solo sono rimasto sveglio fino alla fine ma mi è anche piaciuto.
Il titolo originale del filme è “A Praire Home Companion”, che a noi non dice assolutamente nulla ma negli States ricorda una trasmissione radiofonica (con relativo sito) che trasmette effettivamente da più di trent’anni da Saint Paul, Minnesota, con Garrison Keillor come host e l’accompagnamento musicale della band che vediamo nel film. Nella finzione cinematografica la stazione radiofonica è stata acquistata da un gruppo di New Born Christians texani che ha mandato un tagliatore di teste per chiuderla e buttare giù il teatro per costruire un parcheggio. Il film racconta dell’ultimo show, che dovrà terminare nonostante l’aiuto della morte stessa.
Altman è riuscito a fare una specie di Amarcord. Gli attori dello spettacolo, tranne Lola che è la figlia di una delle cantanti, sono tutti ormai non più giovani, e sembrano essere rimasti chissà come fermati in un passato non meglio definito (anni ’70? difficile a dirsi). Eppure si direbbe quasi che il loro spettacolo sempre uguale è proprio quello che vuole la gente, e non si capisce come mai invece il bieco mondo degli affari non lo comprenda.
Un’ultima cosa: ci sono molte canzoni in lingua originale e sottotitolate, quindi chi non ama le scritte sulla pellicola lasci perdere.

coerenza

Oggi il centrosinistra ha partecipato alla parata militare del 2 giugno e alla controparata pacifista. Non si fanno mancare proprio nulla.

Villa Belgioioso Bonaparte + LESS

Viste le previsioni del tempo che non davano nulla di buono, ce ne siamo rimasti a Milano; per non starcene proprio a casa, abbiamo poi pensato di fare un salto a vedere Villa Belgioioso, riaperta al pubblico da pochissimo tempo e sede del Museo dell’Ottocento.
Arrivati, abbiamo avuto una notizia buona e una cattiva. La buona notizia è che l’ingresso è libero; quella cattiva è che l’orario di apertura è spezzato, con una chiusura tra le 13 e le 14, il che ci ha impedito di visitare il secondo piano. Insomma, questa è una recensione a metà :-)
La villa è davvero molto bella, e il restauro è stato a mio parere fatto molto bene. Le varie sale sono generalmente tematiche, il che è molto utile, ma le didascalie con microfotografia lasciate in un angolo della sala sono molto difficili da leggere, purtroppo. Le opere del primo piano sono complessivamente più interessanti di quelle a pian terreno, anche non considerando Il quarto stato di Pellizza da Volpedo, che garantisco che visto dal vivo fa un effetto completamente diverso – e migliore – di quanto si ha in fotografia.
Mentre eravamo là, siamo passati dal PAC a vedere la mostra LESS – Strategie alternative dell’abitare. Devo dire che mi è piaciuta, forse perché nonostante le proposte fossero chiaramente di ultraavanguardia e non pratiche avevano comunque una certa quale aderenza alla realtà, il che le rende interessanti: almeno si può capire che cosa vuole dire l’artista :-) Avete tempo fino al 18 giugno per andare a vederla.

_Ascanio Celestini – Live_ (teatro)

La stagione teatrale a quanto sembra non è ancora finita, e così, insieme ad Anna, Caterina e Maurizio, ieri sera eravamo al Grassi a vedere questo one-man-show di Ascanio Celestini (più tre strumentisti molto bravi, mi affretto ad aggiungere). Per la prima volta mi è capitato di stare in balconata, per di più laterale, ma bisogna dire che in questo caso non è un grande problema, dato il tipo di spettacolo. Infatti lo show è costruito come una serie di monologhi che all’inizio sembrano scorrelati, ma man mano costruiscono la figura di questo lavoratore di call center che può passare attraverso i muri, ma lo farà solamente per la rivoluzione. A parte l’aspetto di Celestini, con un pizzetto davvero improbabile, lo spettacolo non mi è piaciuto troppo. C’erano dei pezzi molto belli, ma altri mi sembravano costruiti male: probabilmente la scelta di fare delle ripetizioni come in un brano di epica non rende abbastanza in quel contesto. In compenso il pubblico – per una volta molto giovane, a differenza di quanto capita in genere al Grassi – ha apprezzato moltissimo…

Oggi non si fuma…

Almeno se volete seguire la Giornata Mondiale Senza Tabacco (tutte maiuscole, mi raccomando), proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La cosa più strana, almeno dal mio punto di vista, è che la giornata è a tema: quest’anno si parla del ruolo deleterio di cinema e moda per rendere “figo” fumare una sigaretta.
Mi ci vedo le televisioni mandare oggi in sovraimpressione in tutte le scene di film in cui gli attori fumano la scritta “non fate come loro!”…