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Sorpasso in retromarcia?

Nota: questo era nato come una risposta al commento di Antonella, ma era un po’ troppo fuori tema per una notiziola sulla Giornata del Gatto.
Non sono riuscito a verificare il numero di voti ricevuti dai vari partiti e vedere se il PdL in Sardegna ha fatto un sorpasso in retromarcia come in Abruzzo. Tra l’altro, come potete vedere, in Sardegna non hanno ancora terminato lo spoglio delle schede delle elezioni 2004 :-) Confrontando i risultati 2004 con quelli 2009, e limitandoci alle percentuali di voto, mi sembra però di poter dire che l’incremento della destra c’è stato eccome. È vero che rispetto ai dati sardi per la Camera 2008 alla coalizione vincente mancano 116000 voti (no, un po’ di meno perché manca ancora quasi il 10% delle sezioni mentre sto facendo i conti); ma a quella perdente mancano 180000 voti (sempre con la stessa nota).
Se pensate che in questo momento un qualunque governo al potere sarebbe oggettivamente in difficoltà, e quindi i suoi elettori possono aver più voglia di stare a casa, mi sa che si possa parlare di disfatta del centro(sinistra), ma anche di vittoria per il (centro)destra. Io non sono un politologo né un politico, e non saprei nemmeno da dove iniziare per farmi seguire dalle masse; però mi sembra ovvio che i possibili elettori di sinistra e di centrosinistra sono così sfavati che occorre avere un programma davvero tosto per riuscire a smuoverli. E mancano solo quattro anni alle prossime politiche

Ultimo aggiornamento: 2009-02-18 14:24

Repubblica Bolscevica d’Italia

Lo si è capito: Berlusconi sta invecchiando – anche se lui vivrà fino a 120 anni – e sta pensando al suo futuro: quindi la Costituzione s’ha da rifare tutta come piace a lui.
Anche sabato ha reiterato la dose, spiegando che la Costituzione è «una legge fatta molti anni fa sotto l’influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello». Le stesse parole sono riportate dal Giornale, posso immaginare che sia proprio quello che ha detto. Poi si può immaginare che domenica ha detto di essere stato frainteso: ormai lo conosciamo tutti, le cose che escono dal cuore sono sempre le prime.
Cosa possiamo evincere da questa semplice frase? Un sacco di cose. Innanzitutto, il nostro PresConsMin è un integralista. Io non riuscirei a dire che per definizione tutto quello scritto nella costituzione sovietica (non “russa”) sia sbagliato a priori. Chessò, l’articolo 21 dice che “I membri del parlamento rappresentano la nazione tutta. Non devono seguire altro che la loro coscienza e non sono legati a vincoli esterni”… ehm, forse ho fatto l’esempio sbagliato. Proviamo con l’articolo 14: “le leggi federali sono messe in esecuzione dalle autorità statali, a meno che esse non definiscano altrimenti”. Converrete che non c’è nulla di male. Ecco, per Lui invece sì. Non ci può essere nulla di buono: d’altra parte noi italiani siamo esperti e possiamo anche lavorare autarchicamente, vedi Lorenzago.
In secondo luogo, il nostro PresConsMin (forse) non sa oppure (con maggiore probabilità) fa finta di non sapere che dei 556 Costituenti i comunisti erano 104. I 115 socialisti erano divisi sulla vicinanza all’URSS, tanto che subito dopo ci fu la scissione di Saragat. Insomma, una minoranza nemmeno troppo ampia, che avrebbe intortato a tal punto Einaudi, La Pira, De Gasperi per far sì che uscisse fuori una costituzione in stile sovietico? Dai, di battute ce ne hai fatte di migliori. Sfòrzati un po’.
Ciò detto, non è che tutto questo sia poi così importante: è comodo per fare le battutine, ma porta lontano dal vero problema dell’esternazione del PresConsMin: che cioè sia naturale che Lui (con i suoi yesmen, ma fondamentalmente Lui) possa per grazia di Dio e volontà della Nazione riscrivere la Costituzione, esattamente come le linee guida aziendali che da noi si rifanno daccapo più o meno ogni anno o due.
Intendiamoci: non sono della scuola che dice che la Costituzione sia intoccabile, anche se con gli anni ho capito che entrambe le Grandi Modifiche votate con referendum (uno passato, l’altro no) sono state più che altro una iattura. Il mio è un approccio matematico: la Costituzione è l’insieme degli assiomi da cui poi discendono le leggi, e scrivere articoli come il 117 è molto peggio che infilare il postulato delle parallele nella geometria euclidea. Se insomma la si dovesse riscrivere potrei anche accettare la cosa in linea di principio. Però su un principio credo non si possa transigere: la Costituzione non è una semplice legge a maggioranza. La Costituente del 1946 è stata eletta col proporzionale, ed è giusto ne facessero parte i trenta qualunquisti, i sedici monarchici e finanche il rappresentante del Partito dei Contadini (!), perché quello che serviva era il concorso delle idee di tutti. Anche dei bolscevichi, sì. L’altra cosa che poi occorre è la volontà di fare un lavoro lontano dagli interessi di parte e pensato al futuro, come è stato fatto nel 1946. Ci sono stati tanti compromessi, molte cose sono state demandate a un tempo più o meno futuro (presente l’articolo 40? credo che fino al 1970 non ci sia stata una legge che regolamentasse il diritto allo sciopero, pur previsto dalla Costituzione), ma l’impianto c’era. Ora no: per Berlusconi bisogna fare tutto subito, senza nessuno che rompa i marroni, e naturalmente secondo i Suoi dettami. Solo che magari tra una quindicina d’anni Silvio non ci sarà più, ma la Costituzione resta; ed è di quello che mi preoccupo.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-09 07:00

