Archivi categoria: pipponi

Piccinerie

Sarebbe l’ora di smetterla di parlare di Ratzi e della Sapienza, ma non posso esimermi dal citare Ipazia, che a sua volta riporta un articolo del fisico Giorgio Parisi che svela come la lettera dei 67 fisici non sia stata scritta il 10 gennaio, ma a metà novembre scorso, il che in effetti cambia parecchio le cose. E come mai è rimasta nel cassetto fino alla settimana scorsa? Beh, sempre Ipazia linka questo verbale del Senato, dove si scopre che uno dei firmatari dell’appello è stato designato presidente del CNR e ora qualcuno vuole annullare la nomina a causa appunto della sua firma all’appello. E noi che pensavamo che fosse un contrasto sui Fondamentali Princìpi di Libertà e Tolleranza…
In una notizia più o meno correlata, Paolo Guzzanti racconta cosa è successo sulla mozione che non è passata per le assenze dei deputati di Forza Italia. Si può credere o no sulla sua accusa alla Lega, quasi da inciucio, ma vi invito a leggere attentamente tutto il testo guzzantiano e immaginare cosa facciano davvero i nostri rappresentanti, oltre che appunto lamentarsi del presidente designato per il CNR. Cito solo una frase: La mozione presentata da Calderoli in un giorno della settimana – il giovedì – normalmente dedicata ad interrogazioni e interpellanze (e dunque un giorno in cui i senatori per lo più non restano a Roma).

Ultimo aggiornamento: 2008-01-19 17:00

Figli di

Se vi dico “Mastella”, pensate subito a Clemente; ma in questo caso parlo di suo figlio Elio. Se dico “Sortino” probabilmente non pensate a nulla, oppure – se guardate la TV – pensate a Sebastiano, inviato delle Iene.
Detto così, sembrebbe esserci una asimmetria; però, se avete visto questo video, saprete voi che le cose si possono aggiustare. Infatti, dopo essere rimasto un po’ a rispondere alle incalzanti domande della Iena, alla fine non ce la fa più e fa amabilmente notare come il contrattista per Mediaset sia il figlio di Sebastiano, uno dei commissari dell’Autorità Garante per le Comunicazioni. Insomma, tutto torna perfettamente.
Vorrei aggiungere che Mastella jr. ci ha fatto un’ottima figura, anche perché già quello stile di intervista così amato a Mediaset in realtà è l’equivalente moderno di essere messi al Colosseo a combattere contro i leoni, e anche la persona più innocente di questo mondo può essere disegnata come un sanguinario bruto se non ha una capacità di controllo ben oltre la media, e poi perché comunque non era lui quello che c’entrava in tutta la storia. Poi, essendo io curioso e non guardando la TV, mi chiedo come mai Sky avesse la registrazione dell’intervista :-)
(via Vittorio Bertola)

