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Thyssen-Krupp

Immagino che abbiate già letto tutti questo articolo del Corsera.
Ma onestamente, vi aspettavate qualcosa di diverso da una multinazionale? O forse pensavate che fuori dall’Italia fossero tutti parenti di Lupo de’ Lupis, il lupo tanto buonino? Nei contratti di lavoro c’è scritto che tu non puoi parlare male dell’azienda, e dire che non si faceva nulla per la sicurezza cos’è, se non “parlare male”?
Venerdì Ezio Mauro (che è stato direttore de La Stampa, e quindi Torino la conosce bene) ha scritto questo. Non leggetelo se non siete d’animo forte.
Aggiornamento (14 gennaio): leggendo il corrispondente articolo su La Stampa (che qui gioca in casa), si rafforza la sensazione che le notizie sul dossier della Thyssen-Krupp, che in teoria immagino fossero un memo interno confidenziale, siano state casualmente fatte uscire fuori direttamente da Guariniello che si voleva togliere qualche sassolino dalla scarpa.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-13 22:13

Quando le idee sono chiare

Premessa: è ovvio che in un paese come l’Italia non si può fare una legge elettorale. Ci sono troppi partiti con troppi interessi diversi, a destra, a sinistra, al centro, sopra, sotto, eccetera. L’unica possibilità che mi viene in mente è selezionarne cinque o sei, e poi sorteggiare quella che verrà promulgata.
Comunque Silvio B. non perde l’occasione per lamentarsi, e fin qua nulla di strano. Però c’è un passaggio che non mi torna. Cito dall’articolo:
«Berlusconi ribadisce: il “porcellum” di Calderoli, ritoccato, andrebbe benissimo, mentre a questo punto il traguardo ideale resta il modello francese. “Sono d’accordo con Veltroni, ha dato buoni risultati. Per fare in Italia quello che Sarkozy ha fatto in Francia in poco tempo servirebbero 2-3 anni. Ci vuole un solo turno, una sola scheda, un solo voto. Speriamo si trovi l’accordo”.»
Ora, il modello francese può darsi abbia una sola scheda e un solo voto, ma sicuramente ha due turni. Mi resta solo un dubbio: è fuso Berlusconi, sono fusi quelli di Repubblica o semplicemente si parte dal presupposto che tanto è tutta una farsa e quindi non bisogna fare attenzione a quel che viene detto?

Ultimo aggiornamento: 2008-01-13 20:36

grandeur télévisuelle

L’altro ieri Nicolas Sarkozy ha parlato un po’ di cosa vuole fare alla TV pubblica francese. Hanno parlato quasi tutti della proposta di togliere la pubblicità per la TV di stato, da finanziare con una tassa sul porno e sulle televisioni private: si sa, in Italia certi temi sono persino più scottanti della proposta moratoria sull’aborto.
Preferisco però parlare dell’altro punto: la chiusura di France24, o meglio il suo accorpamento, insieme a Radio France internationale e TV5, in un nuovo soggetto che dovrebbe chiamarsi “France Monde”. Il peccato originale di France24 (un canale tuttonews)? Non trasmette soltanto in francese, ma anche in inglese e in arabo, e quindi “non porta la presenza della Francia in modo massiccio”. Al limite, concede monsieur le Président, si potranno lasciare i sottotitoli in inglese, spagnolo e arabo a seconda della regione.
Sarà. A me però la cosa continua a non tornare. Secondo me una mossa come quella si rivela un boomerang: se il francese non lo sai, non ti metterai nemmeno a selezionare il canale. Non dico di fare l’esterofilo a tutto spiano, ma forse pensare che la Francia non è solo la lingua francese potrebbe essere interessante.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-10 11:47

