Archivi categoria: recensioni

Beatles for Sale (libro)

[copertina] Biografie dei Beatles ce ne sono tante. Questa (Marco Bonfiglio, Beatles for Sale, Fermento 2005, pag. 409, € 16, ISBN 978-88-89207-28-4) ha la peculiarità di essere sotto forma di romanzo, con Doctor Robert, uno S.T.A.R.R. (Supervisore Tutelare per Artisti Rock’n’Roll, entità eterea inviata sul pianeta Terra per sviluppare la musica) che decide di dedicarsi a quelli che intuiva sarebbero divenuti i musicisti pià grandi di tutti. La storia segue più o meno la biografia ufficiale del quartetto, compresi gli errori fattuali che oramai sono entrati a fare parte del folklore (esempio banale: la targa della Volkswagen nella copertina di Abbey Road non termina con 28IF ma con 281F).
Diciamo che se uno non conosce la storia dei Beatles può valere la pena di leggerlo, almeno come curiosità; altrimenti lo si può tranquillamente tralasciare.

Ultimo aggiornamento: 2010-06-05 07:00

_L’uomo che sapeva troppo_ (libro)

[copertina] Questa biografia di Alan Turing (David Leavitt, L’uomo che sapeva troppo – Alan Turing e l’invenzione del computer [The Man Who Knew Too Much], Codice edizioni 2007 [2006], pag. 247, € 19, ISBN 978-88-7578-069-2, trad. Carolina Sargian) ha un unico pregio: convincere il lettore a comprarsi quella scritta da Andrew Hodges. Turing era omosessuale, e la sua omosessualità è stata la causa del suo suicidio, quindi è chiaro che essa è un tema fondamentale. Ma questo non dovrebbe significare leggere tutta la vita del matematico inglese in chiave omosessuale, a meno che uno non voglia farsi ridere dietro scrivendo ad esempio che “la strategia attuata da Turing di aprire il suo lavoro riassumendo tutte le rivendicazioni degli oppositori prefigura i manifesti per i diritti dei gay degli anni Cinquanta e Sessanta” (pag.189; ma avrei potuto scegliere tanti altri esempi). Aggiungete che Leavitt, a differenza di Hodges, non è un matematico e quindi non riesce a spiegare chiaramente l’Entscheidungproblem oltre a prendersi qualche topica sulla zeta di Riemann, e rincarate la dose con i danni di traduzione ed editing che riescono a scrivere la lista dei numeri naturali invece che quelli primi e a non accorgersi che se stai parlando di cifratura di una frase in inglese non puoi tradurla lasciando identica la frase cifrata, sennò l’esempio non ha alcun senso; come potete capire il risultato finale è che dalla lettura di questo libro non guadagnerete nulla.

Ultimo aggiornamento: 2010-06-03 10:49

The Riddles of the Sphinx (libro)

[copertina] Il mercato librario è qualcosa di incredibile. Questo libro (David J. Bodycombe, The Riddles of the Sphinx, Penguin 2007, pag. 588, ISBN 978-0-14-311275-4) è del 2007 e della Penguin: eppure me lo sono dovuto procurare con Abebooks, cioè pescando tra i remainders. Non ho capito il motivo di un’accoglienza così fredda; l’unico appunto che gli potrei fare è che non è né carne né pesce, perché i capitoli storici sono inframmezzati da capitoli di giochi, scontentando più o meno tutti; da chi come me non osa nemmeno cimentarsi in un cryptic puzzle, cioè nelle parole crociate con definizioni in salsa britannica, a coloro a cui non potrebbe importare di meno sapere che il gioco del 15 non è affatto una creazione di Sam Loyd, come si legge ovunque, e il grande enigmografo statunitense aveva la cattiva abitudine di appropriarsi dei giochi altrui senza citare la fonte. Dal mio punto di vista la parte per così dire storica, con i ritratti dei più importanti “giochisti”, è quella riuscita meglio: faccio però una piacvole eccezione per l’ultimo capitolo, dove viene presentata una pletora di giochi logici giapponesi almeno metà dei quali mi era totalmente sconosciuta.

Ultimo aggiornamento: 2010-05-27 07:00

I milanesi e l’umorismo (libro)

[copertina] La mia biblioteca di zona ha inaugurato una sezione di libri su Milano. Da buon immigrato nella metropoli, ho provato a darci un’occhiata in modo da potere sostenere conversazioni facendo finta di essere autoctono, e ho recuperato, basandomi fondamentalmente sul titolo, questo vecchio libro (Alberto Lorenzi, I milanesi e l’umorismo, Libreria Meravigli editrice 1973, pag. 294).
Peccato che il libro non mantenga le promesse, ma sia più che alto una garbata – e anche un po’ umoristica, d’accordo, ma nulla di più – raccola di aneddoti sui milanesi della prima metà del secolo scorso. Alberto Lorenzi, già direttore della Biblioteca d’Arte del Castello Sforzesco, ha indubbiamente una penna leggera e una prosa piacevole; però avrei appunto preferito che il titolo fosse qualcosa tipo “Milano d’antan – ritratti umoristici e affettuosi”.

