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Beatles ’68 (mostra)

[logo mostra] Il commento di Anna dopo che ieri sera abbiamo visto (aggratis, essendo il primo martedì del mese) la mostra è stato “beh, se avessi dovuto pagare mi sarei arrabbiata molto”. Di per sé la capisco: devi essere davvero un beatlesiano convinto per appassionarti ai cimeli presenti nella mostra. Io mi ci sarei fermato un po’ di più, anche se non avrei comunque seguito il curatore Umberto Buttafava che spiegava il tutto; troppa gente intorno, non si capiva nulla di quello che diceva. Tra le copertine di dischi di varie parti del mondo (e di cover pazze) e i manifesti c’era comunque qualcosa di buffo, come la locandina di Onyricon (Wonderwall, il film del 1968 con la colonna sonora scritta da George Harrison il quale era indicato con il carattere grande come quello del regista e maggiore di tutti gli altri, compresi gli attori…), ma non mi è venuta voglia di spendere trenta euro per il catalogo.
Se siete fan sfegatati e state da queste parti, potete fare un salto fino al 14 settembre.

Ultimo aggiornamento: 2008-08-06 12:21

The Oxford Guide to Word Games (libro)

[copertina] Di per sé il voto a questo libro (Tony Augarde, The Oxford Guide to Word Games, Oxford University Press 20032, pag. 304, $22, ISBN 9780198662648) sarebbe anche più alto: in effetti è una guida completa ai giochi di parole di tutti i tipi, dalle freddure ai doublets, che guarda sia il lato storico che quello più propriamente ludico dei vari giochi. Il testo è di per sé molto chiaro, e generalmente le soluzioni ai giochi messi come esempio sono indicate subito dopo i giochi stessi, per evitare che uno si rompa troppo la testa. (a volte purtroppo non ci sono le soluzioni, e uno deve sperare di avere capito come funziona)
Che cosa c’è allora che non va? Molto banalmente, il fatto che il libro sia in inglese :-) Il problema non è tanto che i giochi non siano a noi noti: in fin dei conti, con un nome o con l’altro ce li abbiamo anche noi. Il guaio è che molti dei giochi, e dei relativi esempi, sfruttano la somiglianza della pronuncia di due parole distinte, e comunque capita spesso che si usino termini desueti o comunque non comuni. Io l’inglese lo conosco abbastanza bene, però vi garantisco che certi esempi non sono riuscito a capirli, il che quando si parla di giochi è sempre piuttosto scocciante. State attenti!

Ultimo aggiornamento: 2008-08-05 12:31

Le merlate del Castello Sforzesco

Sfruttando le possibilità che donna Letizia Moratti ha lasciato a chi è rimasto in questi giorni a Milano, stamattina Anna e io siamo andati a fare il “giro delle merlate”, cioè una passeggiata di un’ora e mezzo circa su per le mura del Castello Sforzesco. A luglio e agosto, dal martedì alla domenica, ci sono tre tour: alle 11, alle 15 e alle 16:30. Con cinque euro, senza prenotazione, si arriva e si segue un giovinotto che ci porta su e giù per le mura facendo tutta la storia del Castello e ovviamente del ducato di Milano. Il tipo è bravo, parla anche tranquillamente inglese (avevamo due olandesi nel gruppetto di una decina di persone che ha fatto il giro); insomma secondo me vale la pena, soprattutto se uno a Milano ci vive e vuole un punto di vista un po’ diverso.
Aggiungo – per chi come me di storia dell’arte ne sa pochina – che il Castello come lo vediamo adesso è di cent’anni da: Luca Beltrami, tra il 1890 e il 1900, lo ha infatti restaurato, date le condizioni assolutamente deplorevoli in cui versava con le torri mezze diroccate. Aggiungiamo poi che è stato bombardato nel 1943, tanto che passando sui merli si vedono chiaramente le travi in cemento, e possiamo immaginare il risultato. D’altra parte, Beltrami oltre a rivoluzionare gli spazi del castello pensandolo come contenitore di mostre ha anche recuperato dei progetti leonardeschi come quello dei soffitti, con il gioco delle spinte tenute da una trave verticale; insomma il compendio di storia dell’architettura ce l’abbiamo lo stesso :-)
Qualche foto del castello dall’alto la trovate qua. Nulla di trascendentale, però.