le domande per il momento ci sono

Nel suo blog, Alessandro Gilioli racconta di come non abbia intervistato beppegrillo™. Personalmente non mi aspettavo nulla di diverso, ma si sa che io sono una persona fin troppo prevenuta nei suoi confronti, come il mio amico Ugo non si perita certo di ricordarmi ogni poco.
Fortunatamente questa volta però c’è un sistema semplice per zittirmi. Nel post che ho citato sopra Gilioli riporta una serie di domande. Alcune sono chiaramente retoriche – la terz’ultima e la penultima, ad esempio; per quanto possiamo poi sapere noi, potrebbe poi non avere riportato nel post le domande che hanno fatto davvero incazzare beppegrillo™. Però le domande che sono state riportate avrebbero tutte diritto a una risposta: non sarebbe bello per tutti se il nostro “lider internético” rispondesse sul suo blog a quelle domande? Non sarebbe un ottimo sistema per dimostrare di essere superiore alla tanto vituperata “casta dei giornalisti”?
(e lasciate stare quella camicia di forza, garantisco di non essere pericoloso)

Ultimo aggiornamento: 2008-01-09 14:47

La via italiana per combattere il phishing

Chi mi legge sa che cos’è il phishing – beh, in questi giorni forse lo sa persino chi legge i quotidiani, il che è tutto detto – e sa che in Italia il sito di gran lunga più scelto dai phisher è quello di Poste Italiane, anche se ci sono banche messe molto peggio (per non fare nomi, Fideuram che almeno fino a un paio di giorni fa aveva una possibile falla di sicurezza niente male). È ovvio che da un lato occorre che gli utenti stiano molto attenti a quello che fanno, ma è anche ovvio che anche le banche devono fare la loro parte.
E la stanno facendo alla perfezione, naturalmente in stile italiano. LivePaola racconta che ieri non è riuscita a pagare online i contributi per la colf. Motivo? La sua banca, Fineco, ha silenziosamente messo un tetto massimo di 149 euro per i pagamenti con una loro carta sul sito poste.it. Il tutto, ovviamente, “per motivi di sicurezza”. Detto in altro modo: visto che noi banche non siamo capaci a fare le cose in maniera sicura, ti impediamo di farle, sperando che tu non te ne accorga nemmeno, visto che tanto non è che tutta questa roba di gestione online dei pagamenti sia così importante, e la facciamo solo perché è di moda[*]. Se poi proprio ci va male e vieni a romperci le scatole, ti spieghiamo che lo facciamo per il tuo bene. Mi pare un modo perfetto di spiegare come vanno le cose in Italia.
[*] sì, lo so che Fineco è una banca online. Che lo sappiano loro, non ne sono certo.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-09 09:54

spero sia “lasciare”

Sembra che un’oretta fa l’ex tante cose Lambertow Dini, visto che gli era stato visto il bluff di santo Stefano sui giudizi dati dal Fondo Monetario Internazionale, abbia minacciato così: «presenteremo un programma alternativo che dovrebbe essere accettato nella sua interezza. Se così non fosse, il nostro voto sarà negativo», come del resto doveroso visto il suo vastissimo seguito popolare che non gli può certo permettere di accettare un qualsivoglia compromesso.
Se io fossi al posto di Prodi, credo che rimarrei imperturbabile e quando ci si troverà tutti insieme risponderei “prego, se metti d’accordo tutti gli altri non c’è problema, altrimenti fai pure una mozione di sfiducia”. L’unica cosa che mi dispiacerebbe è che si continuerebbe a votare col Porcellum, ma sono convinto che se ci fosse una votazione a scrutinio segreto la maggior parte degli attuali “onorevoli” sarebbe a favore del suo mantenimento… altro che verifiche, governi tecnici e via discorrendo!

