Archivi categoria: Uncategorized

<em>Experimenta '06</em> (mostra)

Ieri sono stato a Torino al battesimo di mia nipote Laura. D’accordo, il tempo era forse anche peggiore di quello che avevamo lasciato a Milano, ma lo sapete che quando arrivo nella mia città natia sono disposto a tutto: persino ad andare a vedere Experimenta ’06, l’ormai ventennale mostra sponsorizzata dalla regione Piemonte sulla “scienza portata al volgo”. Il tema di quest’anno è “Intorno al futuro – viaggio nelle tecnologie invisibili”: cose che io dovrei conoscere piuttosto bene, ma che non so spiegare.
Il mio esperto personale di formazione (Anna) mi ha assicurato che la mostra è fatta molto bene, anche se con alcune cadute come ad esempio il primo gioco che si trova appena entrati; lo “Zen Pong”, con una simulazione del famosissimo primo videogame proiettato su un giardino zen e dove si possono usare per muovere la racchetta un manopolone, un volante oppure l’equivalente di un telefono cellulare, è davvero triste. La mia anima di telecomunicazionista è in compenso andata in sollucchero nel vedere un selettore elettromeccanico funzionante: l’analogico continua ad avere un certo fascino. La cosa che mi ha più infastidito però sono state le numerose fanciulle, soprattutto nei primi padiglioni, che continuavano a cercare di convincerti a provare le bellissime cose che si trovavano – ammesso naturalmente che non fossero scassate, ma questo purtroppo capita anche nelle mostre corrispondenti all’estero. Quella che voleva costringermi a tutti i costi a crearmi il blog è stata il massimo: stavo per spiegarle che “ho già dato cinque anni fa, grazie”, ma per fortuna ha desistito. In compenso, ho apprezzato il ragazzo che stava all’interno del modulo della ISS, che è costretto a ripetere le stesse cose ogni dieci minuti.
L’ultima tristezza è stata non avere la possibilità di provare il ponte tibetano sul po, o perlomeno la versione breve dove scopri se ti può venire un attacco di panico quando ti trovi sospeso in una struttura di corde. Era aperto solo tra le 18 e le 20 di sabato e domenica… e per le 16 dovevamo essere al battesimo.

Ultimo aggiornamento: 2006-09-18 16:38

L’assassino dalle calze verdi e altri enigmi matematici (libro)

[copertina]
Un’ennesima raccolta di problemini matematici, che poi a volte sono semplicemente problemi logici. (Ian Stewart, L’assassino dalle calze verdi e altri enigmi matematici [The Mayor of Uglyville’s Dilemma And other mathematical puzzles and enigmas], La Gaja Scienza 806 – Longanesi 2006 [2005], pag. 124, € 9.60, ISBN 88-304-2361-0, trad. Riccardo Cravero). Il formato è ultratascabile, il prezzo forse un po’ alto, anche se bisogna tenere conto che il libro è rilegato. Perché prenderlo, allora? Beh, ad esempio perché è sempre divertente risolvere i problemini, soprattutto quando ci si riesce; poi perché con gli anni lo stile di Ian Stewart si è affinato, e le storielle di contorno sono sempre divertenti. Tra l’altro Riccardo Cravero ha giustamente scelto di tradurre anche molti dei nomi dei personaggi, e nel farlo si deve essere divertito anche lui. Inoltre, anche se alcuni dei problemi sono noti a chi è interessato a queste cose, la maggior parte di loro è nuova, e quindi in effetti c’è materiale per i propri denti. Al limite, poi, potete sempre regalarlo a qualcuno… amico o nemico, fate voi.