Demagoghi sono gli altri?

Vi ricordate dell’ineffabile Gianpiero D’Alia? Su, ne ho scritto solo ieri. È il senatore UDC che ha fatto aggiungere al decreto sicurezza l’articolo “antifacebook”.
Bene, leggo da Quintarelli via un commento da Mantellini che D’Alia avrebbe votato contro il decreto e si sarebbe “dissociato”. Cito verbatim:
Con amarezza e profondo rammarico, il sen. D’Alia (UDC-SVP-Aut) ha dichiarato voto contrario al provvedimento che, pur apprezzabile in molte parti, è frutto di un modo caotico di legiferare ispirato spesso a finalità propagandistiche e dimostra il ruolo egemone della Lega Nord all’interno del Governo. Se convicono le misure di contrasto alla criminalità mafiosa, di inasprimento del regime di cui all’articolo 41-bis dell’Ordinamento penitenziario, di prevenzione nei riguardi dell’associazionismo contiguo al terrorismo e di contrasto all’uso distorto e criminogeno di alcuni social network su internet, forte contrarietà suscitano invece le misure demagogiche sull’uso dei militari, il modo disarmonico ed irrazionale con cui è stato ampliato il novero dei reati per cui è prevista la detenzione preventiva obbligatoria in carcere, l’inutile e crudele istituzione del reato di immigrazione clandestina che intaserà gli uffici giudiziari.
Insomma, l’uso dei militari è demagogico, mentre permettere di censurare senza entrare nel merito (ripeto quanto ho scritto ieri: non c’è scritto, proprio perché non è necessario, di cercare chi sarebbero i pericolosi sovversivi che hanno creato il gruppo “Uccidiamo D’Alia”. Si blocca tutto Facebook e via) no, perché “l’ho pensato io”. Anzi, è favoloso: posso votare contro perché tanto loro hanno la maggioranza, e così me ne lavo le mani. Mi sa che qualcuno dalle parti del PD stia attentamente studiando le mosse di D’Alia, per fare “un’opposizione costruttiva”.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-08 17:04