Ultimo aggiornamento: 2008-08-03 20:09

Tantra per due (libro)

[copertina] È stata per me una dura lotta. Ho iniziato a leggere il libro (Elmar e Michaela Zandra, Tantra per due, Oscar Bestsellers Mondadori 2000 [1999], pag. 391, € 8.80, ISBN 88-04-47764-4) quasi due anni fa, e sono arrivato alla fine solamente ora. È vero che ci sono anche tutte le prove pratiche per arrivare a una migliore intesa sessuale di coppia, e io sono sempre stato più che altro un teorico; ma è anche vero che spesso lasciavo per dei mesi il libro a prendere polvere sul comodino, visto che tanto non mi manca mai la roba da leggere e trovavo sempre qualcosa di più interessante. In effetti l’approccio tantrico, con i vari chakra che si dovrebbero aprire armoniosamente e complementarmente, a me personalmente non dice nulla; ma questo non significa molto, perché i concetti di base sono comunque validi indipendentemente dal modo in cui sono esposti, e i vari rituali presentati servono principalmente a cambiare gli schemi mentali di coppia spesso fossilizzatisi negli anni. Alcuni comprtamenti, come l’agency cioè il decidere di fare quello che si immagina voglia l’altro, sono assolutamente reali sotto qualunque punto di vista! Ricordatevi solo però che questo è un libro per la coppia; oltre alle tecniche sessuali vere e proprie ci sono vari questionari a cui rispondere insieme per capire quali sono i punti su cui dover lavorare di più per migliorare la relazione sessuale e di riflesso tutta la relazione di coppia.

Ultimo aggiornamento: 2008-07-28 12:04

Roma 1908: Il congresso internazionale dei matematici (libro)

[copertina](se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va’ su Galileo!)
La matematica è fatta dai matematici. L’affermazione può sembrare lapalissiana, ma non è affatto così: non si può prescindere dalle interazioni tra le persone se si vuole capire come si è sviluppata la materia. Questo era già vero nel Rinascimento, con gli epistolari tra i vari matematici dell’epoca, ma con i secoli è diventato sempre più vero. Ecco cosi che questo libro (Angelo Guerraggio e Pietro Nastasi, Roma 1908: Il congresso internazionale dei matematici, Bollati Boringhieri – Universale n.555, marzo 2008, pag. 215, € 17, ISBN 978-88-339-1866-2) non parla affatto di matematica – non ci troverete una formula che sia una – bensì dei matematici, soprattutto italiani ma anche stranieri, di esattamente cent’anni fa. Nel 1908 Roma ospitò infatti il terzo congresso internazionale dei matematici: un sicuro riconoscimento all’importanza che la scuola italiana era riuscita ad ottenere in soli cinquant’anni, in pratica dalla riunificazione della penisola che casualmente coincise con la creazione a Bologna della cattedra di Geometria Superiore affidata a Luigi Cremona. La parte centrale del libro racconta quindi la preparazione del congresso del 1908, partendo da un’ampia carrellata della situazione della matematica in Italia e nel mondo occidentale; di come sono nati i primi congressi, e delle diatribe tra la scuola francese e quella tedesca, con gli inglesi e gli americani ancora indietro e gli italiani che si facevano largo in campi poco seguiti… un po’ come capita ancora oggi con le Olimpiadi. La parte finale mostra poi come l’unità che nonostante tutto i matematici riuscivano più o meno a mantenere fu del tutto spezzata con la Prima Guerra Mondiale, tanto che il congresso di Bologna del 1928, fortemente voluto da Mussolini, fu ben diverso. In appendice si trovano infine le prolusioni che Volterra, Poincaré e Vailati presentarono al congresso: documenti preziosi per vedere “dal vivo” come la matematica riconosceva sé stessa all’inizio del secolo passato.

Ultimo aggiornamento: 2008-07-24 11:29

Gesù lava più bianco

[copertina] La copertina di questo libro (Bruno Ballardini, Gesù lava più bianco, Minimum Fax – Filigrana n.25, novembre 20063, pag. 204, € 9, ISBN 978-88-7521-114-1) vale già da sola il prezzo d’acquisto. L’idea di base del libro è geniale: Ballardini fa vedere come le tecniche attuali di marketing siano state tutte previste e usate dalla chiesa cattolica, che in duemila anni ha avuto tutto il tempo di affinarle e portarle a vette irraggiungibili da chi cerca di venderti un qualunque prodotto. D’altra parte, come dice il capitolo 2, La politica di prezzo come fattore strategico: “Quanto costa il prodotto?” “È gratis”. (Questo è l’intero capitolo 2, tra l’altro).
La prosa è molto piacevole, a volte fin troppo, nel senso che a volte Ballardini si parla un po’ troppo addosso e incorre in alcuni svarioni; ma il cambio di prospettiva nel vedere le azioni della Chiesa sotto questa luce è davvero utile per tutti, forse anche per i marchettari stessi. Non solo “le azioni”, tra l’altro: se definire il papa “l’amministratore delegato della Società” può fare sorridere, la “prima convention di Nicea” è un’immagine favolosa! Per gente comune come me, avrei preferito qualche spiegazione in più sulle varie prove dell’esistenza di Dio tradotte come “Unique Selling Proposition” e slogan relativo, oltre a un capitolo dedicato alla perdita di quote di mercato della Società a causa delle nuove sett… pardon marche, e soprattutto della concorrenza islamica. Chissà, magari in futuro!
Nota per chi ha letto l’edizione del 2001: in questa nuova edizione, è stato aggiunto un capitolo dedicato agli inizi di papa Benedetto XVI. Credo che in tanti converranno che la strategia del “riposizionamento senza muoversi” sia quanto stia accadendo oggi nella chiesa!

