Archivi categoria: recensioni

La grammatica di Dio (libro)

[copertina] Andando a guardare i voti dati dai lettori all’ultima fatica di Stefano Benni (Stefano Benni, La grammatica di Dio, Feltrinelli 2007, pag. 182, € 14, ISBN 978-88-07-01733-9) quello che stupisce è che c’è una polarizzazione estrema: o il libro è amato alla follia, oppure viene considerato un’emerita schifezza. Secondo me la ragione è abbastanza semplice: questo non è il Benni a cui eravamo stati abituati. Anche se il sottotitolo dice “storie di solitudine e di allegria”, di allegria ce n’è davvero poca, qui dentro, e soprattutto i primi racconti (“Boomerang”, con un cane troppo fedele, e “Mai più solo”, dove si vede come i telefonini possano fare male) sono stati davvero pesanti. Aggiungiamo che verso la metà i racconti mi sono sembrati un po’ troppo triti (anche se scritti bene, Benni è sempre Benni) e ammetto che mi è venuta voglia di lasciarlo lì. Fortunatamente ho proseguito: la seconda parte è davvero scoppiettante, con i racconti “Una soluzione civile” su come preparare una guerra civile purificatrice e “La strega” sui problemi di una strega al giorno d’oggi. In definitiva è assolutamente leggibile, basta non partire dai preconcetti su cosa si vorrebbe trovare.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-20 18:23

ePolis again (quotidiano)

Avevo già parlato di ePolis (o meglio, “e Polis”) quando era uscito. Però in questi mesi, se non ve ne foste accorti, il giornale non è uscito per qualche tempo per mancanza di soldi, salvo ritornare con nuovi finanziatori (Marcello Dell’Utri e Alberto Rigotti), cambiare direttore (dal 2 gennaio Enzo Cirillo ha preso il posto di Gianni Cipriani) e perdersi una sfilza di collaboratori (vedere qua oppure qua, anche se c’è stato chi si era già sfilato).
Stamattina, visto che in panetteria c’erano delle copie del giornale, ne ho presa una per verificare se e cosa era cambiato. Così ad occhio, per il momento relativamente poco. La foliazione mi sembra ridotta – sono 48 pagine, mentre mi pareva fossero 64; sono aumentati i redazionali, che però sono facilmente distinguibili perché usano un font molto diverso; le lettere al giornale sembrano le solite, quindi genericamente qualunquiste se non proprio destrorse; ci sono molti piagnistei perché il papa non ha potuto parlare oggi alla Sapienza, ma in effetti questo non è poi così diverso dal 90% degl’italici quotidiani :-)
Insomma, direi che la prevista rigida svolta a destra è per il momento iniziata in tono molto minore, anche se l’editoriale (sì, su Ratzinger) dà già l’idea di quello che dovrebbe accadere. Ma aspetto quattro o cinque mesi per verificare effettivamente se ho ragione…

Ultimo aggiornamento: 2008-01-17 14:56

Da Berti (ristorante)

Ieri sera sono andato con i miei zii a cenare al Da Berti (mi scuso per la doppia preposizione, ma il locale vuole il “da”). Il posto, come avrete capito se siete andati a cliccare sul link, è un locale storico, che esiste da centoquarantadue anni, ma dal nostro punto di vista aveva il vantaggio competitivo di essere a cinquecento metri da casa mia, il che significava andarci a piedi anche con la pioggerellina.
Le sale (non era esattamente il momento giusto per pranzare nel giardino) sono molto belle, e il servizio ottimo. Però il brasato di manzo con polenta che ci siamo presi non è che fosse chissà cosa, nonostante fosse segnato nelle proposte del giorno. Molto meglio i ravioli – sempre al brasato, ieri sera sono stato monotematico – che l’avevano preceduto, lo dico subito. Non posso dare giudizi sul prezzo, visto che la cena me l’ha offerta mio zio; dal menu mi sembrava sulla media dei posti milanesi.
Giudizio finale: se volete far vedere che conoscete dei posti di classe e non pacchiani, e non siete in caccia di sensazioni speciali per le vostre papille gustative, potete tranquillamente andarci.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-15 11:41