Ultimo aggiornamento: 2006-09-15 11:57

Thank you for smoking (film)

È vero che uno potrebbe citare il precedente – e che precedente! di Arancia Meccanica; ma il punto di vista alla base di Thank you for smoking, cioè quello del lobbista a favore dei produttori di sigarette che compie la sua missione “perché tutti noi abbiamo un mutuo da pagare”, è indubbiamente strano, anche perché se uno si mette a guardare bene il film si accorge che tutti i personaggi sono ambigui: dalla giornalista che va a letto con lui pur di avere informazioni private, al senatore che lancia le campagne antifumo solo perché ritiene di guadagnare più voti, al “facilitatore” hollywoodiano che non è interessato a nulla se non al proprio potere. Va a finire che Nick Naylor, che perlomeno ammette senza pudori che cos’è, ne esce ancora bene.
Detto questo, e aggiunto che il film non farà smettere di fumare nessuno, devo dire che non è che il tutto mi abbia convinto molto. Belle battute, soprattutto nel primo tempo, un finale che ho apprezzato, ma per il resto non è che l’abbia trovato un film memorabile; ma perlomeno non mi sono addormentato al cinema.

Ultimo aggiornamento: 2006-09-14 12:27

<em>Off Broadway</em> (mostra)

La mostra al Pac chiuderà il 17 settembre; domenica Anna mi ha chiesto se volevamo andare a vederla e io ho quasi immediatamente accettato, pur immaginando a che cosa sarei andato incontro. Off Broadway è una collettiva di giovani fotografi – che poi tanto giovani non sono, ce n’è uno che ha due anni più di me – dell’agenzia Magnum. Il foglietto esplicativo spiega che la mostra è «una blanda coalizione tra creatori di immagini profondamente individualisti», che io traduco come “da soli non ce la facciamo a farci fare una mostra, magari tutti assieme sì”. È vero che io sono assolutamente refrattario alle foto, se non in casi eccezionali, diciamo uno scatto su venti presentati: quindi non prendete come oro colato questa mia recensione. Però scoprire che Rosso, l’«opera creata site specific per la mostra milanese» (è sempre l’anonimo estensore delle note che lo fa presente) è un’ecografia di un cuore durante un’operazione, pardon, «il cuore pulsante di Off Broadway, organismo che ha preso corpo nelle sale del PAC», mi ha fatto capire che i cinque euro di ingresso che ho speso avrei potuto sfruttarli meglio. Le uniche installazioni che mi sono abbastanza piaciute sono Landscape, una serie di scatti di distruzioni varie – guerra, inondazioni e altre tragedie – e Propaganda, un video con spezzoni ultrarapidi di immagini di politici che serve per costruire un’impressione in chi lo guarda. In tutto, un po’ poco.

Ultimo aggiornamento: 2006-09-12 12:13

Storia della canzone italiana (libro)

[copertina]
La mia edizione di questo libro (Gianni Borgna, Storia della canzone italiana, Oscar Mondadori 20004, pag. 520, € 8.40, ISBN 88-04-42405-2) ha un bollino del prezzo di 16000 lire, che copre il “15000” originale. Questo significa che sono passati sei anni da quando l’ho comprato a quando l’ho finalmente preso in mano – come avrete forse capito, io i libri prima li compro perché mi ispirano, poi con calma mi metto a leggerli – e che in questi anni il suo prezzo non è poi cambiato molto.
Il libro ha una parte storica iniziale che cerca di dare una visione generale sulla canzone italiana dell’800 e della prima metà del secolo scorso, dove si vede l’impostazione “colta” del Borgna, e che è la parte senza dubbio più interessante del libro. Quando però si giunge al secondo dopoguerra e soprattutto agli anni dal 1960 al 1990, dove il libro termina, la musica cambia. Da un lato l’autore tira via molto più velocemente, non saprei dire se per ragioni di spazio o altro; dall’altro cerca di mettere una patina intellettuale ai propri giudizi generalmente tranchant, in positivo o in negativo. Il problema non è tanto il personalismo della sua critica, quanto appunto il modo con cui si pone; ma forse uno se lo sarebbe dovuto aspettare.

