Archivi categoria: pipponi

I need a translator

Di Cossiga ho già parlato: è chiaro che si diverte come un bambino a fare dichiarazioni che vengono smentite rapidamente ma forse senza troppa gioia dagli interessati. Però c’è chi è ancora più criptico. Leggete questa dichiarazione fatta da Giacinto Pannella detto Marco a Radio Radicale, secondo quanto scritto da rep.it (ore 14:30):
«Occorre dare atto che è venuto fuori da Romano Prodi un comportamento lineare e preciso, contro tutti e contro tutto. Dopo aver cercato nottetempo di far fuori non tanto Prodi, ma il Prodi che rappresenta una sorpresa di stampo liberale, di difesa del diritto e dello stato di diritto, oggi si va davanti al Senato. Se poi, come non accade, la sostanza è totalmente indipendente dalla forma, discuteremo»
Qualcuno sarebbe così gentile da tradurmela?

Ultimo aggiornamento: 2008-01-24 15:06

Muoia Romano con tutti i filistei

Lo scrivo adesso perché stia agli atti. Spero che Prodi non vada al Colle a rimettere il mandato prima del voto in Senato. Apprezzerei anche che – nel caso ottenga sì la fiducia, ma con l’apporto determinante dei senatori a vita – rimettesse comunque l’incarico; ma quello è secondario.
Il punto è molto semplice: che non ci sia più una maggioranza lo deve dire il Parlamento, che anche se non abbiamo potuto votarlo direttamente grazie al Porcellum e si chiude a riccio appena qualcuno vuole toccare qualcuno di loro è comunque (purtroppo?) sovrano. Aprire la crisi in modo extraparlamentare è un’ulteriore presa per i nostri fondelli, e nonostante tutto ho ancora abbastanza stima per il Mortadellone perché non lo voglia fare. Qui non si parla di governare a tutti i costi, ma di fare in modo che i senatori abbiano il coraggio delle loro scelte.
Peccato che la proposta di Lunar (nei commenti a Mantellini, è il ) di sciogliere solo il Senato è impraticabile non tanto costituzionalmente quanto praticamente, nel senso che il Porcellum darebbe una maggioranza di pochi voti al centrodestra, perpetuando l’instabilità. E peccato che questa legge elettorale non sarà cambiata, perché sotto sotto fa troppo comodo a tutti. Ne parleremo comunque domani, mi sa.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-23 20:38

ISTAT e Corte dei Conti

Una pessima abitudine invalsa da alcuni anni per la fine dell’anno civile è quella del cosiddetto “decreto milleproroghe”: un lunghissimo decreto legge che serve a mettere a posto tutto quello che non si è riusciti a fare durante l’anno, dando ancora sessanta giorni di tempo per riuscire a votarlo. Quello che c’è di brutto in questo decreto è che al suo interno c’è proprio di tutto, e non si ha mai il tempo di capire se le norme in esso contenute sono valide, inutili o addirittura dannose.
Tra quanto approvato il mese scorso, fa notare Lavoce.info, c’è stato un codicillo pieno di buon senso. Occorre fare un passo indietro e ricordare che l’ISTAT, l’Istituto ufficiale italiano di Statistica, ogni tanto fa delle domande a un campione di persone per poter preparare le sue statistiche. Ricordo ad esempio che una quindicina di anni fa mi arrivò un bel plico dove mi si chiedeva di rispondere a una sfilza di domande sulla mia occupazione post-laurea: come sempre ho rovinato i risultati ;-) Io non ho naturalmente avuto nessun problema a rispondere, ma immagino ci sia della gente che per principio o per pigrizia non lo faccia: bene, la legge (decreto legislativo 322/1989, articoli 7 e 11) prevedeva una multa da 200 a 2000 euro (se privati) o 5164 euro (se aziende) nel caso non si fosse risposto. All’Istat sono delle persone intelligenti e hanno sempre fatto finta di nulla; alla Corte dei Conti sono tutti dei ragionieri, e hanno contestato all’Istat di avere fatto un ingente danno all’erario, qualcosa come 191 milioni di euro. Bene: nel decreto milleproroghe c’è anche una norma che restringe la multa ai soli rifiuti formali, e rende la norma retroattiva.
Ma perché ho scritto che all’Istat sono intelligenti? Beh, pensateci su un attimo. Se qualcuno mi costringesse a rispondere a un questionario, pena una multa, e io non avessi affatto voglia di farlo, la prima cosa che mi verrebbe in mente sarebbe mettere risposte a caso. (Qualcuno di voi magari avrebbe scritto l’opposto del vero, ma io sono più bastardo e preferisco evitare ogni correlazione possibile). Il risultato sarebbe un inquinamento delle risposte, che è sicuramente peggio di avere dei dati in meno: un bravo statistico riesce a ottenere qualcosa anche con dati meno completi di quanto vorrebbe, in fin dei conti, ma non può fare nulla con dati sbagliati.
Insomma, onore a chi ha pensato di sanare questa magagna, e onore a quelli di Lavoce.info che l’hanno resa pubblica, checché ne scrivano quelli di CriticaMente.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-23 16:14

Macché crisi e crisi!

