[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
I racconti di O’Keefe sono strani. Non nel senso della vecchia collana SF Weird Tales, ma nel senso che non ci aspetta come può procedere la storia. Questo significa in pratica che o lo si ama o lo si odia: personalmente, a parte un paio di racconti che proprio non ho capito, ho apprezzato parecchio le sue idee. Come al solito, ecco un commento monoriga per i singoli racconti:
▪ Bang: Certamente non con un piagnucolio. 5/5
▪ For whom the troll tolls: Direi “non dare da mangiare ai troll”. 4/5
▪ Davy Jones’ locker: Finalmente risolto il mistero degli armadietti delle scuole americane! 5/5
▪ First person, infinite: la parte più divernente è la frase di chiusura. 3/5
▪ Gravity Hill: ben scritto, ma non mi dice molto. 3/5
▪ The scrub: Tutti abbiamo un superpotere, ma come lo possiamo usare? 5/5
▪ Has this ever happened to you?: parte lento, sembra virare verso l’horror, ma alla fine qualcosa cambia tutto. 4/5
▪ The hands of God: “tecnologia indossabile” portata all’estremo. 4/5
▪ We were beautiful: racconto strano ma toccante. 4/5
▪ The returning: Non l’ho capito. 1/5
▪ Davy Jones’ locker (original version): Secondo me è meglio la versione corta vista in precedenza. 3/5
▪ The great machine; a volte abbiamo bisogno di uno scopo nella vita, altre volte dobbiamo scoprire quel è il nostro scopo. 5/5
▪ The untethered house: altro che la “crooked house” heinleiniana! 5/5
▪ Do-over: speriamo di non devolverci anche noi… 5/5
▪ Polly doesn’t want your cracker: poteva essere costruito meglio. 2/5
▪ Borrowed time: ottima idea e svolgimento molto poetico. 5/5
▪ Star gazing: non andate nella città sbagliata con la gente sbagliata! 5/5
▪ Beacon.308: sembrerebbe hard sf, ma in realtà è molto poetico. 5/5
▪ /-_/_: sarebbe stato molto meglio se non ci fossero stati i commenti che implicano che il lsettore non sappia nulla. 3/5
▪ Small Stories: A Perfectly Absurd Novel: è così assurdo che non ci ho capito un tubo.. 1/5
Rob Roy O’Keefe, 19 Doors, Independently published 2025, pag. 244, € 2,69, ISBN cartaceo 9798288363238 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link qualche centesimo va a me
Voto: 4/5
Ultimo aggiornamento: 2025-08-10 17:59
[Disclaimer: Ho ricevuto una copia per recensione]
Cos’è una dimostrazione? Non è così semplice come sembra a prima vista, nemmeno se ci limitiamo alla matematica. Kucharski fa l’esempio di Weierstrass, che ha costruito funzioni “mostruose” facendo vedere che Cauchy aveva sbagliato le sue dimostrazioni. Ma non è la matematica il tema principale del libro: Kucharski spazia con esempi di tutti i tipi. Abraham Lincoln si mette a studiare da solo Euclide perché ritiene che anche in tribunale bisogna arrivare ad essere certi “al di là di ogni RAGIONEVOLE dubbio” ai fondamenti della statistica. Gosset (quello del test t0Student) e Pearson che sviluppano la statistica dove non si può “dimostrare” un risultato ma si può solo avere una stima di quanto esso sia coerente con l’ipotesi. I tanti esempi sul Covid (Kucharski è stato un consulente scientifico per la gestione della pandemia in UK) mostrano che spesso non abbiamo controfattuali per dimostrare che l’approccio scelto fosse il migliore. Leggendo il libro, potete vedere come la matematica non sia un sistema granitico come potrebbe sembrare a prima vista, ma qualcosa di calato nel mondo.
Da ragazzo non ho mai partecipato alle gare di matematica, ammesso che in Italia se ne facessero. Ne ho fatta qualcuna da adulto, ma sempre senza studiare nulla, come è mia abitudine inveterata. Se però qualcuno fosse interessato a saper risolvere i problemi delle gare di matematica – cosa diversa dall’imparare la matematica: per risolvere i problemi bisogna soprattutto imparare i trucchi del mestiere – questo testo è sicuramente utile. Douglas Faires ha raggruppato per tema i problemi più interessanti delle gare di matematica per gli studenti statunitensi; ma soprattutto ogni capitolo comincia con una spiegazione di cosa il partecipante si potrà aspettare in questi problemi e alcuni esempi di problemi con lo svolgimento immediatamente successivo al testo, per dare l’idea di come approcciarli. Avere per ciascun problema un numero finito di possibilità tra cui scegliere la soluzione serve nelle gare, dove il tempo a disposizione è poco: se uno è più interessato a risolvere i problemi può anche evitare di considerarle. L’unica pecca che vedo è che avere dieci problemi per capitolo sullo stesso tema diventa un po’ noioso verso la fine.
Quando mi capita di trovarne qualcuno in giro, mi piace dare un’occhiata ai libretti divulgativi degli anni ’60 del secolo scorso per vedere come sono cambiate le cose. In genere Progresso Tecnico Editoriale traduceva libri dal russo, il che dà l’ulteriore vantaggio di avere un modello diverso da quello usuale: ma questo volumetto fa parte di una collana di traduzioni da testi americani di autori sconosciuti, generalmente insegnanti nelle high school come appunto