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La scuola italiana nel XXI secolo

Anna si è candidata come rappresentante dei genitori nella classe di Jacopo ed è stata eletta (oh, c’era anche un’altra candidata!). Il primo passo è ora chiedere ai genitori telefono ed email. Essendo Anna una persona molto più precisa del sottoscritto, il foglietto con la richiesta è scritto in italiano, inglese, spagnolo, arabo e cinese mandarino. (è anche stato specificato che le ulteriori comunicazioni saranno in italiano o inglese). Per fortuna che (a) ho tanti amichetti che mi hanno tradotto il testo nelle varie lingue e (b) non avevamo cingalesi, perché lì sarei rimasto davvero fregato :-)

Ultimo aggiornamento: 2015-10-26 12:01

Brava, Biraghi!

Dovete sapere che i seienni apprezzano da anni il “formaggio triangolo”, che sarebbe il Gran Biraghi tagliato a fette morbide. Non c’è altro formaggio a fette che piaccia loro. Non avevamo molti problemi, perché era in assortimento all’Esselunga: ma man mano è stato difficile e poi impossibile trovarlo, e a una mia mail al servizio clienti mi è stato risposto “no, non è più in assortimento”. (Non era un problema con la Biraghi, altri prodotti continuano a esserci.)

Martedì pomeriggio ho pensato di scrivere alla Biraghi chiedendo se potevano dirmi dove avrei potuto trovare quelle confezioni a Milano. Dopo un rapido scambio di email – mi ero dimenticato di specificare quale prodotto Gran Biraghi mi interessava – mi hanno spedito una tabella con i singoli “punti vendita dove dalle rilevazioni in nostro possesso è presente il prodotto che ha richiesto”; ed effettivamente il Simply di viale Stelvio dove sono andato ieri pomeriggio aveva le fette morbide Gran Biraghi.

Sono ragionevolmente certo che a questo punto i seienni non lo vorranno più mangiare per principio :-), però non posso che apprezzare il servizio clienti Biraghi!

Editori attenti ai lettori

Ho preso in prestito elettronico via MLOL l’ultimo libro di Gabriele Lolli, Numeri. (Molto bello, tra l’altro: a breve la mia recensione). Convertire un testo in epub è una faticaccia, e lo è ancora di più se il testo contiene formule matematiche: ho insomma trovato qualche errorino nella conversione, e ho deciso di provare a scrivere all’editore, Bollati Boringhieri, per segnalarglieli. Ho inviato la mail poco dopo le 13, e prima delle 15 ho avuto risposta (nel merito, non automatica).

Sapete bene che qui sul blog sono spesso incazzoso: per par condicio, mi sembra il minimo segnalare i comportamenti virtuosi. È bello sapere che ci sono editori che sono attenti a quanto viene loro scritto!

Ultimo aggiornamento: 2015-10-07 15:09

Tanti auguri liberi!

[xkcd e Happy Birthday] Ero convinto di avere scritto della storia di Happy Birthday a luglio, quando era uscito questo articolo di Ars Technica, ma non ne trovo traccia: quindi ne parlo oggi, quando ormai la notizia – come la canzone – è di pubblico dominio: un giudice americano ha sentenziato che il copyright sulla canzone non è valido, per la rabbia della Warner/Chappell che a quanto sembra ci guadagnava due milioni di dollari l’anno e l’avrebbe fatto almeno fino al 2030. Poi, si sa, magari il copyright si sarebbe ancora allungato…
Il punto di base è che testo e musica della canzone erano stati pubblicati ben prima che la sedicente autrice Patty Hill chiedesse il copyright nel 1935. La melodia è del 1891 e nasceva come un saluto scolastico tra studenti e insegnante; il testo di “tanti auguri” è di poco posteriore. La cosa più divertente è che tutta la causa legale è nata perché la regista Jennifer Nelson girò un documentario sulla canzone e si vide chiedere 1500 dollari per i diritti d’uso. Nelson dev’essere una rompipalle di prima categoria (amo quella donna a priori) e così dopo aver girato il documentario aprì una causa che è appunto terminata con il giudice che ha affermato che il copyright del 1935 si applica solo all’arrangiamento per pianoforte.

Tutto bene? No. Il brano è nel pubblico dominio solo negli USA: per l’Unione Europea il copyright scadrà solo a fine 2016. Per il momento potete cantare “Perché è un bravo ragazzo”, che è sicuramente nel pubblico dominio.