Le prime pagine di tutti i giornali continuano a rilanciare notizie sulla crisi di governo (ah, Prodi si è quasi scocciato del tutto, se chiederà esplicitamente la fiducia. Solo “quasi”, perché va prima alla Camera dove dovrebbe comunque averla…). Poi, se si va sulle pagine molto interne, si può ad esempio leggere questo. C’era una legge, fatta da nemmeno tre mesi, che vietava alle discoteche di vendere alcolici dopo le due di notte. Ma l’Italia è il paese delle leggi, e improvvisamente si è risvegliato l’iter della legge di riforma sulla sicurezza stradale. In un sussulto di decisionismo, la nuova legge è stata approvata in Commissione Trasporti all’unanimità, e quindi non dovrà passare in parlamento. Peccato però che casualmente non ci sia più il divieto di cui sopra. Un pensiero in meno. Ragazzi, sono riusciti a fare protestare contro l’abolizione della norma financo Carlo Giovanardi! Ma vi rendete conto? (no, probabilmente no)
Ho sbagliato tutto dieci anni fa, quando potevo ancora andarmene via dall’Italia senza problemi.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-22 11:16

Piccinerie

Sarebbe l’ora di smetterla di parlare di Ratzi e della Sapienza, ma non posso esimermi dal citare Ipazia, che a sua volta riporta un articolo del fisico Giorgio Parisi che svela come la lettera dei 67 fisici non sia stata scritta il 10 gennaio, ma a metà novembre scorso, il che in effetti cambia parecchio le cose. E come mai è rimasta nel cassetto fino alla settimana scorsa? Beh, sempre Ipazia linka questo verbale del Senato, dove si scopre che uno dei firmatari dell’appello è stato designato presidente del CNR e ora qualcuno vuole annullare la nomina a causa appunto della sua firma all’appello. E noi che pensavamo che fosse un contrasto sui Fondamentali Princìpi di Libertà e Tolleranza…
In una notizia più o meno correlata, Paolo Guzzanti racconta cosa è successo sulla mozione che non è passata per le assenze dei deputati di Forza Italia. Si può credere o no sulla sua accusa alla Lega, quasi da inciucio, ma vi invito a leggere attentamente tutto il testo guzzantiano e immaginare cosa facciano davvero i nostri rappresentanti, oltre che appunto lamentarsi del presidente designato per il CNR. Cito solo una frase: La mozione presentata da Calderoli in un giorno della settimana – il giovedì – normalmente dedicata ad interrogazioni e interpellanze (e dunque un giorno in cui i senatori per lo più non restano a Roma).

Ultimo aggiornamento: 2008-01-19 17:00

Figli di

Se vi dico “Mastella”, pensate subito a Clemente; ma in questo caso parlo di suo figlio Elio. Se dico “Sortino” probabilmente non pensate a nulla, oppure – se guardate la TV – pensate a Sebastiano, inviato delle Iene.
Detto così, sembrebbe esserci una asimmetria; però, se avete visto questo video, saprete voi che le cose si possono aggiustare. Infatti, dopo essere rimasto un po’ a rispondere alle incalzanti domande della Iena, alla fine non ce la fa più e fa amabilmente notare come il contrattista per Mediaset sia il figlio di Sebastiano, uno dei commissari dell’Autorità Garante per le Comunicazioni. Insomma, tutto torna perfettamente.
Vorrei aggiungere che Mastella jr. ci ha fatto un’ottima figura, anche perché già quello stile di intervista così amato a Mediaset in realtà è l’equivalente moderno di essere messi al Colosseo a combattere contro i leoni, e anche la persona più innocente di questo mondo può essere disegnata come un sanguinario bruto se non ha una capacità di controllo ben oltre la media, e poi perché comunque non era lui quello che c’entrava in tutta la storia. Poi, essendo io curioso e non guardando la TV, mi chiedo come mai Sky avesse la registrazione dell’intervista :-)
(via Vittorio Bertola)

