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Grande Vittoria Italiana

Leggo sulla Stampa (ma immagino sia ovunque) della “vittoria” ottenuta dall’Italia nel nuovo trattato UE: l’Europarlamento non sarà di 750 deputati ma di 750 più il presidente, e il deputato in più sarà assegnato all’Italia che così raggiungerà il Regno Unito a quota 73, pur rimanendo dietro la Francia che ne avrà 74. Beh, almeno quelle sono le assicurazioni : se poi verranno davvero messe in pratica, chi lo può sapere.
Per il momento la nostra grandeur sembrerebbe però salva… peccato che io non riesca assolutamente a capire quale possa essere la differenza pratica e perché «Così ci collochiamo in una situazione che riconosce il ruolo dell’Italia in Europa» (non lo dico io, lo dice Prodi). Devo essere proprio limitato.

Ultimo aggiornamento: 2007-10-19 10:42

stupidi negri

Oggi rep.it e Corsera (prego notare le url delle loro notizie, quanto di più neutrale sono riusciti a fare) danno risalto all’intervista a James Watson, quello del Nobel per il DNA, che afferma che “gli africani sono più stupidi degli occidentali”.
Come sempre se ne ho la possibilità, sono andato a leggere il testo originale. La cosa divertente è che formalmente Watson non afferma mai una cosa del genere: persino una frase come “c’è un desiderio naturale che tutti gli esseri umani siano uguali, ma chi ha avuto a che fare con dipendenti neri non lo ritiene vero” è un capolavoro, perché presa letteralmente implica solo una differenza e non una scala di valori, anche se sono certo che lui pensi davvero che i bianchi abbiano un QI maggiore.
Ma visto che a parlare e sparlare di razzismo sono bravi tutti, me ne frego di Watson e mi metto a vedere le cose da un altro punto di vista. Se scrivo che le donne hanno maggiori capacità linguistiche (o maggiore empatia) degli uomini, faccio un commento sessista? O forse dico semplicemente una stupidaggine? Io vedo due problemi di metodo in un’affermazione come quella sopra: innanzitutto, la difficoltà nel definire cos’è una maggiore capacità linguistica, e peggio ancora una maggiore empatia; in secondo luogo, il fatto strettamente matematico che la variabilità all’interno di un campione di tre miliardi e mezzo di uomini (e di donne) è così ampia che – ammesso e non concesso ci sia effettivamente una differenza statistica significativa – questa non si vede praticamente nel confronto tra due singole persone. Vi faccio un esempio pratico. Supponiamo che io peschi a caso un numero in un’urna contenente i numeri da 1 a 1000 e tu, caro lettore, faccia lo stesso ma la tua urna abbia i numeri da 1 a 1001. Statisticamente tu piglierai un numero maggiore del mio, e se facessimo questo esperimento diecimila volte sono ragionevolmente certo che vincerai più spesso tu. Ma se ci limitiamo a farlo una volta sola, può praticamente capitare di tutto. Oppure le statistiche dicono che i friulani sono più alti dei sardi, ma a tutti noi sarà capitato di trovare un triestino alto un metro e sessanta o un nuorese da 1.90!
Il guaio dell’intelligenza, oltre a quanto ho spiegato qua sopra, è che le misure del quoziente di intelligenza sono state preparate da occidentali e tendono a favorire le caratteristiche degli occidentali, il che porta automaticamente a “scoprire” che gli occidentali sono più intelligenti – salvo poi essere fregati dagli orientali, che non erano stati considerati durante la preparazione dei test. Risultato finale? la cazzata non è tanto quanto affermato da Watson, ma l’idea che l’intelligenza sia una quantità monodimensionale. Per il resto, non ho nessuna difficoltà ad ammettere che la mia intelligenza è diversa da quella di chiunque altro, bianco o nero o verde che sia. Anche quella del “siamo tutti uguali” è una cazzata.