Ultimo aggiornamento: 2008-01-19 16:26

Ratzinger, Galileo, Feyerabend e altri ancora

Metto subito una cosa in chiaro: della storia dello “studente tedesco che rinuncia all’università”, come Alessandro Robecchi chiosa la rinuncia del Papa a intervenire durante l’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza, non mi è per nulla interessata, e infatti non è un caso che non ne avessi affatto parlato da queste parti. Se proprio avessi dovuto commentare, avrei detto che chi voleva manifestare manifestasse pure, e che i 67 docenti di fisica, invece che scrivere l’ormai famosa lettera, avrebbero fatto meglio a chiedere di poter parlare dopo Benedetto XVI e raccontare tutte quelle cose lì. Ma capisco che in questo modo si sono fatti molta più pubblicità. Però stasera Stefano mi ha chiesto di commentare il discorso di Paul Feyerabend citato dall’allora cardinale Ratzinger, e il tuttologo che in me non si può certo esimere. Da buon tuttologo, non so nulla di quello di cui parlerò, ma non c’è certo problema: tanto tra le mie lettrici (almeno due, più una che il blog non ce l’ha e quindi non posso linkare) e forse anche qualche mio lettore [*] di gente che potrà dottamente sbertucciarmi ce n’è.
La frase incriminata di Feyerabend (tratta da questo sito: come sempre, per prima cosa cercare le fonti!) è questa: «La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione» Cominciamo dalla seconda frase, che è la più semplice: si traduce in “Galileo è stato condannato per ragion di Stato, ed è stato riabilitato per ragion di Stato”. Macché fede, ragione, o anche solo morale o etica: tutto quello che contava e che conta era ed è “cosa viene più comodo”. Da questo punto di vista, insomma, la laicità della scienza non c’entra un tubo, proprio perché la religione non c’entra un tubo. Ricordo – ma questo è probabilmente inutile – che il “metodo scientifico” non era certo così noto ai tempi di Galileo, visto che è stato lui ad inventarlo. Quindi l'”attenersi alla ragione” della Chiesa di allora era l’attenersi alla “ragione aristotelica”, mi sa tanto.
Mi ha stupito, invece, che i fisici non si siano lamentati di un’altra citazione nell’intervento di Ratzinger. Non certo quella di von Weizsacker che “fa ancora un passo avanti, quando vede una «via direttissima» che conduce da Galileo alla bomba atomica”. Penso che su quello si sia tutti d’accordo: senza il cambio di paradigma dalla scienza aristotelica a quella galileiana, non si sarebbe certo arrivati alla bomba atomica, o se per questo al PC su cui leggete questo mio sproloquio. Parlo invece del pezzo che riguarda Ernst Bloch. La premessa è giusta: «il sistema eliocentrico -così come quello geocentrico- si fonda su presupposti indimostrabili». Peccato che parta subito per la tangente, dicendo «Tra questi, rivestirebbe un ruolo di primo piano l’affermazione dell’esistenza di uno spazio assoluto; opzione che tuttavia è stata poi cancellata dalla teoria della relatività.» La relatività non c’entra un tubo, mi spiace. Il punto è banalmente che la scienza (galileiana, non aristotelica) non può avere certezze ma solamente modelli, e si deve scegliere il modello che (oltre a fare previsioni dimostrabili, che è l’unica cosa che si sente dire in genere) è il più semplice. È chiaro che avere delle orbite ellittiche intorno al sole che sta in uno dei fuochi dell’ellisse è di gran lunga più semplice che avere epicicli di primo e secondo ordine per “aggiustare” le orbite circolari intorno alla Terra, ma questo non sarebbe stato un problema. Se non ricordo male, Bellarmino aveva cercato senza riuscirci di convincere Galileo a dire che usava il sistema eliocentrico perché era il più semplice, senza però dire che “era quello vero”; cosa che il pisano non ebbe assolutamente intenzione di fare (doveva essere una testa ben dura anche lui).
Diciamo che io mi sarei aspettato come critica a Benedetto XVI appunto questa: che parla di scienza (la parte blochiana sulla teoria della relatività) senza sapere di cosa parla, e di parlare tanto di “presupposti indimostrabili” ma poi affermare implicitamente che la Chiesa ha il modo di affermare la Verità anche su quelli prettamente scientifici (se le due teorie scientifiche geo- ed eliocentrica si basano entrambe su presupposti indimostrabili, perché si doveva affermare che quella Vera era la prima?) A parte la stupidità, almeno per come la vedo io, di una battaglia di retroguardia – crederete mica che Ratzinger creda nella Terra al centro dell’universo? – quello in effetti è un punto piuttosto pesante. Mi sa però che forse era troppo fine… stiamo parlando in fin dei conti di fisici :-P
[*] il buffo è che le due fanciulle che cito stanno dalle “parti opposte della barricata” rispetto ai due fanciulli. Queste connotazioni sessiste…

Ultimo aggiornamento: 2008-01-15 23:14

Suharto, chi era costui?

Beh, chi legge queste notiziole – l’ho già detto – è per definizione una persona intelligente ed acculturata e si ricorderà perfettamente che Suharto è stato il sanguinario dittatore dell’Indonesia dal 1966 al 1998. Insomma, un tipino non esattamente raccomandabile e che si è assicurato un posticino nella storia del XX secolo: non esattamente tra i Buoni, ma non importa. Indubbiamente non è Uno Qualunque.
Ora, è una decina di giorni che Suharto è in fin di vita. Se uno segue la BBC, può sapere giorno per giorno l’evoluzione della sua malattia. Voi lo sapevate? con ogni probabilità no. Non perché siate stupidi e ignoranti, ma perché i nostri media non ritengono sufficientemente interessante la notizia, nonostante tutto quello che si dica sulla globalizzazione. Qui non è nemmeno problema di casta, mi sa, quanto piuttosto di visione distorta del mondo.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-15 14:40