ipse dixit

Ecco qua alcuni stralci dal video della conferenza stampa di ieri del nostro PresConsMin. Ho trascritto esattamente le parole, quindi è chiaro che la forma italiana non è corretta come sempre capita quando si parla a braccio. Questo non è importante.
Ho limitato i miei commenti al minimo, e indicato anche il minuto esatto in cui la frase è pronunciata. Aggiungo qualche commento iniziale, da pseudocostituzionalista quale io sono:
– il PresConsMin ha tutti i diritti di emanare decreti, in caso di necessità e urgenza; il Presidente della Repubblica ha il dovere di verificare se sono manifestatamente incostituzionali e verificare la necessità e l’urgenza.
– il Parlamento ha tutti i diritti di scrivere una legge che modifica lo status quo: in questo caso non andrebbe contro la sentenza della Cassazione sul caso Englaro, che ha deliberato in mancanza di legge specifica.
– la sentenza è di quindici mesi fa: il Parlamento aveva tutto il tempo per promulgare una legge.
47’05” … una persona che potrebbe anche per ipotesi generare un figlio …
49’43” … Il parlamento di fronte a un decreto legge – la cosiddetta “decretazione di urgenza”, che anche da più parti veniamo accusati di utilizzare troppo ed è invece lo strumento unico, vero di governo che dentro il nostro ordinamento costituzionale noi abbiamo …
50’23” … il governo può cambiare il decreto, il governo può bocciare il decreto [qui si ferma] il *parlamento* può bocciare il decreto… [lapsus freudiano?]
52’21” Non vedo nessuna possibilità di potere essere parte della collaborazione internazionale, del concerto istituzionale, e internazionale, di rappresentare autorevolmente il mio paese all’interno dei consigli europei e degli altri fori internazionali se noi non avessimo la possibilità tornati a casa di introdurre nell’ordinamento del Paese ciò che viene deciso in questi consigli, in questi fori. La partecipazione per esempio al G8 che ha in questa snellezza il fatto che gli otto rappresentanti degli otto paesi più industrializzati assumano lì degli impegni e tornati a casa li facciano diventare in modo coordinato, conformemente leggi del proprio Paese è dovuta soltanto al fatto, alla possibilità di una decretazione di urgenza. [contiamo il numero di procedure di infrazione UE per mancato recepimento leggi?]
54’47” Dico subito che se non ci fosse la possibilità di usare sotto la responsabilità e il giudizio del governo della decretazione di urgenza io ritornerei dal popolo a chiedere un cambiamento della Costituzione e chiedere anche un cambiamento del Governo. [Questo è il vero punto eversivo. Rileggete il mio commento iniziale]
57’40” ma soprattutto ripeto che come padre non mi sentirei mai di adottare una decisione che potrebbe anche portare a sofferenze della cui esistenza e della cui gravità noi non potremo avere assolutamente notizia, sedazione o non sedazione, e poi vai a vedere qual è il grado di sedazione. [Un presidente medico]
58’22” …questo è venuto fuori da un’indagine veloce che abbiamo effettuato attraverso un istituto di ricerca… [io ve l’avevo detto]
58’27” ..molti pensano che il padre non potesse più sopportare una situazione di diciassette anni, perché c’è la disinformazione che sia proprio questo padre, la sua famiglia a dover provvedere a questa figlia. No, il padre non ha avuto nessun gravame in questo senso perché ci sono state delle generose suore che hanno provveduto e vogliono continuare a provvedere ad Eluana… [No comment sul volere intortare l’opinione pubblica]
59’07” perché non c’è stata una vera e propria discussione in quanto non ci sono stati elementi – anche ministri che avevano posizioni diciamo difformi da quella che io vi ho espresso come posizione mia circa lo stato vegetativo di Eluana, e ringrazio in questo senso anche il ministro dell’Ambiente che era su questa posizione – però hanno ritenuto, trattandosi di anche materia più grande che riguarda la funzionalità del governo, la possibilità di governare il paese, hanno ritenuto di dare il loro voto e quindi è stato espresso all’unanimità da tutti i ministri del governo. [Faso tutto mi]
1h07’12” [Domanda di giornalista: Ma questo che significa?] Significa che sono assolutamente
convinto che il Paese è un paese avanzato nella sua modernità per certi versi, con una costruzione, un’architettura istituzionale non adeguata ai tempi. [la giornalista: Ma è anche una specie di avvertimento?] Si può arrivare a una riforma, a una scrittura più chiara della Costituzione.
1h07’55” Noi abbiamo dei rapporti che sono sempre stati cordiali col Capo dello Stato, e ci auguriamo di potere mantenere la cordialità di questi rapporti [qui è da ascoltare il tono di voce]. C’è qui una diversa visione su un caso, che deriva anche dall’apprezzamento di certe eccezioni. che si vuole trasformare in prassi. da parte di precedenti presidenti della Repubblica: noi riteniamo che il ritorno al testo base della Costituzione sia assolutamente necessario per poter governare. [esattamente l’opposto di quanto scritto un minuto fa]