Ultimo aggiornamento: 2007-10-17 17:53

Paolo Guzzanti è in forma

Continuo a domandarmi perché l’ex-socialista dal rosso capello debba fare dei post i cui titoli sono più lunghi di quelli dei film della Wertmüller, e continuo a saltare quello che scrive sui torti che gli fanno oppure sul Luminoso Futuro della propria Rivoluzione Italiana.
Perché lo tengo nel feed, allora? Perché quando si ricorda di fare le analisi politiche dà sempre degli ottimi spunti (senza nessuna ironia, ci tengo a specificare). Stavolta ci racconta di quello che secondo lui succederà dopo la nascita del PD: niente. Non che sia sempre d’accordo con i suoi ragionamenti: ho ad esempio dei dubbi sul fatto che l’anno scorso abbiano eletto Napolitano «per non concedere mai e poi mai, se Prodi cadesse, il ricorso anticipato alle urne del cui sacro lucchetto è il gran sacerdote»; lo sanno tutti che basta affossare sistematicamente la Finanziaria, e i senatori a vita non basterebbero sempre e comunque, per bloccare tutto. Però il fatto che secondo lui il PD si voglia sganciare dalla sinistra per cercare alleanze verso il centro ma dall’altra parte si sogneranno bene di fare qualcosa è vero; e l’immagine quasi morotea di Forza Italia come «partito monarchico e anarchico» (traduzione: dicono tutti quello che vogliono, ma il Capo è Silvio. Punto) rende bene l’idea. Il punto migliore del post è dove paragona Veltroni ad Augusto, partendo dall’etimologia latina e arrivando alle gomme… ma quello ve lo andate a leggere voi :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-10-17 10:20

Oresette

Stamattina, mentre più o meno sveglio scendevo a prendere la bicicletta, ho trovato vicino all’ascensore un pacco di copie del Corsera timbrate “omaggio oresette”. Così ad occhio erano ben più del numero di abitazioni nel mio condominio, il che penso dimostri che il costo fisico di una copia di un quotidiano non è poi così alto.
Come il nome vorrebbe fare intuire, Oresette sarebbe il servizio di consegna mattutina a domicilio del giornale. Secondo il depliant allegato non presenta costi aggiuntivi – il che significa che il costo di consegna non può essere superiore a trenta centesimi a copia. Probabilmente non è un caso che si sia scelto un lunedì per il gentile omaggio: il lunedì quei pochi italiani abituati a comprare un giornale scelgono la Gazzetta, e quindi gli edicolanti non si saranno arrabbiati più di tanto. Però c’è anche il rovescio della medaglia. I contenuti del lunedì, nonostante tutte le pagine dedicate alle primarie del PD, sono davvero mosci; non credo proprio che nessuno verrà folgorato sulla via Solferino e cambierà abitudini di lettura :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-10-15 13:55

Storace, la Costituzione e l’uguaglianza

Francesco “errore di stampa” Storace ci tiene a fare sapere dopo le polemiche dei giorni scorsi il suo punto di vista: «Non sono pentito di questo polverone, ho solo espresso un’idea come prevede la Costituzione».
Presumo che stia parlando dell’articolo 68, che recita “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.” Articolo che da lui, come dagli altri 951 deputati e senatori, viene ormai letto solo fino alla tredicesima parola, facendo temere una sindrome di deficit di attenzione. Perché diciamocela tutta: se io avessi scritto le stesse cose, in questo momento al posto di codesta notiziola avreste trovato una pagina “Sito posto sotto sequestro per ordine dell’Autorità Giudiziaria”.
Possiamo discutere sul fatto che le opinioni espresse siano o no passibili di querela, per non parlare di un atto piuttosto definitivo come la chiusura di un sito. Possiamo anche discutere sul fragile equilibrio tra opinione e offesa, e tra diritti e doveri. Resta il fatto che quella che nacque come una (giusta) norma per proteggere i deputati è ormai diventata un abusato privilegio che a me dà ancora più fastidio dei passaggi aerei a sbafo. Ognuno ha le proprie idiosincrasie.
Aggiornamento: (19 ottobre) a quanto sembra, si sta aprendo un’azione penale contro Storace. Adesso basta aspettare, vedere se si arriverà mai in tribunale e vedere che cosa il deputato si inventerà contro “questo attacco nei miei confronti”…

