Archivi categoria: recensioni

E se covano i lupi (libro)

[copertina]Seconda favola di Paola Mastrocola, dopo Che animale sei?. In questo libro (Paola Mastrocola, E se covano i lupi, Guanda 2008, pag. 207, € 15, ISBN 9788860884916) Lupo e Anatra sono ormai sposati, e Anatra si mette a covare tre uova… finché Lupo pensa che forse è l’ora di essere meno astratto e si offre per covarle lui, mentre Anatra potrà fare qualcos’altro nelle quattro settimane: le due storie proseguono parallele fino alla schiusa delle uova.
Ho trovato il libro molto bello e tenero, e oltretutto mi ha anche fatto sorridere in parecchi punti, il che fa sempre bene. La Mastrocola è davvero brava, e riesce a tratteggiare situazioni assolutamente reali con una prosa né piatta né melensa. L’unico appunto che mi sento di farle è quello del finale, che mi sembra un po’ un anticlimax: avrei preferito il libro terminasse subito dopo la schiusa delle uova, evitando le ultime pagine che trovo in tono minore. Ma anche con questa pecca minore resta un ottimo libro, che sarà apprezzato sia dai bambini sia da chi bambino non lo è anagraficamente più.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-17 07:00

Gran Torino (film)

[locandina] Secondo me, Anna ha scelto questo film perché ha pensato “magari vede la parola Torino nel titolo e si ringalluzzisce”, anche se sapevo bene che quello è il nome di un’auto e con la mia città originaria c’entra ben poco.
Devo dire però che Gran Torino (qui il sito ufficiale) è un bel film. Ho dei dubbi sull’utilità pratica del pistolotto dove Sue spiega a Walt Kowalski tutte quelle cose sugli Hmong, e non so quanto il gergo usato dalle varie gang nei film sia reale (ma qua bisognerebbe sentire chi vive dalle parti di Detroit e ha visto il film in originale): però l’assunzione di coscienza del vecchio Clint Eastwood, quando si accorge contro la propria volontà che ha più cose in comune con i musi gialli suoi vicini che con i suoi figli e nipoti, è resa proprio bene; anche il finale, pur essendo intuibile, almeno a me ha fatto pensare molto.
Ma la cosa forse più strana di tutta la storia è che non c’è nessun personaggio che sia Wasp. Walt, come si sente dal cognome, è polacco; abbiamo poi gli Hmong orientali, il prete cattolico che è irlandese, il barbiere italiano… L’unico “vero americano” è forse Daisy, il cane di Kowalski. Una sensazione un po’ strana, a dirla tutta.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-15 12:22

Kafka e altri appassionanti giochi per la mente (libro)

[copertina] Me lo sarei dovuto immaginare. Questo libro (Dario De Toffoli e Dario Zaccariotto, KAFKA e altri appassionanti giochi per la mente, RBA Italia 2009 [2007], pag. 317, € 9,99) raccoglie sì giochi di logica, ma di quelli da fare con carta e matita (e probabilmente gomma) per completare uno schema. Non ho nulla contro questo tipo di giochi, ogni tanto faccio anche un sudoku; e devo dire che i due giochi sviluppati dai Darii sono anche carini, oltre che essere entrambi “visuali”: in Kafka si ha un castello e si sa quante altre stanze si possono vedere da ogni punto, perché le porte corrispondenti sono aperte; nei Grattacieli si sa quanti grattacieli si vedono in infilata, perché non sono coperti da altri grattacieli più alti.
Però ritengo che questi sono giochi da rivista, non da libro. Ma come dicevo me lo sarei dovuto aspettare, quindi la colpa è solo mia.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-12 07:00

Le incredibili avventure del Dottor Ecco (libro)

