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“Come ho perso – di Hillary Clinton”

OR Book Going Rouge

Ho scoperto dalla Stanzetta dei Bottoni su Facebook l’esistenza del libro How I Lost By Hillary Clinton, pubblicato dalle edizioni O/R. Occhei, loro stessi si definiscono “Alternative Publishing”, e quindi un lettore dovrebbe già sapere sin dall’inizio quale può essere il loro punto di vista: ma non è di questo che vi voglio parlare.

Tanto per essere ancora più chiari: quando O/R pubblica il libro di Doug Henwood My Turn – Hillary Clinton Targets the Presidency, con una foto in copertina di una Clinton ancora più rugosa che punta contro il lettore una pistola, non trovo nulla di cui lamentarmi. Non so quale sia il contenuto effettivo del libro, ma so che è di un autore che le è ostile e che lo vuole dire al mondo. Ma in questo caso c’è un problema. Se guardate bene la copertina, non c’è un autore. Il “By Hillary Clinton” può far credere che l’autrice sia l’ex Segretaria di Stato, ma non è naturalmente così: l’autore del testo è probabilmente il Joe Lauria che si nasconde dietro l’umile qualifica di “introduttore e annotatore” (la prefazione di Assange è la ciliegina sulla torta, ma di nuovo la cosa è irrilevante).

Posso immaginare che i discorsi pubblici di Clinton in qualità di membro del governo USA, come quelli di tutti gli altri membri del governo, siano nel pubblico dominio. Ma leggendo la presentazione del libro direi che qui si parla delle famose email spedite dall’indirizzo personale (“e le email, allora”), che per definizione sono private perché altrimenti non ci sarebbe stato tutto il problema. Ma il punto non è nemmeno quello: se il libro si fosse intitolato “How Hillary Clinton Lost in Her Own Words, by Joe Lauria” mi sarebbe andato tutto bene. (Oh, se ci fossero contenuti penalmente rilevanti è un loro problema, mica mio). In questo modo però si dà l’impressione che il libro sia stato scritto da Clinton, e almeno in Europa il concetto di proprietà intellettuale dovrebbe essere separato da quello di diritto d’autore. Insomma, tu puoi anche usare i miei testi, ma non puoi metterci la mia firma sotto senza il mio permesso, perché sono io che decido come gestirmeli. In America non funziona così?

Un asteroide ci seppellirà

Lo spot del Buondì Motta, con la bambina che recita una mielosa formula pubblicitaria e la sua mamma che la prende in giro e viene “punita” da un asteroide a forma di Buondì che l’annienta (vedetevi Artribune oppure Livecode se non ne avevate sentito parlare) sembra avere sbancato le discussioni in rete, superando persino gli sbarchi di migranti economici e no, e i pipponi su settembre = vero inizio dell’anno.

Mi chiedo solo come sia stato possibile arrivare a questo livello di odio per uno spot. L’avverarsi alla lettera di un’iperbole è una tecnica vecchissima, e non è che si possa sempre diventare dei Babbo Natale…

(una cosa che io non avrei invece voluto sapere è l’esistenza dei gruppi Facebook di mamme-pancine)

Vitalizi

Nella Amaca odierna, Michele Serra se la prende con Sposetti contrario alla legge sull’abolizione dei vitalizi ai parlamentari, argomentando che “se l’indicazione, per tutti, è andare verso un sistema pensionistico proporzionale ai contributi versati, non si vede perché mai i parlamentari dovrebbero fare eccezione in maniera così vistosa”. Parole sacrosante. Però a quanto mi consta le pensioni attuali dei parlamentari sono calcolate con il metodo contributivo: ci sono delle differenze a loro vantaggio rispetto a noi volgari cittadini, ma sono legate all’età pensionabile e alla quantità di contributi necessari. Il disegno di legge vuole invece ricalcolare i vitalizi del passato. Tutto è possibile, intendiamoci: mi chiedo solo se Serra sarebbe d’accordo – per equità – a vedersi ricalcolata anche la sua (futura) pensione.

Ultimo aggiornamento: 2017-08-24 11:35

HandiCCappati

Dando per buona la storia del cartello contro l’handicappato lasciato al centro commerciale di Carugate – mai fidarsi delle apparenze – ci sono due punti che vorrei sottolineare. La prima è la più ovvia: evidentemente al fustigatore solitario i 60 euro non importano più di tanto i 60 euro, ma il dover fare lui i due metri in più sì. Altrimenti non avrebbe perso tempo a stampare il cartello e andare ad attaccarlo, cosa che non si può associare a un momento di rabbia ma richiede una certa determinazione. Ma quello che mi chiedo è un’altra cosa. Davvero i vigili possono multare qualcuno che parcheggia nei posti per disabili in una struttura privata? (il parcheggio era quello sotterraneo, non quelli all’aperto). Ero convinto che questi illeciti amministrativi fossero sostanzialmente impunibili, ma evidentemente mi sbagliavo.
Occhei, c’è un terzo punto. Dei vigili sono arrivati così velocemente a fronte di una segnalazione ?