Ultimo aggiornamento: 2007-10-15 09:45

Primarie

Se affermano che hanno votato così in tanti, le mie previsioni saranno sicuramente sbagliate. Le truppe uolterate sono state inviate in massa, basta vedere il lapsus di Gentiloni: «Per Veltroni e per tutti noi il popolo delle primarie sarà un popolo esigente.». Poteva anche aspettare che si chiudessero le urne, no?

Ultimo aggiornamento: 2007-10-14 20:32

giornalismo ai tempi di internet

Leggevo da vb che un articolo di Sebastiano Messina apparso su repubblica.it l’altro ieri mattina (e che potete trovare in copia qua) era stato inopinatamente cancellato, nonostante lo si potesse ancora vedere sulla cache di Google e addirittura il titolo era presente nel motore di ricerca interno di Rep.it. Il titolo, per la cronaca, era Consulenti, la carica dei mille Il ministro e i suoi 344 uomini.
Ieri pomeriggio ho provato a scrivere alla redazione di Repubblica web chiedendo lumi, e mi hanno appena risposto così:
L’articolo è stato tolto, perché conteneva numerosi errori. Può leggere sul quotidiano del 10 ottobre, a pag. 16, la lettera di scuse di Messina al presidente Napolitano.
Notate nulla di strano? No, non sto lamentandomi del fatto che sia stato pubblicato un articolo “con numerosi errori”. La cosa che personalmente mi fa più imbufalire è che le scuse sono state pubblicate sulla versione cartacea del giornale, ma a nessuno è venuto in mente che per correttezza le stesse scuse dovevano apparire anche sulla versione online, al posto della pagina incriminata in modo che chi ci cliccasse su sapesse cosa era successo. Il significato pratico di tutto ciò è che il modello di giornale online viene considerato in Italia alla stregua di un semplice giocattolo, più o meno buttato via come qualcosa senza valore e soprattutto che si può immediatamente disconoscere. Come? lo sapevate già da una vita? Vabbè, arrivo sempre ultimo, io!

Ultimo aggiornamento: 2007-10-12 14:08

il popolo di internet

Se un ignaro osservatore provasse a chiedersi chi vincerà le primarie del Partito Democratico leggendo le dichiarazioni di voto tra Quelli Che Sono Indicati Come I Più Influenti Della Rete, la risposta sarebbe “Rosy Bindi”. L’ultimo a schierarsi è stato Leonardo, stupendomi un po’ perché l’avrei visto più come sostenitore di Letta: ma quello non è un problema. Il problema al limite è che quei dati non corrisponderanno per nulla al risultato finale. Al sondaggio di Kataweb, dopo i primi paurosi dati, hanno mandato un po’ di truppe veltronate, e mentre sto scrivendo le percentuali sono le seguenti:
Walter Veltroni 48.5%
Rosy Bindi 20.6%
Enrico Letta 12.8%
Mario Adinolfi 12.5%
PierGiorgio Gawronski 5.6%
Ma nemmeno questi saranno i risultati finali: se devo fare una previsione, Vuoto prenderà il 65%, Rosy il 18%, Letta il 10%, e gli altri due si spartiranno le briciole. Bella differenza, no? E la ragione non starà nei brogli, come subito qualcuno starà pensando: semplicemente, ci possono dire quello che vogliono ma Internet continua ad essere una nicchia; al limite la si usa come una grande tivù, ma quelli che interagiscono attivamente sono pochi e soprattutto non sono rappresentativi della popolazione italiana. Non che la cosa sia necessariamente un male: io sono notoriamente scettico sulla “democrazia dal basso”. Basta saperlo, e non cercare di propinare come Verità Divina qualcosa che arriva da un orticello davvero minuscolo.

Ultimo aggiornamento: 2007-10-12 11:20