Ultimo aggiornamento: 2008-07-21 18:07

Francis Bacon (mostra)

Speravo di avercela fatta, a perderla. Invece hanno prolungato la mostra a Palazzo Reale a Milano fino al 24 agosto, e così oggi Anna e io siamo andati a vederla, facendo lo slalom tra le seggiole che riempivano piazza del Duomo in attesa dello show di Roberto Bolle ma con il vantaggio che all’interno non c’era poi molta gente.
Premetto: a me Bacon non piace. Se mi capitasse tra le mani un suo quadro, ne sarei felice solo perché potrei venderlo e farmi tanti bei soldini, ma non mi sognerei mai di appendere al muro una riproduzione di una sua opera. Ma qua sto parlando della mostra, e devo dire che è fatta bene. Le informazioni biografiche all’inizio sono complete – insomma non mi è servito a molto compulsare wikipedia in inglese per arrivare preparato; le opere esposte sono parecchie, e non sono affastellate in maniera soffocante (ci soffoca già lui di suo!) Ho solo dei dubbi sulle teche all’inizio dove sono mostrati alcuni “reperti del suo studio”, che mi davano l’idea di qualcuno che avesse rovistato i bidoni dell’immondizia sotto casa. Molto meglio fermarsi nella sala a fianco dove proiettavano sulle pareti diapositive varie dell’interno dello studio.
L’altra cosa molto interessante, anche se per quanto mi riguarda piuttosto lunga – un quarto d’ora è il massimo che io riesca a sopportare – è l’intervista fattagli nel 1985. A mio parere, Bacon ha preso per i fondelli l’intervistatore dall’inizio alla fine; occhei, forse il tasso alcolico del nostro durante le scene al ristorante era piuttosto alto, ma anche la parte girata nel suo studio era di quel tenore. Ma forse proprio per quello le frasi da lui pronunciate, dai paradossi “io sono profondamente ottimista sul nulla” alle dichiarazioni sull’arte “non ha senso fare ritratti somiglianti, tanto vale usare una macchina fotografica o una cinepresa” hanno un certo qual senso.
Commento finale: se volete sapere cos’è l’arte del Novecento, è una mostra da vedere. Se vi piace vedere dei quadri, probabilmente no.

Ultimo aggiornamento: 2008-07-13 18:32

Matematica dilettevole e curiosa (libro)

[copertina] (no, non l’ho letto adesso, ma mi era stata chiesto un giudizio, e allora tanto valeva fare una recensione…)
La ristampa anastatica della quinta edizione di questo libro (Italo Ghersi, Matematica dilettevole e curiosa, Hoepli 19785, pag. 776, € 17, ISBN 978-88-203-0469-0), quella insomma che si può comprare ancora oggi in libreria, ha nella mia copia la data del 1978, ma le prime edizioni sono datate 1913, 1921, 1929 e 1951! Già da questo potete capire come non si parli assolutamente di “giochi matematici” nel senso che si dà oggi al termine, ma si è più vicini ai libri dell’800 (Sam Lloyd e Henry Dudeney sono i primi nomi che mi vengono in mente). L’italianità dell’autore lo porta poi a trattare molto ampiamente la geometria: ricordo che la scuola geometrica italiana a cavallo tra Ottocento e Novecento era di fama internazionale. Troviamo così una serie di costruzioni geometriche e di definizioni di curve che oggigiorno sono sconosciute ai più, e questa parte del libro è molto interessante; d’altra parte, le decine e decine di pagine dedicate ai quadrati magici sono piuttosto stucchevoli, e si possono saltare a piè pari.
In definitiva, l’interesse del libro è più che altro storico, e al limite come manuale di riferimento (magari con una lente d’ingrandimento vicino: i caratteri tipografici sono davvero piccoli!) per qualche curiosità matematica. Certo che se uno è appassionato di giochi matematici, però, questo libro è imprescindibile!

Ultimo aggiornamento: 2008-07-12 17:25