Archivi categoria: recensioni

Mathematics on Vacation (libro)

[copertina] Magari non ci pensavate, ma l’avvento del computer ha rovinato del tutto una serie di ricreazioni matematiche che oggidì non hanno più senso, o meglio non costano più fatica perché è il computer che fa tutto. Possiamo poi chiederci se fosse davvero divertente passare giornate a fare conti a mano per trovare nuovi risultati, ma soprassediamo.
Un corollario è però che libri come questo di Madachy (Joseph S. Madachy, Mathematics on Vacation, Dover Publications 1975 [1966], pag. 251, ISBN 978-0-486-23762-6), stampato originariamente nel 1966 e ristampato dalla Dover nove anni dopo, sono ormai introvabili se non frugando virtualmente tra i distributori di libri usati. La cosa è piuttosto spiacevole; è vero che intere sezioni, come quelle sulle disposizioni scacchistiche, sui quadrati magici e sui primi di Mersenne, sono talmente datate da essere inutili; ma è anche vero che all’interno del testo si trovano simpatiche perle, come le operazioni geometriche in stile origami e le costruzioni di figure come inviluppi di corde di un cerchio. Anche gli amanti dei problemi troveranno pane per i loro denti; in definitiva, sfrondato della parte obsoleta, il libro può dare notevoli spunti agli amanti dei giochi matematici, proprio perché i temi che vi si trovano sono diversi dai soliti.

Ultimo aggiornamento: 2011-07-09 07:00

_Il meraviglioso mondo dei numeri_ (libro)

[copertina] Alex Bellos è un giornalista del britannico Guardian, ma ha una laurea in matematica e informatica, almeno secondo quanto afferma lui stesso in questo libro (Alex Bellos, Il meraviglioso mondo dei numeri [Alex’s Adventure in Numberland], Einaudi “Stile libero” 2011 [2010], pag. 580, € 20, ISBN 978-88-06-19589-2, trad. Giuliana Lupi). L’idea di base del libro è così quella di parlare di matematica come se si dovesse fare un report giornalistico. Indubbiamente, anche se il materiale è lo stesso che si trova in altri libri divulgativi, la presentazione è sicuramente diversa: la cosa può risultare interessante non solo per il lettore casuale che di queste cose non ne sa molto ma anche per chi i fondamenti li conosce e può vedere connessioni nuove.
Tutto bene, insomma? No. Da un lato – almeno per quanto mi riguarda – lo stile giornalistico all’inglese stufa. I vari capitoli, dallo zero in poi, partono sempre con il parlare di una persona che viene intervistata da Bello e in un certo senso fa da collante sul tema del capitolo; dopo un po’ uno si scoccia anche. La seconda cosa che non mi è piaciuta è il gruppo di svarioni matematici – e qui la colpa è spesso dell’autore, sono andato a verificare il testo originale – e di traduzione che ho trovato. Ci sono alcuni punti in cui non si riesce a capire di che si stia parlando: in un libro che dovrebbe fare amare la matematica a chi l’ha sempre odiata la cosa è assolutamente perniciosa. In definitiva posso dare la sufficienza, ma non allinearmi a chi inneggia all’opera miracolosa.

Ultimo aggiornamento: 2018-07-15 19:46

_Caro Papa, ti scrivo_ (libro)