Ultimo aggiornamento: 2017-09-10 16:52

Buche delle lettere

Chiavari (GE). Dovevo spedire una cartolina (per il frenf.it). Il tabaccaio dove lunedì ho comprato cartolina e francobollo non ha una buca delle lettere vicino, e fin qui nulla di troppo male: andrò in posta.
Oggi pomeriggio passo dall’ufficio postale in Rupinaro, giustamente chiuso essendo pomeriggio. Quello che non è così giusto è che sui muri dell’ufficio non ci sia nessuna buca delle lettere.
Capisco che si fa più soldi a vendere la quaunque, e che il servizio postale è coooosì antiquato: ma non gli pare di esagerare?

Ultimo aggiornamento: 2017-08-16 15:13

Laura Boldrini e le vie legali

La presidente della Camera Laura Boldrini ha deciso che comincerà a passare alle vie legali contro coloro che continuano a insultarla via Facebook.

Primo mio pensiero: ma allora non serviva fare chissà quale legge ammazzainternet come continuavano a dirci? Si poteva fare già con le leggi attuali? (Il pensiero è retorico, lo sapevo perfettamente come lo sapevamo in tanti. E presumo lo sapessero anche parecchi politici)

Secondo mio pensiero: poteva decidersi molto prima. Quando si è una delle prime cariche dello Stato si ha il dovere di proteggere non solo il proprio nome, ma anche quello della carica. Il fatto che la stragrande maggioranza di quelli che scrivono e diffondono certe sconcezze siano dei minus habens è irilevante; al più in sede penale si potrà concedere loro le attenuanti generiche in quanto parzialmente incapaci di intendere e volere.

Terzo mio pensiero: Boldrini fa bene a non oscurare i nomi di chi scrive. Io lascerei addirittura i link alle loro pagine Facebook, ma si sa che sono un iconoclasta. Non è per mettere queste persone alla gogna: tanto – vedi il punto sopra – non se ne accorgerebbero nemmeno. Trent’anni di imbarbarimento ci hanno portato a questo. Ma almeno potrei scoprire qualcuno da evitare.

Ps: anche se si fosse del tutto contrari a quanto faccia Boldrini, c’è modo e modo per dirlo.

Ultimo aggiornamento: 2017-08-14 19:07

Pastone

Ieri sera mi è capitato per caso di avere la tv accesa e sintonizzata su un telegiornale (il tg3 delle 23 o giù di lì). A dire il vero io stavo leggendo, ma non ho potuto fare a meno di accorgermi che continua ad esserci l’abitudine del pastone politico, anzi dei pastoni perché ce ne sono stati due su due diversi argomenti, che non ricordo nemmeno.
Mi rammentavo dei pastoni di venti anni fa: una sfilza di dichiarazioni dei vari esponenti dei vari gruppi politici, in un ordine che è rigidamente stabilito secondo qual è l’attuale governo (il famigerato “panino”) il tutto accoppiato da immagini di repertorio del relativo esponente. Dopo quattro lustri non è cambiato nulla se non che forse ci sono più politici. Quello che però non capisco è se effettivamente ci sono telespettatori che stanno a sentire questo trito teatrino, oppure è solo un tributo da pagare alla politica.

Ultimo aggiornamento: 2017-08-14 10:04

Marcinelle

Che Salvini attacchi Mattarella per il ricordo della strage di Marcinelle e contestuale associazione con i migranti che sbarcano in Italia è una non-notizia. Molto più interessante da commentare – a parte la forma sintattica: chi scrive questi discorsi deve avere fatto un addestramento speciale… – la frase iniziale del presidente della Repubblica: «L’8 agosto di 61 anni fa a Marcinelle, dove persero la vita, tra gli altri, 136 nostri connazionali, si consumò una sciagura che ha lasciato un ricordo indelebile nella memoria europea.»

I miei ventun lettori sono sicuramente persone molto acculturate e quindi sanno cosa successe a Marcinelle nel 1956. Probabilmente sanno anche come mai c’erano così tanti minatori italiani: nel 1946 Italia e Belgio avevano firmato un protocollo che prevedeva che venissero inviati nel nord Europa tanti minatori (formalmente 50.000, in pratica più di 60.000) in cambio di forniture di carbone, di cui avevamo estremo bisogno per le nostre industrie.

Probabilmente se non ci fosse stata quell’esplosione in miniera (che uccise parimenti italiani e belgi: il protocollo era stato firmato non perché il Belgio volesse lavoratori di serie B da mandare in miniera, ma perché non c’era sufficiente manodopera) nessuno parlerebbe di quel protocollo. Inoltre è vero che l’Unione Europa deriva in ultima analisi dall’idea della CECA, la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, e insomma il carbone ha un posto fondamentale. Ma pensate davvero che il ricordo di Marcinelle sia indelebile, anche solo in Italia e in Belgio? Io no. Capisco la necessità di retorica, e anche il tentativo di riportare la storia nel contesto attuale; ma per quanto mi riguarda sarebbe stato meglio un taglio che ricordasse le morti ma ponesse più l’accento sull’integrazione e quindi sul futuro anziché sui ricordi che fanno parte del passato.

Ultimo aggiornamento: 2017-08-09 12:45