
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
Questo libriccino è pensato come un’introduzione per ragazzi (delle medie, ma forse anche quelli del biennio delle superiori potrebbero trovarlo utile) alla statistica e alla data science più in generale. Ok, “introduzione” è un po’ esagerato, ma quello non sarebbe un problema. Provo a ridirlo in un altro modo: Cremonezi spiega con parole semplici il significato dei termini chiave usati nella data science, elenca in brevi punti qual è il loro uso pratico e perché li si usa, e propone semplici attività per mettere in pratica in un contesto reale quanto scritto. Le spiegazioni sono indubbiamente ben fatte, e secondo me un insegnante potrà trovarle molto utili. Però ho dei dubbi su cosa succede a un ragazzo dopo aver letto il libro. L’analisi dei dati non è affatto semplice, e bisogna lavorarci su molto (e sapere parecchia matematica). Se qualche ragazzo viene attratto dal suo approccio, crede che fare data science sia un gioco da ragazzi, e poi sbatte contro il mondo reale, che gli succederà?
Leo Cremonezi, A Cool Guide to Statistics and Data Science, Independently published 2025, pag. 59, € 13,51, ISBN 978-1-917601-65-8 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link qualche centesimo va a me
Voto: 4/5
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
L’approccio che Scheinerman usa in questo libro per definire i vari tipi di numero è quello che è di moda negli ultimi tempi, e avevo già visto sul testo di Körner, che infatti è citato in bibliografia. L’idea è quella di definire le varie estensioni dei numeri come classi di equivalenza di coppie di quelli precedenti: per esempio la coppia di naturali (a, b) viene associata al numero intero a-b. Ma come sempre in questi casi dobbiamo controllare i dettagli, e qui direi che il testo merita davvero. A differenza di Körner, che comincia assumendo una conoscenza intuitiva dei numeri naturali che poi vengono definiti formalmente più avanti, Scheinerman usa il concetto di corrispondenza biunivoca per definire i naturali, e poi proseguire. Ma soprattutto le note a latere sono secondo me molto illuminanti, e permettono di vedere la creazione dei numeri in modo meno calato dall’alto: tenete anche conto che nella prefazione Scheinerman dice esplicitamente che è più interessato alle definizioni che alle dimostrazioni. E soprattutto la parte finale con gli accenni a estensioni non standard dei reali (IL campo ordinato completo, e già questa definizione, ancorché formalmente standard, fa capire il suo interesse da vero matematico nel vedere come si può andare avanti a partire da quello che parrebbe un punto fermo) merita davvero. Scheinerman mostra non solo i quaternioni ma anche i numeri p-adici e quelli tropicali, di cui non avevo mai sentito parlare…
Nei primi anni 2000 negli Stati Uniti partì una campagna avviata dai fondamentalisti cristiani per osteggiare l’insegnamento dell’evoluzione. La campagna fu subdola: si richiese di affiancare allo studio della *teoria* dell’evoluzione un’altra teoria, quella dell’Intelligent Design (ID, da noi traslitterato in Disegno Intelligente, anziché il più corretto Progetto Intelligente). In pratica, la varietà dell’universo è dovuta al fatto che un Progettista ha preparato tutte le cose perché si sviluppassero man mano così. L’allora venticinquenne Bobby Henderson pensò di contrastare l’ID mostrando che in realtà l’universo era stato progettato – non proprio benissimo, ma d’altronde basta darsi un’occhiata in giro per accorgersene – da un Prodigioso Spaghetto Volante, e scrisse questo libro fornendo le prove scientifiche di tutto questo. In seguito pare che Henderson abbia preso le distanze dalla sua religione, ma come capita spesso (avete mai visto Vita di Brian?) ciò non ha impedito la creazione di una Chiesa Pastafariana.
Ieri sono andato con Anna a vedere 