Ultimo aggiornamento: 2009-02-07 10:34

Un altro passo verso lo stato di Polizia

Il Senato ha approvato il cosiddetto “pacchetto sicurezza” (ma cos’è, la sicurezza si compra al supermercato come la farina?), che adesso passa all’esame della Camera. Seguendo le sue nobili tradizioni delatorie, la Lega è riuscita a far passare l’emendamento che cancella la norma secondo cui il medico non doveva denunciare eventuali clandestini che si fossero sottoposti a cure mediche: è vero che non c’è l’obbligo e sono certo che la maggior parte dei medici non si sognerà comunque di fare una cosa del genere, ma la probabilità che un clandestino portatore di qualche malattia infettiva possa venire convinto a farsi visitare sarà nulla. Non riescio poi nemmeno a parlare delle ronde padane, pardon “della collaborazione di associazioni tra cittadini”, muniti solo di nodosi bastoni da passeggio visto che non possono girare armate.
Vorrei spendere però qualcosa in più sull'”emendamento Facebook”, presentato dal senatore Gianpiero D’Alia. Innanzitutto D’Alia è riuscito a compiere un’operazione che molti ritenevano impossibile: far sì che il governo correggesse un testo dal punto di vista legale. Il suo testo originale lasciava infatti piena discrezionalità al ministero dell’interno di decretare il filtraggio di un sito che facesse «attività di apologia o di incitamento di associazioni criminose in generale, di associazioni mafiose, di associazioni eversive e terroristiche, ovvero ancora attività di apologia o di incitamento della violenza in genere e della violenza sessuale, della discriminazione o dell’odio etnico, nazionale, razziale o religioso». Detto in altro modo, se io avessi scritto “terroni di merda”, Maroni avrebbe potuto farmi oscurare queste notiziole senza chiedere niente a nessuno. Noticina: il senatore D’Alia afferma nella sua scheda biografica di essere avvocato cassazionalista. Complimenti per gli studi di giurisprudenza.
L’emendamento approvato è ora formalmente corretto, nel senso che è il magistrato che deve far partire l’azione che verrà poi fatta eseguire dal ministro; e infatti l’articolo ora afferma «Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali,», cioè si deve prima aprire un fascicolo di inchiesta e solo dopo procedere al filtraggio. Ma anche se dal punto di vista legale il testo non fa più troppa acqua (anche se Enzo Fogliani continua a trovarci molte magagne – ma in fin dei conti io non sono un avvocato, ho solo qualche conoscenza assolutamente di base – resta sempre il piccolo problema che tecnicamente tutto questo non funziona come il legislatore crede. Mi spiego con un altro esempio. Immaginiamo che qualcuno crei su Facebook il quarantaduesimo gruppo “Uccidiamo Silvio Berlusconi”, e per puro caso qualcuno lo noti e sporga denuncia contro ignoti per apologia di omicidio. Il fascicolo finisce all’unica toga non rossa d’Italia, che avvisa subito il ministero dell’Interno, il quale fa a sua volta partire Escopost; entro 24 ore tutto Facebook dovrà essere oscurato. Non che io personalmente mi preoccupi di FacciaLibro; ma questo è il terzo passo verso la censura ufficiale, dopo il blocco dei siti di scommesse che non passano per i canali ufficiali e siti pedopornografici. Notate che in nessun caso si dice “andiamo a cercare i colpevoli”, che è quello che una persona naif penserebbe sia la cosa da farsi. No, si blocca tutto, e soprattutto si fa in modo che la gente si convinca che quello sia il modo corretto di fare, così ci si può preparare a censurare tutto senza che nessuno possa protestare, Niemöller docet. (Per la cronaca, il secondo passo è stato fatto dal governo Prodi II, giusto per rilevare che questo non è un comportamento limitato al centrodestra: ma credo che i miei ventun lettori lo sapessero già)
Insomma, potremo finalmente evitare di citare la Cina e censurare tutto da soli autarchicamente. Volete mettere, in questi tempi di crisi?
Aggiornamento: (22:00) Marco d’Itri mi segnala che questo è stato il quarto passo, visto che ci sono anche i siti produttori di sigarette, di cui avevo anche scritto.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-07 10:31

I radicali non cambieranno mai

Io ritengo sacrosanta la visita che Rita Bernardini e Sergio d’Elia hano fatto ai detenuti per lo stupro di Guidonia, per verificare se sono stati effettivamente maltrattati; fortunatamente in Italia la giustizia faidate non è ancora assurta a norma di legge.
Non mi stupisco che ci siano centinaia di persone imbecilli che siano andate a scrivere al sito dei radicali augurando ogni peggior male alla Bernardini, come non mi stupisco che non l’abbiano fatto con d’Elia: si sa, un ex terrorista potrebbe sempre essere pericoloso, soprattutto per uno che appunto ritenga la giustizia faidate un’ottima cosa.
Che i radicali abbiano deciso di metterle in linea tutte queste email fa parte della loro storia. Ma fa anche parte della stessa loro storia (ricordate il primo spam politico, quello della Bonino?) la modalità con cui mettono in linea le mail. Iniziano dicendo che non pubblicano gli indirizzi email per il rispetto della normativa sulla privacy, ma poi dicono «pubblichiamo con nome e cognome del mittente le email che sono giunte firmate, in ossequio al diritto di cronaca». Se qualcuno mi volesse spiegare cosa sarebbe in questo caso il diritto di cronaca, e soprattutto come fanno a sapere che il signor “Giambattista Selvaggi” o la signora “Anna Rivarola – Genova” abbiano scritto davvero loro quei messaggi, o non ci sia stato qualcuno che abbia ben pensato di usare un nome a caso – o quello del proprio vicino di scrivania – perché “non si sa mai”.
Chicca finale: «per le email che sono giunte da indirizzi email falsi al fine di evitare la identificazione, le pubblichiamo, riservandoci, nel caso in cui decidessimo di adire le vie legali, di rintracciare, tramite la polizia postale, l’indirizzo IP di provenienza» . Vuoi sporgere denuncia contro ignoti per minacce? liberissimo, per quanto idiota la cosa mi sembri. Ma a questo punto non dovresti pubblicare il testo. Vabbè, non si può pretendere chissà che cosa da Pannella e C.