[copertina] Come argutamente commenta Amedeo Balbi, a volte sembra che Piergiorgio Odifreddi scriva i suoi libri anticattolici per avere la facoltà di pubblicare anche quelli matematici. In effetti non ho ancora avuto il tempo di leggere Più spazio per tutti, ma mi è capitata questa sua ultima fatica (Piergiorgio Odifreddi, Caro Papa, ti scrivo, Mondadori “Strade blu” 2011, pag. 196, € 17,50, ISBN 978-88-04-61007-6), visto che sono stato invitato alla presentazione ad usum blogger. Odifreddi ha affermato che questo suo libro è stato scritto non per gli atei o gli agnostici, ma per i credenti, con il dichiarato intento di convincerli a cambiare campo; in effetti la sua foto in copertina con la camicia bianca e lo sguardo leggermente verso l’alto fa chiaramente capire il suo posizionamento al riguardo.
È ovvio che scrivere al Papa prendendo un suo testo e controbattendolo punto per punto significa darsi un vantaggio competitivo, visto che si possono scegliere i controesempi preferiti senza che l’avversario possa controbattere – a meno che uno non pensi che Ratzinger si metta a replicare; ma questo non è un problema. In fin dei conti spesso si conoscono le cose da un singolo punto di vista; è sempre bello vederle da un punto di vista totalmente opposto, e almeno per quanto mi riguarda la cosa è utile.
Il problema che io – ma non solo io, a giudicare dalle domande fatte durante la presentazione – ho è banalmente metodologico: proprio come non è che un teologo possa parlare di scienza usando le categorie teologiche o filosofiche – e qui do ragione a Odifreddi – non è che uno scienziato possa parlare di metafisica o teologia usando le categorie scientifiche. Odifreddi inizia affermando questa ovvietà, ma in pratica se ne dimentica spesso. La mia sensazione è che il testo non cambierà le credenze di nessuno; poi è ben noto che le mie previsioni sono sempre errate!

Ultimo aggiornamento: 2016-01-18 07:08

Poesia dell’universo (libro)

[copertina] L’appunto principale che mi sento di fare a questo libro (Robert Osserman, Poesia dell’universo [Poetry of the Universe], Longanesi 2010 [1995, 1996], pag. 205, € 17, ISBN 978-88-304-2772-3, trad. Libero Sosio) è che il titolo è assolutamente fuorviante. Sì, è lo stesso dell’edizione originale, e il motivo è spiegato nella quarta di copertina: secondo Osserman la matematica che serve per spiegare la fisica è spesso bella di suo e quindi poetica. Io non sono d’accordo con l’affermazione, ma il libro è davvero bello: solo che avrei preferito fosse intitolato come il sottotitolo, L’esplorazione matematica del cosmo. L’opera tratta proprio di questo tema, e lo fa con un percorso poco standard visto che parte dalla cartografia terrestre, il che ha senso perché è un ottimo modo per spiegare con un’analogia come si può rappresentare un’ipersfera nello spazio quadridimensionale. Forse la parte finale è un po’ datata (il testo originale è del 1995), ma in ogni caso il libro merita la lettura. In un paio di punti anche il grande Libero Sosio ha dormicchiato durante la traduzione, che nel complesso è però come sempre ottima.

Ultimo aggiornamento: 2011-06-29 07:00

Sedia a sdraio (libro)

[copertina] A cosa serve una sedia a sdraio? A starsene immobili a prendere il sole in spiaggia. Il guaio è che se il corpo è immobile la mente spesso si mette a vagare. Cosa si può farle fare, tenendo conto che siamo in estate e in vacanza e quindi il corpo pretende riposo? Stefano Bartezzaghi ha pensato di mettere nero su bianco tante proposte in questo suo ultimo libretto (Stefano Bartezzaghi, Sedia a sdraio, Salani 2011, pag. 96, € 9,90). Alcuni dei giochi proposti hanno un nome che vi farà venire sicuramente in mente qualcosa di diverso, dal ping pong al gioco dell’oca a Space Invaders: ma garantisco che sono tutti giocabili senza muovere un muscolo – e quindi evidentemente da soli – con l’unica eccezione del Gratta e Vinci dove ci si concede il lusso di muovere un singolo alluce. E se non si ama la sedia a sdraio? Beh, c’è un appendice intitolata “giochi in poltrona” :-)
I capitoletti del libro sono impreziositi dai disegni di Giulia Orecchia. Il testo è assolutamente leggero, non solo come grammatura ma anche come stile, l’ideale per le vacanze; se mi è concesso esternare una sensazione, mi ha ricordato qualcuno dei libretti di Giampaolo Dossena… stessa levità :-)

Ultimo aggiornamento: 2011-06-25 07:00

Voci di corridoio (ebook)