Thyssen-Krupp

Immagino che abbiate già letto tutti questo articolo del Corsera.
Ma onestamente, vi aspettavate qualcosa di diverso da una multinazionale? O forse pensavate che fuori dall’Italia fossero tutti parenti di Lupo de’ Lupis, il lupo tanto buonino? Nei contratti di lavoro c’è scritto che tu non puoi parlare male dell’azienda, e dire che non si faceva nulla per la sicurezza cos’è, se non “parlare male”?
Venerdì Ezio Mauro (che è stato direttore de La Stampa, e quindi Torino la conosce bene) ha scritto questo. Non leggetelo se non siete d’animo forte.
Aggiornamento (14 gennaio): leggendo il corrispondente articolo su La Stampa (che qui gioca in casa), si rafforza la sensazione che le notizie sul dossier della Thyssen-Krupp, che in teoria immagino fossero un memo interno confidenziale, siano state casualmente fatte uscire fuori direttamente da Guariniello che si voleva togliere qualche sassolino dalla scarpa.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-13 22:13

Quando le idee sono chiare

Premessa: è ovvio che in un paese come l’Italia non si può fare una legge elettorale. Ci sono troppi partiti con troppi interessi diversi, a destra, a sinistra, al centro, sopra, sotto, eccetera. L’unica possibilità che mi viene in mente è selezionarne cinque o sei, e poi sorteggiare quella che verrà promulgata.
Comunque Silvio B. non perde l’occasione per lamentarsi, e fin qua nulla di strano. Però c’è un passaggio che non mi torna. Cito dall’articolo:
«Berlusconi ribadisce: il “porcellum” di Calderoli, ritoccato, andrebbe benissimo, mentre a questo punto il traguardo ideale resta il modello francese. “Sono d’accordo con Veltroni, ha dato buoni risultati. Per fare in Italia quello che Sarkozy ha fatto in Francia in poco tempo servirebbero 2-3 anni. Ci vuole un solo turno, una sola scheda, un solo voto. Speriamo si trovi l’accordo”.»
Ora, il modello francese può darsi abbia una sola scheda e un solo voto, ma sicuramente ha due turni. Mi resta solo un dubbio: è fuso Berlusconi, sono fusi quelli di Repubblica o semplicemente si parte dal presupposto che tanto è tutta una farsa e quindi non bisogna fare attenzione a quel che viene detto?

Ultimo aggiornamento: 2008-01-13 20:36

grandeur télévisuelle

L’altro ieri Nicolas Sarkozy ha parlato un po’ di cosa vuole fare alla TV pubblica francese. Hanno parlato quasi tutti della proposta di togliere la pubblicità per la TV di stato, da finanziare con una tassa sul porno e sulle televisioni private: si sa, in Italia certi temi sono persino più scottanti della proposta moratoria sull’aborto.
Preferisco però parlare dell’altro punto: la chiusura di France24, o meglio il suo accorpamento, insieme a Radio France internationale e TV5, in un nuovo soggetto che dovrebbe chiamarsi “France Monde”. Il peccato originale di France24 (un canale tuttonews)? Non trasmette soltanto in francese, ma anche in inglese e in arabo, e quindi “non porta la presenza della Francia in modo massiccio”. Al limite, concede monsieur le Président, si potranno lasciare i sottotitoli in inglese, spagnolo e arabo a seconda della regione.
Sarà. A me però la cosa continua a non tornare. Secondo me una mossa come quella si rivela un boomerang: se il francese non lo sai, non ti metterai nemmeno a selezionare il canale. Non dico di fare l’esterofilo a tutto spiano, ma forse pensare che la Francia non è solo la lingua francese potrebbe essere interessante.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-10 11:47

le domande per il momento ci sono

Nel suo blog, Alessandro Gilioli racconta di come non abbia intervistato beppegrillo™. Personalmente non mi aspettavo nulla di diverso, ma si sa che io sono una persona fin troppo prevenuta nei suoi confronti, come il mio amico Ugo non si perita certo di ricordarmi ogni poco.
Fortunatamente questa volta però c’è un sistema semplice per zittirmi. Nel post che ho citato sopra Gilioli riporta una serie di domande. Alcune sono chiaramente retoriche – la terz’ultima e la penultima, ad esempio; per quanto possiamo poi sapere noi, potrebbe poi non avere riportato nel post le domande che hanno fatto davvero incazzare beppegrillo™. Però le domande che sono state riportate avrebbero tutte diritto a una risposta: non sarebbe bello per tutti se il nostro “lider internético” rispondesse sul suo blog a quelle domande? Non sarebbe un ottimo sistema per dimostrare di essere superiore alla tanto vituperata “casta dei giornalisti”?
(e lasciate stare quella camicia di forza, garantisco di non essere pericoloso)

Ultimo aggiornamento: 2008-01-09 14:47