Ieri verso le 18 ero in viale Tibaldi (per i non milanesi: circonvallazione, lato sud). Una macchina parcheggia, escono alcuni ragazzotti e mi chiedono dove siamo. Ci penso un attimo (no, non per vedere se la risposta “a Milano” fosse quella giusta, ma semplicemente perché non mi ricordo mai i nomi dei viali della circonvallazione) e dico loro “in Tibaldi”. Seconda domanda: “È lontano l’Alcatraz?’ Qui ci perdo ancora un po’ più di tempo, visto che non ci sono mai stato: faccio mente locale e dico “così ad occhio, siete esattamente dalla parte opposta di Milano”, il che in prima approssimazione è abbastanza vero. Bisogna dire che i tipi hanno avuto un senso di orientamento persino peggiore del mio :-)
Da dove vengo? dove vado?
Ho già raccontato delle segnalazioni visive dell’attuale fermata sulla linea 15. Devo dire che in questi giorni – forse a causa dell’umidità – la situazione sta peggiorando: ieri l’indicazione era bloccata in Pezzotti/Cermenate, oggi in Corso Italia/S. Luca. Estrapolando i dati, per giovedì dovrebbe indicare il capolinea di Piazza Fontana, e a questo punto il tram potrà finalmente evitare di partire :-)
“Collègati con il messaggio”
Telecom ha fatto la Riorganizzazione di Gennaio (che, come del resto si temeva, ha riseparato la struttura per la rete fissa da quella della rete mobile, il che è una gioia per quelli che come il mio gruppo stanno lavorando in progetti di convergenza). Nel sito intranet abbiamo una novità: il videomessaggio di Buora. Bene, il testo da cliccare per raggiungere il link è intitolato Collegati con il messaggio del Vice Presidente Esecutivo Carlo Buora.
Tra le notizie del bellissimo videomessaggio, anche l’annuncio della sponsorizzazione della Ferrari e di Luna Rossa, cose che non possono che farci un enormerrimo piacere; bisogna però dare atto a Buora che è finalmente riuscito a completare un suo pallino, e togliere la parola “corporate” dall’organigramma :-)
La sfiga ci vede troppo bene
Due settimane fa moriva Cianci, il PiaGatto.
Oggi veniamo a sapere che Prospero ci ha lasciati anche lui, per una gastroenterite fulminante. Di nuovo, chi non ha a casa un animale non ha idea di come tu ti possa sentire…
(un abbraccione a Paolo, per quello che conta)
La strada di Levi (film)
Sabato sera sono stato trascin… ehm, portato da Anna al cinema a vedere questo documentario di Davide Ferrario con Marco Belpoliti, che parte dal viaggio di ritorno da Auschwitz che Primo Levi descrisse in La tregua e mostra una serie di istantanee su cosa succede oggi in quei luoghi, o se si preferisce nella “nuova Europa”. Vediamo così la marea antirussa in Ucraina, con un cantante in lingua locale che dopo essere stato assassinato è divenuto l’icona dei vecchi cittadini (ma i giovani se ne sbattono allegramente); la Bielorussia, ultima frontiera del comunismo reale, con il “controllore di partito” che alla fine invita la troupe a casa sua a bere un po’ di vodka e le scene fantozziane con le interviste al capo di un kolkhoz; l’emigrazione dalla Moldavia; la Romania, con il vecchio nipote di un immigrato italiano, il rampante produttore vicentino e le operaie che dicevano “si stava meglio quando si stava peggio”; Monaco, con la riunione di un gruppo neonazista.
Un punto di vista sicuramente diverso dal solito, e quindi apprezzabile; evitate solo di vederlo stando nelle prime file, perché l’uso della camera in spalla fa venire il mal di mare :-)
a cosa serve davvero la privacy
Ricordate il video del disabile picchiato? E ricordate magari che un simpatico giudice italiano aveva citato a giudzio Google? Bene. Giovedì scorso Repubblica (cartacea) ha pubblicato un articolo, che il buon Mantellini ha ricopiato per i posteri. Finalmente si sa qual è stata la ragione per il “sequestro dei server” (operazione piuttosto inutile, si sa, ma la Legge è la Legge). Non ci crederete, ma è la legge sulla privacy, che “impone di informare sul trattamento dei dati che riguardano le persone”. Ora, non so come ma ho il sospetto che nel video non fossero indicati chi erano i protagonisti, il che significa che sarebbe stato piuttosto difficile informarli; però a quanto pare la cosa non ha toccato i magistrati. A questo punto avviso tutti coloro che postano foto: eliminatele subito, perché non si sa mai di chi stiate violando la privacy!
Per forza che mi ammalo
Anche senza arrivare ai ventisette gradi odierni di Torino (si sa, il föhn è il föhn) stasera a Milano alle 18:30 avevamo diciassette gradi. Poi uno suda, prende freddo perché il vento per quanto caldo è vento, e un raffreddore-influenzina che stava guarendo non è detto che non riprenda più forte che pria… Speriamo in bene.
Più cognomi per tutti
A quanto pare, la legge sui cognomi che sta faticosamente compiendo il suo iter – al momento è alla Commissione Giustizia del Senato, non chiedetemi la logica di assegnazione: forse perché è una modifica al codice civile? – sta avendo un effetto collaterale piuttosto strano: la gente sta imparando l’operazione matematica di elevamento a potenza. Leggo per ogni dove battutacce sul fatto che dopo cinque generazioni il povero neonato si troverà trentadue cognomi, e mi chiedo se sono delle battute oppure la gente ci crede davvero, senza pensare a cosa succede nei paesi di lingua spagnola che il doppio cognome ce l’hanno da mo’ oppure pensando che il nostro legislatore sia così imbecille da non pensare all’esplosione esponenziale dei cognomi… (no, così imbecille non lo è. Viene espressamente specificato che si potrà passare solo uno dei cognomi dei genitori ai figlio). Ma non è di questo che volevo parlare.
La notizia interessante è quella della Rosi Bindi che sbatte la porta (metaforicamente) perché non è passato un suo emendamento che imponeva di dare ai figli il doppio cognome, in ordine qualunque. La Bindi ha affermato che «Con questa soluzione infatti la parte più debole, quasi sempre la donna, continuerà a subire scelte altrui»: ma il vero risultato che sarebbe capitato, così ad occhio, sarebbe stato che nel caso uno dei genitori non avesse riconosciuto il figlio questi si ritroverebbe necessariamente con un solo cognome o al più con i due cognomi dell’unico genitore, e quindi sarebbe immediatamente riconoscibile come “figlio di NN”. Sono dispiaciuto di questa caduta di stile della ministra.