Ultimo aggiornamento: 2009-02-02 16:07

Alifrancia

“Malpensa: qualcuno ha barato”. Questo è il titolo della Padania di oggi. Naturalmente bisogna intenderci sui termini. È vero che l’anno scorso Berlusconi tuonava che dopo che sarebbe stato eleto non avrebbe mai svenduto l’azienda ai francesi, “che poi i turisti li manderanno a Parigi“; ma è anche vero che nessuna persona dotata di un sia pur minimo raziocinio aveva davvero creduto a quelle frasi, che non solo erano da campagna elettorale ma erano così farlocche che non potevano proprio essere credute vere. Persino io, che come previsore valgo poco o nulla, lo sapevo; come sapevo che tutti i pianti greci, da donna Letizia in giù, erano giusto per la forma e per riempire qualche pagina di giornale.
La cosa che però mi farebbe più ridere, se non ci fosse in ballo qualche miliardo di euro che noi tutti dovremo pagare, è il leggere persone che rimpiangono che l’accordo non fosse stato fatto nel 2008, “a condizioni molto più favorevoli”. Lasciamo perdere i piloti e gli assistenti di volo, che erano i primi a conoscere la reale situazione dell’azienda: tanto sapete benissimo cosa penso di loro. Tutti gli altri mi pare si siano dimenticati di un piccolo particolare, forse perché se ne è parlato il minimo indispensabile: o piu probabilmente se ne è parlato il minimo indispensabile proprio perché la gente se ne dimenticasse. Il Particolare ha un nome: AirOne.
Cai non si è infatti presa solo Alitalia, ma anche AirOne; compagnia aerea che aveva svariate centinaia di milioni (c’è chi dice un miliardo) di debiti e quindi si trovava esattamente nella stessa situazione di Alitalia, con la piccola differenza che era un’azienda privata e lo Stato non aveva alcun obbligo di salvarla. Possiamo discutere se la cosa sarebbe comunque stata opportuna: io penso di no, ma in ogni caso un simile salvataggio doveva essere fatto aperamente, e non camuffato in questo modo. D’altra parte, la banca con cui Toto era di gran lunga più indebitato era Intesa-Sanpaolo. L’advisor nominato da Berlusconi per scoprire qual era la miglior linea di operazioni “a favore di Alitalia” era una banca. Domanda: quale banca? Avete detto Intesa-Sanpaolo? Siete proprio perspicaci!
Insomma, bisogna sempre leggere i giornali molto attentamente per trovare le notizie: e non si può certo sperare di sapere queste cose dai telegiornali. Come esercizio, vi lascio il controllare come Passera ringrazierà Silvio in futuro.

Ultimo aggiornamento: 2009-01-13 11:41

Peggio el tacon del buso

Rosetta Iervolino ha iniziato a registrare cosa si raccontava con i colleghi di partito: si sa, dai nemici mi guardi Iddio. Poi è andata a spiattellare che quelle registrazioni le avrebbe tirate fuori e fatte sentire a chi di dovere. Poi si è accorta che forse c’erano dei piccoli problemucci legali, e così ha indetto una bella conferenza stampa dove ha fatto vedere i registratori usati (due, uno analogico e uno digitale, evidentemente perché non era sicura se ci fosse già stato lo switch-off), ha fatto ascoltare dei brani scelti, e poi ha platealmente tagliuzzato il nastro… e premuto “ERASE” per eliminare il file digitale.
Visto che tanto nessuno crede che non ci siano altre copie dei file, forse sarebbe stato meglio evitare tutta la sceneggiata napoletana, no?

Ultimo aggiornamento: 2009-01-09 21:50