[copertina] Se qualcuno pensa che “fare un ebook” significhi semplicemente recuperare un po’ di materiale e metterlo tutto insieme, bisogna dire che è un inguaribile ottimista. Avere il materiale è condizione necessaria, ma non certo sufficiente: bisogna innanzitutto verificare se ha un senso, e poi organizzarlo nella maniera corretta.
Tutto questo è stato fatto da Peppe Liberti, che ha convinto un po’ di loschi figuri che nella vita reale fanno gli insegnanti ma in quella seria portano avanti un blog a scegliere alcuni loro post più esemplificativi della vita di professore in modo da fare una raccolta sicuramente più personale di quanto possa essere letta da un articolo di giornale, o anche solo raccontata dai figli adolescenti – che per definizione non raccontano mai nulla di quanto fanno davvero a scuola. Inoltre, come lo Scorfano racconta nell’introduzione,

è un modo possibile, per chi a scuola non ci mette più piede da tanti anni, per capire che nel frattempo le cose sono molto cambiate e che chi parla di scuola oggi sta spesso parlando della scuola di trenta o di quindici anni fa: quella che conobbe lui, appunto, e che ora non è più.

I punti di vista e gli stili di scrittura sono quanto di più diverso si possa immaginare – ah, c’è anche un infiltrato con i suoi ricordi di quando era dall’altra parte della cattedra… – e forse avevate già letto qualche capitolo nella versione originale sui vari blog; però il risultato finale è comunque assai piacevole.

Ultimo aggiornamento: 2011-06-23 10:48

Matematici, spie e pirati informatici (libro)

[copertina] Secondo volume della collana Mondo Matematico, questo testo (Joan Gómez Urgellés, Matematici, spie e pirati informatici – Decodifica e crittografia, RBA Italia “Mondo matematico – 2” 2011 [2010], pag. 142, € 9,99; trad. Paola Rimassa) mi pare molto migliore del precedente. D’accordo, ho dei grossi dubbi sulla traduzione – ma la traduttrice veniva pagata a numero di virgole nel testo, che ce ne sono non solo di inutili ma anche di dannose? – piuttosto pesante e con svarioni tipo “i primi quattro ACCORDI della Quinta di Beethoven corrispondono alla lettera V in alfabeto Morse”; però la trattazione è fatta bene, senza entrare troppo nelle complessità matematiche ma comunque non tralasciandole e con una trattazione storica più ampia di quanto si legga di solito in opere corrispondenti. Insomma direi che è stata una piacevole lettura; chi non ama le trattazioni matematiche (ma allora perché mai ha preso in mano questo libro?) potrà divertirsi con gli aneddoti narrati e stupirsi dell’esistenza di un computer quantistico, anche se non capirà come funziona :-)

Ultimo aggiornamento: 2011-06-18 07:00

Ciclopedia (libro)

[copertina] Si fa presto a dire bicicletta. Detto in altro modo, se siete di quelli che pensano che tutte le biciclette siano più o meno la stessa cosa – fondamentalmente qualcosa che può andare bene per fare un giretto ai giardinetti, ma che rompono solo le scatole in città – questo libro (Michael Embacher, Ciclopedia – icone e design della bicicletta [Cyclepedia: A Tour of Iconic Bicycle Designs], L’Ippocampo 2011 [2011], pag. 224, € 25, ISBN 978-88-96968-32-1, trad. Fabio Zucchella) vi stupirà. Ho visto biciclette di tutti i tipi e marche, da una BMW a una Bridgestone, dalle bici pieghevoli a un triciclo, da una bici di plastica a una in magnesio – non accendetevi una sigaretta vicino, da una bici con la gomma posteriore chiodata (!) a una a trazione integrale (!!), dalla bicicletta che sta in una valigia quando piegata, valigia che poi viene portata come rimorchio alla bicicletta a forma di valigia. Insomma un secolo di biciclette, tutte dalla collezione di Embacher che comprende esemplari da tutto il mondo; per ciascuna bicicletta c’è un paragrafo di storia e varie foto, dalla vista d’insieme ai particolari più importanti. Bello il design del libro, con sul fianco della pagina il tipo di uso della bicicletta raffigurata; peccato per la traduzione che non mi è sempre sembrata così chiara e scorrevole e per la rilegatura (made in China, per la cronaca) che vale davvero poco.

Ultimo aggiornamento: 2011-06-15 07:00