Ultimo aggiornamento: 2007-12-28 14:10

Alitalia

Pensate ai miracoli che fa il clima natalizio: Formigoni, Letizia Moratti, i leghisti e CGIL-CISL-UIL sono tutti d’accordo… perché il governo non avalli questa decisione “folle” e “inaccettabile” (lo dice Formigoni), di “un piano nel quale non si conosce il contenuto” (lo dice Epifani), perdendo uno scalo che fa il 70% dei voli internazionali (lo dice la Moratti).
Perché il pomo della discordia è Malpensa, quel bellissimo aeroporto da qualche parte ai margini della val Padana che, dopo non essere riuscito in tutti questi anni a diventare il secondo hub italiano, verrà (finalmente) ridimensionato. Che poi non si capisce nemmeno cosa cambi, visto che nell’intervista su Repubblica cartacea di ieri Mestizia Moratti, alla domanda “e se Alitalia finisse davvero in mani francesi?” risponde candida “tanto Alitalia è solo il quarto vettore per importanza a Malpensa”. L’unica cosa seria, anche se involontaria, è stata detta da StefanoGuglielmo Epifani: “C’è da chiedersi perché, se questa doveva essere scelta, si sono persi due anni buttando via soldi pubblici e impoverendo le prospettive della compagnia”. La domanda è verissima: in questi anni, l’unico anno in cui Alitalia non è stata in perdita è stato quando ha avuto non ricordo quanti miliardi di lire da KLM perché gli olandesi volevano togliersi via dall’alleanza: un po’ come la GM con Fiat, con la differenza che Marchionne poi quei soldi è riuscito a farli fruttare.
D’altra parte, Alitalia è una compagnia Rome-based: basta sentire la voce di un suo qualunque impiegato. Nulla di male, se non fosse che nessuno ha mai voluto spostarsi di sede su Malpensa – e anche qua li capisco perfettamente – e così quando dovevano andare là erano sempre in trasferta – e qui casca l’asino. Ad ogni buon conto, non credete a tutti quelli che stanno piangendo perché la clientela business del nord verrà penalizzata dall’acquisto di Alitalia da parte di Air France: non succederà assolutamente nulla, e si continuerà come adesso a prendere l’aereo per finire in un altro hub europeo e da lì partire. Quando volavo, ho sempre fatto così e sono sempre stato felice… tranne, lo ammetto, quando dovevo fare scalo al Charles De Gaulle. Ma tanto si può usare Amsterdam :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-12-24 18:15

i ponti sotto la Stazione Centrale

Stamattina mi è capitato di vedere sull’edizione milanese del Corsera un articolo che lamentava la situazione vergognosa dei sottopassaggi che passano sotto i binari della Stazione Centrale, sottopassaggi che conosco bene visto che li faccio due volte al giorno per andare in ufficio. Ci sono cinque passaggi; due – viale Tonale e viale Brianza – sono molto usati perché ci passano in uno i filobus e nell’altro le auto che fanno la circonvallazione; confermo che gli altri tre, due dei quali sono poi quelli che uso io, fanno davvero schifo. Poi le lamentele raccolte dal giornalista a volte sono un po’ strane, come quelli a est della ferrovia che spiegano come per loro non c’è mai stata la divisione della ferrovia, e quindi immagino abbiano tutti dai cent’anni in su, e che fare (come faccio io) il sottopassaggio in bicicletta è da pazzi. No, forse su quest’ultimo punto hanno ragione.
Bisognerebbe metterci davvero mano: quest’estate, anche se il giornalista non se n’è accorto, hanno perlomeno rifatto l’impianto di illuminazione, ma non è certo sufficiente. Quello che proporrei io è in parte simile a quanto proposto nell’articolo, cioè rifare i marciapiedi e metterci dei paletti in modo che le auto non possano parcheggiarci sopra; non so se valga la pena di fare un impianto di aerazione, ma quello che mi piacerebbe davvero vedere è la consegna dei muri ai writer. Questo è uno dei classici posti dove un bel disegno sicuramente migliora la qualità del luogo, e insomma sarebbe una cosa win-win. Chissà se le Ferrovie, che è da anni che affermano di voler rifare tutta quella parte della stazione più o meno come Roma Termini ma al momento si sono limitate a fare fuori la maggior parte dei negozi sui lati della ferrovia, ci penseranno su!

Ultimo aggiornamento: 2007-12-23 17:06