[copertina] Dennis Shasha, l’autore di questo libro della collana Sfide Matematiche, è stato uno dei tenutari della rubrica dei giochi matematici sullo Scientific American: una garanzia, insomma. Questo (Dennis Shasha, Le incredibili avventure del Dottor Ecco [The Puzzling Adventures of Doctor Ecco], RBA Italia 2009 [1988,1998], pag. 204, € 9,99, trad. Angela Iorio) è il suo primo primo libro con protagonista il dottor Jacob Ecco, omnieuristico, e il suo amico e narratore professor Scarlet che, a differenza dello sherlockiano Watson, non è un sempliciotto e collabora attivamente alla risoluzione dei problemi. Gli enigmi presentati sono generalmente di tipo algoritmico – Shasha è professore di Computer Science e collabora con l’IBM – di difficoltà variabile ma mai eccessiva; spesso poi vengono presentati dando un aiutino più o meno chiaro ma comunque esplicito per trovare la migliore via di attacco al problema. Peccato che RBA Italia si sia dimenticata di copiare nell’indice le lettere relative alla difficoltà dei problemi (le ho aggiunte nella pagina del libro su aNobii) e che ci siano alcuni parti in cui la traduzione è stata fatta troppo di fretta: ad esempio, “then again” non significa affatto “allora di nuovo”, e “one-way” non è “a una corsia”! Il libro è comunque consigliabile.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-11 07:00

_Gli snumerati_ (libro)

Forse non è un caso che questo vecchio libro (John Allen Paulos, Gli snumerati [Innumeracy], Leonardo 1990 [1988], pag. 142, trad. Chiara Faglia) non sia più in commercio. Già il sottotitolo (“impariamo a far di conto per fare i conti col mondo”) è un po’ inquietante, ma è proprio il concetto di base che è impervio. Lo snumerato è l’equivalente dell’illetterato, solo che le conoscenze che non ha sono quelle matematico-statistiche. Non stiamo parlando di malattie come la discalculia (l’equivalente della dislessia, se ve lo steste chiedendo) ma proprio dell’incapacità di riuscire a stimare anche solo grossolanamente dei valori; quello che è peggio è che mentre magari qualcuno si vergogna di non essere bravo con le parole e non conoscere i classici della letteratura, è molto più semplice trovare gente che si vanta di essere uno snumerato. Dire che non sarebbe così difficile notare queste cose: nel mio piccolo faccio spesso esempi di “povera matematica” e garantisco che non ci vogliono chissà quali conoscenze per accorgersi degli strafalcioni che si sentono.
I capitoli del libro spaziano su vari temi. Si inizia con la capacità di stimare un valore e riconoscere gli errori almeno di due o tre ordini di grandezza; si continua con gli apparenti paradossi probabilistici, dove il senso comune ci porta fuori strada. Un capitolo è dedicato all’uso della matematica nelle pseudoscienze, in modo che ci possiamo accorgere di come i numeri possano essere usati pre fregarci. Dopo un lungo sfogo sulla povertà dell’insegnamento matematico, si termina portando all’attenzione del lettore i casi di snumeratezza statistica, con un’utile infarinatura su come leggere i sondaggi. L’idea di mettere l’indice di rischio relativo (il logaritmo della probabilità di morire per un certo comportamento, relativo a quanta gente si comporta così) è ad esempio un’idea interessante, anche se rovinerebbe molti titoloni dei media… e forse è per questo che non è mai stata messa in pratica.
Il libro è scritto bene e la lettura è piacevole, con la parte matematica ridotta al minimo; sarebbe proprio una lettura utile per molti… se solo fosse disponibile!

Ultimo aggiornamento: 2014-09-09 10:49

La banda larga di Telecom Italia (libro)