Morandismo

giannimorandi Se fosse stato qualcun altro a dare quelle risposte, avrei subito pensato a un troll. Ma Gianni Morandi no. Lui è davvero convinto di quello che scrive. (Se non lo fosse sarebbe il miglior attore mondiale) Ed è per questo che c’è tanta gente che lo ama. Non pensavo che il termine “qualunquista” potesse essere declinato in positivo, però Morandi ci è riuscito. E garantisco che per me questo è un complimento!

Ultimo aggiornamento: 2015-04-22 23:03

Michaela Biancofiore e i bias statistici

Dopo tre giorni continuano ad avere eco le affermazioni dell’onorevole Biancofiore, che nell’illuminata trasmissione radiofonica La zanzara avrebbe affermato «Perchè secondo voi queste donne proliferano in Italia e in tutto il mondo? Con chi vanno, con le donne? Almeno per l’iniziazione, tutti gli uomini sono andati con le prostitute, è sempre stato così».

Il problema dell’onorevole Biancofiore è che nella scuola italiana – e finanche in quella sudtirolese, direi – non si insegna normalmente probabilità e statistica. Non ho dubbi che gli uomini che lei conosce siano andati tutti a prostitute: ma è ben noto che le conoscenze di una singola persona sono un campione distorto e quindi non dovrebbero essere prese come base per un’affermazione sull’intera popolazione. Già i sondaggisti sbagliano: figuriamoci questo tipo di generalizzazioni!

Ultimo aggiornamento: 2015-04-10 11:16

Brave PosteItaliane!

Qui da noi in ufficio siamo lettori voraci, e ci capita relativamente spesso di fare ordini da Amazon. Ultimamente l’azienda di Bezos spedisce spesso via Posteitaliane. Non SDA: proprio il caro vecchio postino. Devo dire che in questo periodo le consegne sono molto più veloci di un tempo: lunedì mattina ho fatto un ordine, data di arrivo prevista venerdì, data di arrivo effettiva adesso. Persino la lettera di addebito della carta di credito, che a volte è arrivata a casa dopo che avevo già pagato, stavolta mi è arrivata con due settimane abbondanti di anticipo.

Come sempre, mi pare doveroso segnalare anche le cose positive, e non passare sempre il tempo a lamentarmi :-)

Ultimo aggiornamento: 2014-10-15 10:58

Google e i giornali (tedeschi)

Leggo sul Post (sono andato anche sul blog tedesco di Google, ma ammetto che è stato troppo difficile per me e non mi sono fidato di usare un traduttore automatico) che dalla prossima settimana Google.de non mostrerà più le anteprime delle notizie di vari giornali tedeschi, a partire da Bild. Motivo di tutto questo? Una recente legge tedesca che afferma che titolo e link sono liberamente utilizzabili, mentre per anteprime e ritagli occorre chiedere il permesso e acquisire i diritti dalle società editrici. Google ha detto “Bene: o mi date gratuitamente il diritto, oppure vi scordate che io vi dia dei soldi. Nel secondo caso mi limiterò a mettere titolo e link, come mi è permesso senza dover chiedere nulla”.

Chi ha ragione in tutto questo? Boh. Diciamo che se Google non avesse messo neppure titolo e link alle notizie allora avrebbe sicuramente avuto torto, ma sono stati abbastanza furbi da non farlo. Tra l’altro non so neppure cosa succederà con gli altri motori di ricerca: se per esempio Axel Springer decidesse di permettere a Bing di inserire gli snippet a Bild senza pagare, o pagando una cifra simbolica, Google avrebbe il diritto di ricorrere in tribunale per discriminazione? Vedendo le cose da un altro punto di vista, qual è la quantità di informazione che risulta sufficiente per un lettore, e quindi non lo invita a cliccare effettivamente sul link e andare sul sito del giornale – che a questo punto può guadagnare qualcosa con la pubblicità sul proprio sito? Certo, esistono giornali che ormai non hanno titoli ma click-bait, come raccontavo qualche mese fa: una rapida occhiata a Bild mi ha fatto capire che in Germania non siamo ancora a questo livello ma non si sa mai cosa potrà capitare tra poco. Per quanto mi riguarda, credo che ci sia una bella differenza tra venire a sapere una notizia e leggere un articolo, e non capisco perché io debba fare un clic in più nei molti casi in cui quello che mi importa è solo la prima cosa; ma magari è colpa mia, che voglio tutto e subito. Voi che ne pensate?

Ultimo aggiornamento: 2014-10-03 16:26