Ultimo aggiornamento: 2010-05-19 07:00

Star Trek – Federazione (libro)

[copertina] Se non vado errato, questo libro (Judith e Garfield Reeves-Stevens, Star Trek – Federazione [Federation], Fanucci Economica 69 – 1997 [1994], pag. 507, ISBN 9788834705834, trad. Carlo Borriello) è la versione su carta di una sceneggiatura parallela che ha portato a Star Trek – Generations; e ho come l’impressione che qualcosa del testo faccia parte di uno dei film che avevo visto ai tempi. La storia però qui è molto più ampia, con tre narrazioni parallele a distanza di un secolo l’una dall’altra legate dalla figura di Zefram Cochrane, il primo uomo a viaggiare più veloce della luce… e naturalmente da Kirk e Picard. Io sono un trekkie di seconda scelta, e soprattutto sono molto più esperto della serie originale che della Next Generation; però mi sono trovato a mio agio a leggere la storia, e l’unico appunto che potrei fare agli autori è che non hanno trovato un modo di far risaltare il latin lover che c’è in Kirk. Chiaro che però se non amate lo stile è meglio che lasciate perdere il libro: come space opera farebbe acqua da tutte le parti. Sulla traduzione dovrei stendere un velo pietoso, ma non sarebbe giusto nei confronti dei bravi e onesti traduttori. Passi il “casuale” invece che “causale” ripetuto due volte a pagina 494, che magari è spuntato in redazione; ma i telescopi a vuoto liquido di pagina 37 e il Mozzo Centrale Thorsen di pagina 87 (su, nel 1997 si parlava già di hub aereoportuali…) gridano vendetta al cospetto del dio dei traduttori, chiunque Egli (o Ella) sia.

Ultimo aggiornamento: 2010-05-13 07:00

Il tarlo della lettura (libro)

[copertina] Anobium punctatum è il nome scientifico del tarlo della carta. aNobii è invece il nome di un social network per gli amanti dei libri; non l’unico né il maggiore, ma quello che ha più seguito in Italia. Gli iscritti ad aNobii hanno la loro libreria virtuale dove inserire i libri che hanno letto e le loro reconsioni: questo libro (aNobii, Il tarlo della lettura, Rizzoli 2009, pag. 495, € 18, ISBN 978-88-17-03692-4) raccoglie proprio le recensioni più votate dagli stessi partecipanti dei cento libri più presenti nelle varie librerie. Date queste premesse iperdemocratiche è chiaro che il risultato è troppo diseguale, sia nella scelta delle opere dove prevalgono gli ultimi besteller che nelle recensioni stesse. Per dire, io sono presente nelle schede di tre libri (La compagnia dei Celestini, Se una notte d’inverno un viaggiatore, Il piccolo principe) con recensioni che ho buttato giù in tre minuti anni dopo averli letti, semplicemente perché agli inizi del social network avevo inserito alcuni classici e l’horror vacui mi impediva di non commentare; così le mie recensioni sono apparse tra le prime e hanno continuato a ricevere voti semplicemente perché erano là in bella vista. Nelle varie recensioni insomma si passa dal pregevole al deplorevole. Fortunatamente però la redazione ha scelto altri cento libri tra quelli preferiti dai recensori (nel mio caso, L’elmo di don Chisciotte di Stefano Bartezzaghi) e ha pubblicato anche quelle recensioni; il lettore può insomma scoprire qualcosa di nuovo. Pregevole infine la scelta di riassumere in un SM (160 caratteri) i libri: l’arte della brevità è sempre utile!

Ultimo aggiornamento: 2010-05-04 07:00

Due cuori e un fornello (libro)

[copertina] Premessa: conosco la signorina Fiamma – anche se a dire il vero conosco meglio il Convivente – e abito a trecento metri da casa loro. Premessa due: ho saltato a piè pari tutte le ricette. Diciamo che non sono certo il target dei lettori probabili di questo libro (Ilaria Mazzarotta, Due cuori e un fornello, Kowalski 2010, pag. 255, € 13.00, ISBN 978-88-7496-778-0), dove il cibo e la cucina sono non solo il filo conduttore ma il vero e proprio perno intorno al quale tutto il resto gira. Detto questo, lo stile di scrittura della Mazzarotta è davvero piacevole. Non garantisco l’autenticità di tutto quello che ha raccontato, ma l’ha sicuramente scritto bene, ed è venuta voglia persino a me di mettermi a provare alcuni dei suggerimenti – quelli che non richiedono di entrare in cucina e usarla per preparare qualcosa, claro!
P.S.: la foto in terza di copertina è somigliantissima!

Ultimo aggiornamento: 2010-04-27 07:00

Math Hysteria (libro)

[copertina] La prolificità come autore di Ian Stewart non raggiunge quella di Martin Gardner, ma sicuramente è difficile non imbattersi in un suo libro se si amano le ricreazioni matematiche, anzi i giochi matematici come lui si affretta a ribadire nell’introduzione. Questo libro (Ian Stewart, Math Hysteria, Oxford University Press 2004, pag. 235, Lst. 9,99, ISBN 978-0-19-861336-7) è una raccolta delle rubriche di giochi matematici apparsi sullo Scientific American alla fine degli anni 1990.
Per fortuna stavolta i pessimi giochi di parole di Stewart sono limitati, con il peggio che si trova nel capitolo “Domino Theories”; tra gli altri capitoli, a parte la teoria del Monopoli che vi spiegherà perché non vale troppo la pena di dannarsi per Parco della Vittoria, ho trovato più interessanti gli utlimi capitoli, con un’analisi del numero di persone necessarie per costruire le piramidi, quello che dà i rudimenti per giocare a dots-and-boxes – e non crediate la cosa sia semplice! – e l’analisi della suddivisione di un tesoretto tra un gruppo di pirati che viene portata ben oltre le estreme conseguenze. Come chiosa Stewart, “solo i miti (forse) erediteranno”…

Ultimo aggiornamento: 2010-04-23 07:00