Piccolo trattato di ciclosofia (libro)

[copertina] La “ciclosofia” è naturalmente la filosofia che si fa andando in bicicletta, espressamente come ciclista urbano, anzi parigino nel caso di questo libro (Didier Tronchet, Piccolo trattato di ciclosofia [Petit traité de vélosophie], Net 2004 [2000], pag. 156, € 7.30, ISBN 9788851521844, trad. Lorenzo Bernini). Tronchet ha degli spunti interessanti, soprattutto quando racconta dei suoi giri parigini in bicicletta: però spesso è un po’ troppo filosofico per i miei gusti. È anche vero che il libretto è molto breve, quindi non è che possa fare chissà quali pipponi… insomma, si può leggere il tutto senza stancarsi troppo, ma non aspettatevi il capolavoro.
Già che ci sono, però, vorrei ricordare le mie due leggi della ciclodinamica:
1. Il vento è sempre contro
2. In ogni circuito, la parte in salita è maggiore di quella in discesa.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-11 10:02

_Vita di un creativo_ (libro)

[copertina]Lele Panzeri è un creativo, e ha deciso di scrivere la sua biografia (Lele Panzeri, Vita di un creativo, Lupetti 2006, pag. 519, € 19.50, ISBN 9788883911835).
Il libro non è una biografia come uno si potrebbe aspettare, visto il titolo.
Ci sono i racconti della sua infanzia e dei suoi amori, ma non fanno una biografia.
Ci sono i racconti dei vari lavori che ha fatto nel campo della pubblicità, ma non è nemmeno un manuale su come funzionano le agenzie creative o sulle campagne pubblicitarie.
Ci sono battute sparse a piene mani, ma non è un libro umoristico.
Ci sono tante frasi messe là, alcune lunghe e altre brevi, tutte belle in fila come in questa recensione. Però la recensione non è divertente, ma il libro sì, soprattutto se preso a piccole dosi.
Ma in effetti il creativo è lui, mica io.
E direi che è una fortuna.

Ultimo aggiornamento: 2018-02-25 18:24

Across the Universe (film)

locandinaSpesso si sente dire che i Beatles sono stati la colonna sonora degli anni sessanta. Beh, Julie Taymor ha preso la cosa alla lettera, e ha fatto un film (vedi anche la scheda su IMDB) dove la colonna sonora è formata solo e unicamente da brani dei quattro scarafaggi: trentatré, compresa Flying, in modo che anche Ringo fosse rappresentato. In pratica ha preso le canzoni e ci ha costruito sopra il film come un vestito; si parte dai nomi dei personaggi (Jude, Max che sta per Maxwell, Lucy, Prudence, Sadie…) e si continua con immagini che sicuramente riportano il ricordo dei Quattro: dal bus del Magica Mystery Tour ai Biechi Blu che stanno con Mr. Kite, dal logo della Apple al concerto sul tetto. Il tutto con la presenza di personaggi che sono evidenti omaggi a Janis Joplin e Jimi Hendrix, e con la presenza reale in un cameo di Joe Cocker, Bono e Selma Hayek. Quando dico “costruito sopra”, però, intendo che quando gli attori cantano – dal vivo – i brani, molte scene sono ballate perfettamente a tempo con le parole, con un effetto assolutamente adorabile. La storia raccontata nel film, bisogna ammetterlo, è un po’ debole e ha un po’ di buchi logici, ma io ho praticato senza problemi la suspension of disbelief, e direi che anche il folto pubblico che riempiva l’Arcobaleno la sera di san Silvestro.
Mi resta solo una curiosità: il negozio Psychedelikatessen che si vede in una scena a me fa venire in mente una canzone dei Rutles. Un riferimento doppio carpiato oppure il negozio esisteva davvero negli anni ’60?