Ultimo aggiornamento: 2008-01-19 16:26

Ratzinger, Galileo, Feyerabend e altri ancora

Metto subito una cosa in chiaro: della storia dello “studente tedesco che rinuncia all’università”, come Alessandro Robecchi chiosa la rinuncia del Papa a intervenire durante l’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza, non mi è per nulla interessata, e infatti non è un caso che non ne avessi affatto parlato da queste parti. Se proprio avessi dovuto commentare, avrei detto che chi voleva manifestare manifestasse pure, e che i 67 docenti di fisica, invece che scrivere l’ormai famosa lettera, avrebbero fatto meglio a chiedere di poter parlare dopo Benedetto XVI e raccontare tutte quelle cose lì. Ma capisco che in questo modo si sono fatti molta più pubblicità. Però stasera Stefano mi ha chiesto di commentare il discorso di Paul Feyerabend citato dall’allora cardinale Ratzinger, e il tuttologo che in me non si può certo esimere. Da buon tuttologo, non so nulla di quello di cui parlerò, ma non c’è certo problema: tanto tra le mie lettrici (almeno due, più una che il blog non ce l’ha e quindi non posso linkare) e forse anche qualche mio lettore [*] di gente che potrà dottamente sbertucciarmi ce n’è.
La frase incriminata di Feyerabend (tratta da questo sito: come sempre, per prima cosa cercare le fonti!) è questa: «La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione» Cominciamo dalla seconda frase, che è la più semplice: si traduce in “Galileo è stato condannato per ragion di Stato, ed è stato riabilitato per ragion di Stato”. Macché fede, ragione, o anche solo morale o etica: tutto quello che contava e che conta era ed è “cosa viene più comodo”. Da questo punto di vista, insomma, la laicità della scienza non c’entra un tubo, proprio perché la religione non c’entra un tubo. Ricordo – ma questo è probabilmente inutile – che il “metodo scientifico” non era certo così noto ai tempi di Galileo, visto che è stato lui ad inventarlo. Quindi l'”attenersi alla ragione” della Chiesa di allora era l’attenersi alla “ragione aristotelica”, mi sa tanto.
Mi ha stupito, invece, che i fisici non si siano lamentati di un’altra citazione nell’intervento di Ratzinger. Non certo quella di von Weizsacker che “fa ancora un passo avanti, quando vede una «via direttissima» che conduce da Galileo alla bomba atomica”. Penso che su quello si sia tutti d’accordo: senza il cambio di paradigma dalla scienza aristotelica a quella galileiana, non si sarebbe certo arrivati alla bomba atomica, o se per questo al PC su cui leggete questo mio sproloquio. Parlo invece del pezzo che riguarda Ernst Bloch. La premessa è giusta: «il sistema eliocentrico -così come quello geocentrico- si fonda su presupposti indimostrabili». Peccato che parta subito per la tangente, dicendo «Tra questi, rivestirebbe un ruolo di primo piano l’affermazione dell’esistenza di uno spazio assoluto; opzione che tuttavia è stata poi cancellata dalla teoria della relatività.» La relatività non c’entra un tubo, mi spiace. Il punto è banalmente che la scienza (galileiana, non aristotelica) non può avere certezze ma solamente modelli, e si deve scegliere il modello che (oltre a fare previsioni dimostrabili, che è l’unica cosa che si sente dire in genere) è il più semplice. È chiaro che avere delle orbite ellittiche intorno al sole che sta in uno dei fuochi dell’ellisse è di gran lunga più semplice che avere epicicli di primo e secondo ordine per “aggiustare” le orbite circolari intorno alla Terra, ma questo non sarebbe stato un problema. Se non ricordo male, Bellarmino aveva cercato senza riuscirci di convincere Galileo a dire che usava il sistema eliocentrico perché era il più semplice, senza però dire che “era quello vero”; cosa che il pisano non ebbe assolutamente intenzione di fare (doveva essere una testa ben dura anche lui).
Diciamo che io mi sarei aspettato come critica a Benedetto XVI appunto questa: che parla di scienza (la parte blochiana sulla teoria della relatività) senza sapere di cosa parla, e di parlare tanto di “presupposti indimostrabili” ma poi affermare implicitamente che la Chiesa ha il modo di affermare la Verità anche su quelli prettamente scientifici (se le due teorie scientifiche geo- ed eliocentrica si basano entrambe su presupposti indimostrabili, perché si doveva affermare che quella Vera era la prima?) A parte la stupidità, almeno per come la vedo io, di una battaglia di retroguardia – crederete mica che Ratzinger creda nella Terra al centro dell’universo? – quello in effetti è un punto piuttosto pesante. Mi sa però che forse era troppo fine… stiamo parlando in fin dei conti di fisici :-P
[*] il buffo è che le due fanciulle che cito stanno dalle “parti opposte della barricata” rispetto ai due fanciulli. Queste connotazioni sessiste…

Ultimo aggiornamento: 2008-01-15 23:14

Suharto, chi era costui?

Beh, chi legge queste notiziole – l’ho già detto – è per definizione una persona intelligente ed acculturata e si ricorderà perfettamente che Suharto è stato il sanguinario dittatore dell’Indonesia dal 1966 al 1998. Insomma, un tipino non esattamente raccomandabile e che si è assicurato un posticino nella storia del XX secolo: non esattamente tra i Buoni, ma non importa. Indubbiamente non è Uno Qualunque.
Ora, è una decina di giorni che Suharto è in fin di vita. Se uno segue la BBC, può sapere giorno per giorno l’evoluzione della sua malattia. Voi lo sapevate? con ogni probabilità no. Non perché siate stupidi e ignoranti, ma perché i nostri media non ritengono sufficientemente interessante la notizia, nonostante tutto quello che si dica sulla globalizzazione. Qui non è nemmeno problema di casta, mi sa, quanto piuttosto di visione distorta del mondo.

Ultimo aggiornamento: 2008-01-15 14:40