[copertina]Non so quanto siano vere le storie di strani figuri che passavano in libreria a fare incetta delle copie di questo libro (Joe Basilico, La banda larga di Telecom Italia, Città del Sole 2008, pag. 160, € 12, ISBN 9788873512370). Nel mio piccolo posso dire che sono passato più volte nelle librerie Feltrinelli milanesi senza trovarlo, e che Ibs.it afferma che lo può spedire in quattro-cinque settimane: d’accordo che è pubblicato da un piccolo editore calabrese e la Salerno-Reggio Calabria non è il massimo delle autostrade, ma mi pare un po’ troppo tempo.
Ma a parte queste note di colore, com’è il libro? Mah. È indubbiamente stato scritto da qualcuno che in Telecom ci lavora, e lo si vede dalle piccole notizie che non appaiono certo sui giornali. Non posso certo garantire sull’autenticità di tutto quanto scritto, visto che non ho certo visibilità così ampia dell’azienda, ma molte di queste cose sono circolate in azienda, e casi come quello del videotelefono sono tristemente veri. Mi stupisce lo scarso rilievo dato a quisquilie tipo l’alienazione degli immobili aziendali; potrà anche essere vero che tanti dirigenti apprezzino fin troppo le giovani e prosperose dipendenti, ma non credo quello sia il peggiore dei problemi in Telecom, e il battere e ribattere su quei temi fa scadere un libro di denuncia al pettegolezzo, un po’ come anche scegliere una prosa infarcita di accenni storico-letterari potrà sulle prime far sorridere il lettore al pensiero di Napoletone Luciani ma dopo un po’ stufa. Insomma, leggetelo distillandovi le informazioni importanti!
(ah, i conti allegri devono essere proprio una nostra prerogativa: non credo che, come scritto a pagina 20, un euro di capitale di MTP ne muoveva cinque milioni né che 180000 euro più IVA sia lo stipendio annuale di venti impiegati come scritto a pagina 32.)

Ultimo aggiornamento: 2009-03-07 07:00

Quando il 10 cercava di fare goal (libro)

[copertina] Secondo me, questo libretto (Laura Biason, Quando il 10 cercava di fare goal, Kimerik 2008, pag. 48, € 9, ISBN 978-88-6096-223-2) ha un guaio di fondo: non è né carne né pesce. O almeno è così che lo vedo io: ci sono due temi fondamentali, l’arrivo di una nordica a Roma per lavorare e l’osservazione dei romani dal punto di vista di un alieno, che mi sembrano giustapposti e non amalgamati. Il tutto è un peccato, perché la freschezza delle scene – molto bella la spiegazione della modalità tipica del traffico romano – si perde un po’ senza nemmeno l’ausilio del flusso temporalmente scadenzato di un diario vero e proprio. Intendiamoci, la lettura è molto piacevole, e il libro è indubbiamente consigliabile a chi viene catapultato nell’Urbe: credo però che se il packaging delle storie fosse stato più uniforme il risultato finale sarebbe stato migliore. Ma si sa che io pretendo notoriamente tanto.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-05 10:35

L’uomo che fu Giovedì (libro)

[copertina] G. K. Chesterton doveva essere uno di quei tipi sempre pronti a entrare in una discussione e possibilmente a vincerla come bastian contrario: basti pensare a come sia diventato cattolico in un’Inghilterra dove i papisti non venivano certo visti bene. Nella vecchia edizione di questo libro che ho recuperato in biblioteca (G. K. Chesterton, L’uomo che fu Giovedì [The Man Who Was Thursday], Mondadori – I grandi del mistero, 1984, pag. 357, trad. Luciana Crepax e Nicoletta Neri) la seconda parte è dedicata a una selezione di racconti aventi come protagonista Padre Brown… il che fa immediatamente venire a mente a quelli fino alla mia generazione i telefilm con Renato Rascel. Devo però dire che non tutti i racconti con il piccolo prete mi sono piaciuti allo stesso modo; i migliori sono quelli dove l’apparenza viene smontata e rovesciata. In compenso il libro che occupa la prima metà del volume è davvero bello. Le prime due-tre pagine mi facevano temere un polpettone postvittoriano, ma fortunatamente la storia poi si dipana pirotecnicamente, con la riunione di un gruppo anarchico dove ciascuno dei vari personaggi non è colui che sembra e una serie di scene cinematografiche che si dipanano tra Londra e la Francia. Chesterton è bravissimo a dipingere le scene e inserire incisi che sembrano buttati lì ma raddoppiano il piacere della lettura. Spero solo che l’edizione Bompiani sia più curata di quella Mondadori che ho letto io, piena di refusi e con una traduzione in certi punti pesante.

Ultimo aggiornamento: 2009-03-02 07:00