Ultimo aggiornamento: 2008-01-05 17:42

_Minima Pedalia_ (libro)

[copertina] È possibile vivere senza usare la macchina? Emilio Rigatti, professore friulano di scuola media e ciclista amico di Altan e Rumiz, ha deciso di sì. Questo libro (Emilio Rigatti, Minima Pedalia, Ediciclo – la biblioteca del ciclista 2004, pag. 254, € 13, ISBN 978-88-88829-02-9) è il resoconto dell’anno scolastico 2002-03, con due libri-nel-libro: la gita pasquale tra Croazia e Slovenia (con la scusa di andare da un dentista fiumano), e la gita scolastica con la sua classe… il tutto fatto in bicicletta e al limite in treno, dopo aver venduto la propria auto. (ma tenendo quella della moglie, non è esattamente un talebano e nell’introduzione spiega che ad esempio per recuperare le damigiane di pinot bianco la bicicletta non è il mezzo più adatto. Se state cercando un libro su come fare il ciclista urbano, avete sbagliato testo: nella bassa friulana c’è ancora una quantità di stradine secondarie che vengono utilizzate amabilmente. Al più potrà esservi utile la sezione finale, con i consigli di vestiario e simili per chi vuole provare l’ebbrezza della bici come mezzo di trasporto. Forse, più che un diario, il libro dovrebbe essere letto come romanzo: va bene che Rigatti insegna lettere, però il testo è spesso troppo barocco, con una sfilza di immagini ed aggettivi che alla lunga risultano almeno a me stucchevoli. Non credo insomma che sarà riuscito ad acquistare nuovi adepti :-)

Ultimo aggiornamento: 2018-02-25 18:00

Filosofia della matematica (libro)

[copertina] La filosofia della matematica è un campo molto infido. Il problema è che spesso i filosofi non sanno di matematica e quindi scrivono cose che vanno per conto loro, e i matematici non sanno nulla di filosofia né vogliono saperne: così quando parlano di filosofia fanno degli strafalcioni incredibili. In questo libro (Gabriele Lolli, Filosofia della matematica, Il Mulino – Saggi 2002, pag. 264, € 19, ISBN 9788815085108) Lolli si propone di dare un resoconto delle principali filosofie della matematica del ventesimo secolo, facendomi scoprire che ce ne sono davvero tante! Per quello che ho capito, abbiamo il nominalismo (non esistono entità astratte, nemmeno in matematica); il realismo (l’opposto: gli enti idealizzati sono idee innate, indipendenti dall’esperienza), e la sua sua variante platonismo (non sono idee, ma esistono davvero); la fenomenologia (quello che riusciamo a fare è categorizzare quello che troviamo con l’esperienza); il naturalismo (la metodologia matematica deve essere valutata dalla matematica, non dalla filosofia o altro); il logicismo (le verità matematiche sono oggettive perché le entità matematiche sono logicamente definite); il formalismo (la matematica è solo un gioco fatto con simboli e formule senza significato); il costruttivismo (la vera matematica è solo quella costruttiva, i teoremi di esistenza non valgono); strutturalismo e deduttivismo (la matematica sono rispettivamente le strutture o i teoremi); fallibilismo ed empirismo (basta con le dimostrazioni, la matematica si fa dal basso!). Come di solito fanno i filosofi, tutte queste correnti, tranne forse il costruttivismo, sono sbertucciate da Lolli; il tutto purtroppo in maniera un po’ troppo complicata per un poveretto come me che di filosofia è sempre stato un asino. Almeno mi sono divertito a leggere le battute che il nostro semina qua e là con aria assolutamente serafica, tipo il fatto che il platonismo è un realismo ontologico matematico che i suoi sostenitori dicono essere la posizione preferita dalla maggioranza dei matematici contemporanei ;-)

Ultimo aggiornamento: 2020-01-05 17:25