Ultimo aggiornamento: 2006-09-07 10:22

_La prova matematica dell’esistenza di Dio_ (libro)

[copertina]
A chi si chiede com’è possibile che un libro di Bollati-Boringhieri costi solo otto euro, rispondo subito che è ipertascabile. Ma quel che è peggio – o forse meglio? – è che il testo vero e proprio del libro (Kurt Gödel, La prova matematica dell’esistenza di Dio, Incipit 3 – Bollati Boringhieri 2006, pag. 123, € 8, ISBN 88-339-1679-0, trad. Edoardo Ballo) è di tre pagine, tutte di formule logiche, e se proprio si vuole esagerare ci si può aggiungere un’altra decina di pagine prese dai suoi quaderni di appunti. Il resto dovrebbero essere spiegazioni su come funziona la prova ontologica che Gödel ha usato per dimostrare l’esistenza di Dio, sulla scia di sant’Anselmo d’Aosta, Cartesio e Leibniz. Il guaio è che qui casca l’asino. La nota introduttiva di Robert Mettihew Adams che accompagna la dimostrazione è per me assolutamente incomprensibile, e non certo per colpa del traduttore. L’introduzione di Lolli risulta chiara ma è principalmente storica; nella postfazione Odifreddi odifreddeggia come al solito con le sue battute antireligiose da cui non si separa mai, ma bisogna dire che dà un’ottima e chiara spiegazione della tesi gödeliana nel caso di un mondo finito; la spiegazione di perché la cosa non funzionerebbe nel caso infinito in compenso mi sembra più che altro un tentativo di intorbidare le acque, non avendo una forte controdeduzione. Molto meglio su quest’ultimo punto il testo di Roberto Magari allegato come ultima parte del libretto (e dove il correttore di bozze si deve essere alla fine arreso, vista la presenza di un paio di refusi). Il logico rivede l’impianto della dimostrazione e conclude che la tesi è solo infinitesimamente più credibile delle ipotesi; insomma, si fa fatica a credere (nel senso religioso) agli assiomi usati da Gödel.

Ultimo aggiornamento: 2016-03-31 20:14

DVD: La Pantera Rosa (Steve Martin)

È chiaro che Steve Martin aveva tanta voglia di riprendere il ruolo che fu di Peter Sellers. Ma tanta davvero. Infatti si è anche scritto la sceneggiatura di questo remake, giusto per non farsi mancare nulla. Il risultato? Piacevole, direi, anche se a mio parere c’è un punto di base. Sellers era un Clouseau solamente imbranato, e i suoi grandi successi arrivavano sempre per puro caso. Martin è un Clouseau indubbiamente imbranato, se non peggio: però ha comunque delle capacità investigative, anche se non ortodosse, come nella scena dell’interrogatorio della vecchia cinese che parla solo la sua lingua. Kevin Kline fa perfettamente la parte del capo della polizia francese Dreyfuss, così come Jean Reno mette la sua faccia in maniera fantastica nella parte del poliziotto-spia messo da Dreyfuss alle calcagna di Clouseau; Beyoncé invece la si può lasciar perdere.
Ho bellamente saltato i contenuti speciali del DVD, che si riducevano a un’intervista al regista; menzione negativa al menu, con una Pantera Rosa resa in 3D che non vale un decimo dell’originale.

Ultimo aggiornamento: 2006-09-02 15:46

lady henderson presenta (DVD)

La probabilità che io non mi addormenti quando la sera ci vediamo un film in DVD è in genere piuttosto bassa: sarà che stare a letto mi concilia il sonno, o magari che uno schermo a 14 pollici non è il massimo della vita. Stavolta però non mi è capitato, il che depone a favore del film.
Lady Henderson Presenta (Mrs Henderson presents), ispirato a una storia vera, racconta di una ricca nobildonna che, rimasta vedova qualche tempo prima della seconda guerra mondiale, decide di comprare un teatro londinese, e darlo in gestione all’impresario Vivien Van Damm. La convivenza tra i due non è certo facile, con lady Henderson che si impiccia di tutto; il massimo si raggiunge quando, per contrastare il calo di spettatori, lei propone di inserire nello spettacolo Tableaux Vivants, un modo educato per dire “fanciulle nude”. E a quel punto inizia la guerra…
Judi Dench e Bob Hoskins sono semplicemente deliziosi nel beccarsi tra di loro, e Stephen Frears riesce a fare una regia mai sopra le righe. Bel film, anche se probabilmente sarebbe meglio vederlo sul grande schermo.

Ultimo aggiornamento: 2006-08-10 11:33